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Allestimento di un cantiere per l’esecuzione di lavori in ambienti confinati, che, essendo più complesso rispetto ai normali cantieri, deve essere pianificato a tavolino. In particolare, l’attività comporta l’esecuzione delle seguenti fasi:
ALLESTIMENTO CANTIERE IN AMBIENTI CONFINATI
Allestimento di un cantiere per l’esecuzione di lavori in ambienti confinati, che, essendo più complesso rispetto ai normali cantieri, deve essere pianificato a tavolino. In particolare, l’attività comporta l’esecuzione delle seguenti fasi:
o Transennare la zona operativa per un raggio di 8 mt dal passo d’uomo;
o Installare i cartelloni in dotazione segnalanti pericoli e divieti e posizionare gli estintori secondo le disposizioni di legge;
o Controllare le attrezzature in dotazione mediante apposito check-list;
o Vestizione del personale con appositi indumenti;
o Scollegare tutte le utenze esterne (acqua, elettricità, ecc.) ed esporre il cartello “Pericolo, lavori in corso: non inserire le utenze disinserite”;
o Collegare tutte le masse metalliche relative alle attrezzature utilizzate alla rete dell’impianto di terra;
o Apertura del chiusino sul pozzetto passo d’uomo e ventilazione forzata;
o Accurata pulizia del pozzetto con attrezzi antiscintilla ed aspirazione dell’acqua e dei fondami presenti;
o Scollegare le tubazioni di aspirazione e sfiato del serbatoio;
o Sigillare con appositi tappi le tubazioni di aspirazione e sfiato, tali da evitare percolamenti all’interno del pozzetto;
o Controllare mediante asta metrica e tabella di ragguaglio la quantità di prodotto contenuto in cisterna ed estrarre il prodotto tramite pompa e travaso in un altro serbatoio;
o Predisporre il collegamento di messa a terra del serbatoio;
o Aerazione (naturale e/o artificiale) per un congruo periodo di tempo prima dell’accesso;
o Proseguire la ventilazione/aspirazione forzata dei gas presenti all’interno del serbatoio con l’apposita attrezzatura fino al raggiungimento dei valori di LEI inferiori all’8%.
o Aspirazione dei fondami presenti all’interno del serbatoio con specifica attrezzatura, prevista per lavori in presenza di vapori esplosivi;
o Verificare la percentuale di ossigeno e l’assenza di contaminanti e/o atmosfere esplosive;
o Posizionare la scaletta in alluminio nel passo d’uomo del serbatoio, per consentire l’ingresso dell’operatore che dovrà eseguire i lavori all’interno dello spazio confinato;
o Predisporre le attrezzature necessarie per gli interventi di soccorso e/o d’evacuazione.
Macchine/Attrezzature
o Impianti elettrici antideflagranti
o Compressore a filtrazione aria respirabile
o Impianti di ventilazione antideflagranti
o Filtri a carboni attivi per filtrazione vapor
o Ossimetro portatile
o Esplosimetro
o Rilevatori elettronici per gas infiammabili e/o tossici
o Sensori catalitici per la rivelazione di gas infiammabili in aria
o Tripode con argano per estrazione operatore
o Utensili antiscintilla
o Lampada
PROCEDURE DI LAVORO
• Attenersi alle misure generali di prevenzione, alle Linee Guida dell’ISPESL per la corretta applicazione dell’art. 66 del D.Lgs. 81/08  “Lavori in ambienti sospetti di inquinamento”  e al D.P.R. n° 177/2011 «Regolamento per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti d’inquinamento o confinati».
• Tutti i lavoratori in ambienti confinati devono essere adeguatamente informati, formati e addestrati alla loro mansione specifica, tenendo conto dei seguenti aspetti: esposizione ai rischi chimici, ai rischi fisici, ai rischi infortunistici, condivisione e padronanza delle procedure e modalità operative necessarie per ridurre al minimo i rischi lavorativi, utilizzo corretto dei DPI (anche di III categoria, per i quali è obbligatorio un addestramento specifico) e delle relative indicazioni e controindicazioni all’uso, significato della segnaletica di sicurezza e degli allarmi ottico/acustici, gestione ed esecuzione delle procedure di salvataggio/evacuazione.
• Prima dell’accesso nei luoghi di lavoro, tutti i lavoratori impiegati nelle attività (compreso, eventualmente, il datore di lavoro) devono essere puntualmente e dettagliatamente informati dal datore di lavoro committente di tutti i rischi che possono essere presenti nell’area di lavoro (compresi quelli legati ai precedenti utilizzi). È previsto che tale attività debba essere svolta per un periodo sufficiente e adeguato allo scopo della medesima e, comunque, non inferiore ad un giorno.
• Impiegare lavoratori con sufficiente esperienza per quel tipo di attività da eseguire (percentuale non inferiore al 30% della forza lavoro e con esperienza almeno triennale in attività in “ambienti confinati”) e verificare che abbiano ricevuto adeguata informazione sui rischi correlati al particolare ambiente di lavoro, formazione specifica per ogni lavoratore in funzione della propria attività lavorativa ed addestramento.
• Prima di effettuare le attività negli spazi confinati è necessario ottenere il “permesso di lavoro”, ossia l’autorizzazione al lavoro come strumento volto ad assicurare che tutti gli elementi del sistema sicurezza siano stati messi in atto prima che ai lavoratori venga permesso di entrare e/o lavorare in spazi confinati. L’autorizzazione è altresì uno strumento di comunicazione tra il datore di lavoro, il preposto e i lavoratori.
• Prima di iniziare l’attività, effettuare un’attenta ricognizione al fine di individuare i potenziali rischi presenti nelle immediate vicinanze dell’area di cantiere dovuti, anche, all’eventuale presenza di attività condotte da terzi.
• Individuare quanto necessario alla cantierizzazione (recinzioni mobili, segnaletica stradale, agenti estinguenti, cartellonistica di sicurezza ecc).
• Predisporre quanto necessario (per esempio, opere provvisionali, scale, tripode con argano ecc.) per l’accesso all’ambiente di lavoro e la strumentazione necessaria al controllo degli ambienti (esplosimetro, rilevatore di O2, CO, ecc.)
• Verificare che siano state eseguite le necessarie messe in sicurezza dell’ambiente di lavoro (disattivazione dei circuiti elettrici, flangiatura delle tubazioni o lucchettatura delle valvole di intercettazione) applicando su tutti i punti di scollegamento, intercettazione, sezionamento i cartellini con l’indicazione “Lavori in corso non effettuare manovre” datato e firmato congiuntamente dal supervisore ai lavori e dall’incaricato del committente.
• Verificare la messa a terra delle masse metalliche di tutte le apparecchiature impiegate (per esempio, estrattore vapori, autospurgo, gruppo elettrogeno ecc.) realizzando l’equipotenzialità con l’impianto di terra presente.
• Ventilare con l’estrattore vapori fino al raggiungimento di valori inferiori al LEL verificato con l’ esplosimetro a cura del supervisore ai lavori. Le attività potranno continuare dopo il raggiungimento di questa condizione. La portata dell’estrattore deve essere tale da garantire almeno 20 ricami aria/ora dell’ambiente confinato.
• Organizzare l’assistenza dall’esterno (per esempio, autorespiratori, ricetrasmettitori ATEX) con uno o più lavoratori situati presso l’apertura che dovranno restare costantemente in contatto con chi accederà all’ambiente di lavoro.
• Predisporre un adeguato sistema di comunicazione tra il personale presente all’interno e all’esterno dell’ambiente confinato per consentire una rapida chiamata in caso di emergenza.
• Gli addetti al soccorso devono essere addestrati, essere in numero sufficiente ad eseguire l’intervento di soccorso, pronto all’occorrenza ed in grado di utilizzare gli equipaggiamenti in dotazione (ad esempio, autorespiratori, linee di vita, equipaggiamenti di rianimazione).
• Utilizzare unicamente attrezzatura antiscintilla o antideflagrante ATEX.
• Il lavoratore deve essere dotato di idonei DPI di posizionamento, trattenuta, discesa, salita e di arresto caduta, incluse le linee di vita collocate intorno al punto di accesso degli spazi confinati.
• Devono essere garantiti idonei sistemi o mezzi di illuminazione in relazione alle caratteristiche dell’ambiente e alla tipologia di intervento da effettuare. Anche in questo caso, dove ci possono essere potenziali atmosfere esplosive o infiammabili, è necessario impiegare attrezzi in grado di non produrre scintille e disporre di lampade opportunamente protette e sistemi d'illuminazione schermati.
• Nei lavori in spazi confinati, dove i lavoratori sono esposti a rischi particolarmente elevati per la loro salute e sicurezza, devono essere adottati i Dispositivi di Protezione Collettiva (DPC). I rischi residui, che non possono essere soppressi dai DPC, devono essere eliminati o ridotti mediante l’uso di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).

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