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agenti chimici

Pubblicato da Lilino Albanese | 16:16

Titolo IX del Dlgs 81/2008
Oggi parliamo degli agenti chimici. In ambito lavorativo l’insorgenza del rischio da agenti chimici, previsto dal Titolo IX del Dlgs 81/2008, si concretizza nel momento in cui sul posto di lavoro sono contemporaneamente presenti due fattori:
  • pericolo dell’agente chimico
  • esposizione ovvero le condizioni che possono portare il lavoratore nell’area di azione dell’agente chimico sono legate alle modalità operative
Rischio = Pericolo x Esposizione

AGENTI CHIMICI

Tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato
Art. 222 D. Lgs. 81/08 e s.m.i.
Agenti chimici pericolosi:
1) agenti chimici classificati come sostanze pericolose ai sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e successive modificazioni, nonché gli agenti che corrispondono ai criteri di classificazione come sostanze pericolose di cui al predetto decreto. Sono escluse le sostanze pericolose solo per l’ambiente;
2) agenti chimici classificati come preparati pericolosi ai sensi del decreto legislativo 14 marzo 2003, n. 65, e successive modificazioni, nonché gli agenti che rispondono ai criteri di classificazione come preparati pericolosi di cui al predetto decreto. Sono esclusi i preparati pericolosi solo per l’ambiente;
3) agenti chimici che, pur non essendo classificabili come pericolosi, in base ai numeri 1) e 2), possono comportare un rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori a causa di loro proprietà chimico-fisiche, chimiche o tossicologiche e del modo in cui sono utilizzati o presenti sul luogo di lavoro, compresi gli agenti chimici cui é stato assegnato un valore limite di esposizione professionale;
Sostanze: gli elementi chimici e i loro composti allo stato naturale o derivati da qualsiasi processo produttivo, eventualmente contenenti gli additivi necessari alla loro immissione sul mercato, esclusi i solventi che possono essere separati senza incidere sulla stabilità della sostanza e senza modificare la sua composizione.
Miscele: soluzioni composte da due o più sostanze.
IDENTIFICAZIONE AGENTI CHIMICI
Il numero CAS: da Chemical Abstract Service, è la designazione numerica attribuita ad ogni agente chimico. E’ utilizzato nella gestione di banche dati delle sostanze chimiche dalla CE e da organismi internazionali per definire, in maniera inequivocabile, l’identità di un agente chimico. Viene assegnato dalla American Chemical Society (Società Chimica USA). Un altro numero identificativo è il Numero Indice;
- etichettatura recante: pittogramma (stampa in nero su fondo bianco) frasi H (indicazioni di pericolo relative a sostanze chimiche) e consigli di prudenza (frasi P, consigli di prudenza e prescrizioni di natura sanitaria);
- lo stato fisico (se solido, liquido, gassoso) e le proprietà fisiche e chimiche;
- i limiti di esposizione professionale TLV (Threshold Limit Values) quando presenti;
- le proprietà tossicologiche: tossicità acuta orale, dermica, inalatoria;
- la possibilità di reazioni di decomposizione termica e/o fotochimica e di reazioni accidentali  con altri agenti chimici o con l’aria e l’acqua e la pericolosità degli eventuali prodotti di reazione;
- eventuali altri pericoli derivanti da prelievo e travaso di liquidi, riscaldamento di sostanze infiammabili, esplosive e/o comburenti, collegamenti (raccordi e/o tubazioni) non segnalati di agenti chimici pericolosi, refrigerazione con liquidi criogenici, presenza di gas asfissianti, ecc.
Con l’obiettivo principale di stabilire una base comune e coerente per il rischio chimico per assicurare le condizioni di sicurezza per il trasporto delle merci pericolose e per la prevenzione per la salute e la sicurezza del consumatore, del lavoratore e dell’ambiente, nasce nel 1992 il GHS, programma volontario mondiale elaborato dalle Nazioni Unite.
Il GHS ossia Globally Harmonized System of Classification and Labbelings, è il Sistema globale armonizzato per la classificazione e l’etichettatura dei prodotti chimici.
Già dal 2002, le Nazioni unite hanno “invitato” ad implementare il sistema GHS all’interno della legislazione europea rendendolo pienamente operativo.
La prima edizione del GHS è del 2003, e nel 2008 l’Europa ha emanato il regolamento CE n.1272/2008, o CLP, relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele.
Il CLP (Classification, Labelling and Packaging of substances and mixtures) è il regolamento CE n.1272/2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CE e 1999/45/CE e che reca modifica al regolamento (CE) n.1907/2006.
Pubblicato sulla G.U.C.E. L353 del 31/12/2008 ed entrato in vigore il 20 gennaio 2009 ed ha un periodo transitorio di applicazione fino al 2015.
Nello specifico:
SOSTANZE: entro 1 dicembre 2010
MISCELE: entro giugno 2015

Dal 1 giugno 2015 sarà pienamente a regime e obbligatorio solo il Regolamento CLP.
Indicazioni di pericolo-Frasi H
Le indicazioni di pericolo non sono altro che le vecchie frasi R. Alcune frasi R non trovavano un corrispondente nel GHS, ma sono state comunque inglobate nel CLP nel principio di mantenere il livello di protezione più elevato già esistente. Tali frasi sono chiaramente indicate dalla sigla EU.
H (o EUH) + n.ro frase codificata
Es. H302 Nocivo se ingerito.
Consigli di Prudenza-Frasi P
I consigli di prudenza non sono altro che le vecchie frasi S derivano in modo del tutto automatico dalla classificazione della sostanza, ma sono scelti tra quelli possibili per una data classificazione riportati nelle tabelle alle parti da 2 a 5 dell’allegato I, secondo i criteri stabiliti dall’allegato IV del CLP (che elenca i consigli di prudenza).
Se non strettamente necessario, nell’etichetta non dovrebbero essere più di 6.
P + n.ro frase codificata
Es. P102 tenere fuori dalla portata dei bambini
TLV (Threshold Limit Values) limiti di esposizione professionale
I valori limite di soglia (TLV) stabiliti dall’ACGIH (American Conference of Governmental Industrial Hygienists) sono definiti come le concentrazioni delle sostanze aero-disperse al di sotto delle quali si ritiene che la maggior parte dei lavoratori possa rimanere esposta ripetutamente giorno dopo giorno senza effetti negativi sulla salute.
I valori limite definiti dall’ACGIH sono:
TLV-TWA / media ponderata nel tempo: la concentrazione media ponderata nel tempo, su una giornata lavorativa convenzionale di 8 ore (su 40 ore lavorative settimanali), alla quale si ritiene che quasi tutti i lavoratori possano essere ripetutamente esposti, giorno dopo giorno, senza effetti negativi.
TLV-STEL / limite per breve tempo di esposizione: la concentrazione alla quale si ritiene che i lavoratori possano essere esposti continuativamente per breve periodo di tempo, purché il TLV-TWA giornaliero non venga superato.
TLV-C/Ceiling: la concentrazione che non deve essere superata durante l’attività lavorativa nemmeno per un brevissimo periodo di tempo.
IBE (Indice Biologico di Esposizione):
Valori del livello degli indicatori che, con elevata probabilità, possono ritrovarsi in campioni prelevati su lavoratori sani esposti a livelli di concentrazione prossimi ai TLV-TWA.
Gli IBE si riferiscono ad esposizioni di otto ore per cinque giorni alla settimana. L’indicatore biologico può essere la stessa sostanza chimica o il suo metabolita o un cambiamento reversibile caratteristico indotto dalla sostanza chimica.
La misura può essere effettuata sull’aria espirata, l’urina, il sangue od altri campioni biologici prelevati sul lavoratore esposto.
L’organismo umano può venire in contatto con gli agenti chimici essenzialmente per tre vie:
- per inalazione (tossicità inalatoria)
- per ingestione (tossicità orale)
- per via cutanea (tossicità dermica)
La prima è certamente la più pericolosa tra le tre possibilità, proprio per la necessità incomprimibile di respirare ogni pochi secondi.
Il contatto per ingestione che avviene normalmente per errore, anche se pericolosissimo è un caso abbastanza raro.
Il contatto per via cutanea è normalmente da attribuire a sostanze allo stato liquido, ma anche alcuni vapori o aerosol possono danneggiare l’organismo per questa via.
TOSSICITÀ ACUTA
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE
Le sostanze possono essere classificate in una delle quattro categorie di tossicità acuta per via orale, via cutanea o inalazione in base ai valori indicati nella tabella 3.1.1. I valori di tossicità acuta sono espressi in valori (approssimati) di DL 50 (orale, cutanea) o CL (inalazione) o in stime della tossicità acuta (STA).
Scheda di Sicurezza
Il CLP non definisce la struttura della Scheda Dati di Sicurezza degli agenti chimici, ma avendo stabilito una diversa classificazione delle sostanze e delle miscele, avrà comunque un impatto sulla SDS. Infatti nella forma la scheda di sicurezza non cambia ma cambia il linguaggio con cui questa è scritta.
La scheda di sicurezza è il principale strumento documentale di trasmissione lungo la catena di approvvigionamento delle informazioni e dei dati  tecnici raccolti nel dossier di registrazione.
Obiettivo della scheda di sicurezza è quello di fornire agli utilizzatori di sostanze e miscele pericolose tutte le informazioni possibili secondo lo schema fissato nell’Allegato II del Regolamento REACH.
Le principali informazioni riguardano la prevenzione e protezione dei rischi, l’identificazione dei pericoli, il corretto impiego negli ambienti di lavoro e la protezione dell’ambiente.
Le schede di sicurezza:
- devono essere presenti in tutti i posti di lavoro in cui vengono manipolati  agenti chimici o loro prodotti;
- devono essere aggiornate e devono avere riportata la data di compilazione ed aggiornamento;
- devono essere scritte in italiano;
- devono corrispondere all’etichetta della confezione del prodotto;
- devono essere della ditta produttrice.
EVENTO IMPROVVISO
Incidente/infortunio: incendio, esplosione, ustione, intossicazione, asfissia, ecc. che comportano delle conseguenze sulle persone e sull’ambiente.
Dopo un certo tempo di esposizione: Malattie: dell’apparato respiratorio (asma, rinite), della pelle e delle mucose, (irritazioni, ulcerazioni, eczemi, ecc.), del sistema nervoso (mal di testa, tremori, turbe psichiche, ecc.) dei tumori (lesivi delle vie aeree e digerenti, ecc.).
Tipo di rischio chimico
INCIDENTALE
Errori di conferimento e stoccaggio, cedimento recipienti e reti di adduzione, spandimento, investimento, contatti tra incompatibili, rilascio di gas tossici.
ANOMALIE D’IMPIANTO E DI PROCESSO
Tracimazioni, cedimenti e rotture di rete e di valvole, reazioni fuggitive, errori di gestione e di stoccaggio, ecc.).
INCENDIO ED ESPLOSIONE
Sostanze usate con proprietà esplosive, comburenti, infiammabili e/o sostanze prodotte accidentalmente con queste proprietà.

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