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E-Learning, LMS, Learning Management System, Scorm

elearning formazione
L’elearning e le sue evoluzioni stanno cambiando il volto della formazione, e il cambiamento è spinto da una domanda crescente anche da parte delle aziende. Il settore in Italia ha un giro d’affari di mezzo miliardo di euro, con prospettive di crescita positive. Secondo la società di ricerca specializzata in formazione on line Ambient Insight, il mercato dell’e-learning dell’Europa occidentale valeva nel 2013 quasi 7 miliardi di euro e supererà gli 8 miliardi nel 2016, con una crescita annua che sfiora il 6%. Numeri piccoli rispetto alle percentuali a due cifre di Asia, Africa e America Latina (tra il 15 e il 17%), ma abbastanza per rimanere al momento la seconda area al mondo, dopo gli Stati Uniti, per acquisto di prodotti e servizi di formazione on line.«Il cambiamento interessante è rappresentato dal numero di aziende di piccole e medie dimensioni che hanno iniziato ad adottare tecnologie sofisticate per l’apprendimento». L’aumento di interesse c’è stato soprattutto negli ultimi anni: un sondaggio sull’e-learning in Europa realizzato da Ipsos insieme a CrossKnowledge, leader europeo nella formazione a distanza, e al centro di ricerca francese Fefaur, mostra come in Italia il 63% delle imprese rispondenti abbia integrato le lezioni on line nella propria offerta di aggiornamento dei dipendenti solo tra il 2008 e il 2011. In questo periodo, a livello europeo, il 56% delle aziende con meno di mille dipendenti ha scoperto la formazione digitale, contro il 31% di quelle con più di 10 mila lavoratori, gran parte delle quali avevano adottato questa metodologia già prima del 2008. L’obiettivo delle imprese, si legge nel dossier, è «una doppia sfida: massimizzare l’efficacia dell’aggiornamento ottimizzando i costi». «L’utilizzo della formazione online è in costante aumento per l’idea che questa sia più accessibile e meno costosa. In realtà, se si vuole un’offerta di qualità non si ha una significativa riduzione dei costi». Le aziende che più puntano sull’aggiornamento dei lavoratori, in particolare del management, rappresentano un laboratorio di innovazione. Se la formazione a distanza tradizionale con video di lezioni frontali o centinaia di slide da leggere ha ormai dimostrato di non funzionare a dovere, nelle imprese si sperimentano sempre più di frequente mix di modalità diverse. È il cosiddetto blended learning, «le piattaforme digitali vengono usate per integrare le lezioni frontali in aula e la formazione on the job con esercitazioni, webinar, approfondimenti ». Le ultime tendenze si chiamano gamification e social learning: «Da una parte osserviamo l’utilizzo di forme ludiche per un apprendimento più efficace, dall’altra c’è un’integrazione crescente dei social network con le attività di formazione, per favorire il confronto tra colleghi».

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