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radiazione elettromagnetica
La radio e la televisione, i telefoni cellulari, i computer e il radar, il forno a microonde e le radiografie: gli utilizzi tecnologici della radiazione elettromagnetica sono estremamente diffusi.
Le applicazioni possono essere divise in due macrofamiglie:
•nella prima le onde elettromagnetiche vengono utilizzate per trasportare informazioni (radio, televisione),
•nella seconda per trasportare energia (forno a microonde).

La frequenza è una grandezza che concerne fenomeni periodici o processi ripetitivi Nel misurare la frequenza del suono, di onde elettromagnetiche (come le onde radio o la luce), di segnali elettrici oscillatori o di altre onde simili, la frequenza in hertz è il numero di cicli della forma d'onda ripetitiva per secondo La frequenza f ha una relazione di proporzionalità inversa con la grandezza lunghezza d'onda

Effetti biologici delle radiazioni

Gli effetti della radiazione elettromagnetica sugli esseri viventi dipendono principalmente da due fattori:
la frequenza della radiazione e le modalità di esposizione (intensità della radiazione, durata dell'esposizione, parti del corpo esposte...). Per quanto riguarda la frequenza della radiazione si usa distinguere tra
RADIAZIONI IONIZZANTI
(IR: Ionizing Radiation)
RADIAZIONI NON IONIZZANTI
(NIR: Non Ionizing Radiation)

Per radiazioni ionizzanti si intendono le radiazioni elettromagnetiche di frequenza sufficientemente alta da essere in grado di ionizzare (rimozione o addizione di elettroni) gli atomi della sostanza esposta. Tali radiazioni sono quindi capaci di modificare la struttura chimica delle sostanze su cui incidono e possono produrre effetti biologici a lungo termine sui viventi interagendo con il DNA delle cellule
Si designano come non ionizzanti quelle radiazioni elettromagnetiche non in grado di produrre ionizzazione nei materiali ad esse esposti. Un esempio di radiazioni non ionizzanti sono le onde radio. Si ritiene comunemente che le radiazioni non ionizzanti possano avere effetti sui viventi solo per i loro effetti termici, non possedendo quindi il potenziale mutageno e cancerogeno delle radiazioni ionizzanti

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