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Un documento Inail fornisce un supporto a utenti e personale in merito alla tutela della salute ed alla sicurezza negli impianti natatori. I pericoli connessi all’uso delle piscine, il responsabile della piscina e l’assistente bagnanti.
Un documento Inail fornisce un supporto a utenti e personale in merito alla tutela della salute ed alla sicurezza negli impianti natatori. I pericoli connessi all’uso delle piscine, il responsabile della piscina e l’assistente bagnanti.
Se ormai, in risposta alla ricca normativa europea e nazionale in materia di salute e sicurezza, molti ambienti lavorativi sono stati analizzati e studiati riguardo all’incidenza, alla tipologia e alle conseguenze di infortuni e malattie professionali, non altrettanto si può dire per i rischi per la sicurezza e per la salute che interessano gli ambienti di vita. Anche se - come ricorda  Sergio Iavicoli (Direttore del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro ed ambientale, Inail) nelle premesse del nuovo documento Inail che ci accingiamo a presentare – “gli infortuni che avvengono in luoghi considerati al contempo di lavoro e di vita rappresentano senza dubbio una tematica di sanità pubblica che merita la massima attenzione”.
E un esempio di questi ambienti di vita, e di lavoro, è rappresentato dagli impianti natatori, dove “la salute e la sicurezza dei lavoratori e degli utenti si intrecciano nel contesto di attività ludiche, sportive, ricreative che richiedono particolare attenzione non solo per il benessere ma anche per la prevenzione dei rischi, al fine di garantire la sicurezza di tutti i frequentatori”.

In particolare il Quaderno “Le piscine” - una versione aggiornata e opportunamente modificata di un lavoro effettuato nel 2005 nell’ambito dell’Osservatorio epidemiologico nazionale degli ambienti di vita - vuole fornire un supporto agli utenti e al personale lavorativo in merito alla tutela della salute ed alla sicurezza nelle piscine, con particolare riferimento ai rischi derivanti dagli agenti fisici, chimici e microbiologici presenti nei contesti considerati, fornendo, nel contempo, elementi per il controllo e la prevenzione di tali rischi.

Il documento ricorda che nelle piscine, sia i frequentatori che i bagnanti “possono essere soggetti ad infortunio, di lieve o forte entità”.
In particolare è possibile che si verifichino “infortuni dovuti a cadute o scivolamenti, tali da comportare:
- lesioni dell’apparato scheletrico;
- fratture del cranio, lacerazione del timpano;
- fratture al tratto cervicale, dorsale, lombare, osso sacro, coccige;
- fratture al bacino, al torace;
- fratture agli arti superiori (braccio, avambraccio, polso e mano);
- fratture agli arti inferiori (femore, tibia, perone, piede);
- lesioni dentarie;
- lesioni muscolo-tendinee”.

Una tabella riporta i pericoli connessi all’uso delle piscine, con i relativi rischi per la salute e sicurezza:
- “fisici: annegamento, semi-annegamento, traumi dovuti ad infortuni da impatto:
- associati a caldo, freddo e luce solare: danni causati da agenti fisici (es. esposizione acuta al calore del sole; esposizione al freddo nelle piscine da immersione);
- associati alla qualità dell'acqua: ingestione, inalazione o contatto con patogeni, virus, funghi, protozoi e agenti chimici che possono essere presenti nell'acqua e a bordo vasca;
- associati alla qualità dell'aria: inalazione di agenti chimici”.

Si ricorda poi che “l’annegamento è un fenomeno a bassa incidenza ma ad elevata letalità”. E in Europa ogni anno “si verificano 28.000 annegamenti fatali, con un tasso medio pari a circa 35 morti ogni milione di abitanti/anno. I maschi presentano tassi di mortalità più di 4 volte e mezzo superiori alle femmine. Nei 27 paesi dell’Unione Europea, su circa 7.000 morti l’anno durante attività sportive, l’80% dei casi è relativo all’attività del nuoto con casi di annegamento e in media ci sono circa 650 incidenti al giorno dovuti al nuoto in piscina”.

Riguardo agli aspetti normativi si indica l’Italia, il 16 gennaio 2003 ha approvato l’accordo sugli “aspetti igienico-sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine ad uso natatorio”. E Successivamente è stato stipulato l’Accordo 16 dicembre 2004 tra le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano sulla disciplina interregionale delle piscine, che sviluppa alcuni elementi dell’Accordo 2003 e introduce altri aspetti di competenza delle Regioni, costituendo la base delle successive norme regionali. Si segnala tuttavia che entrambi gli accordi “non hanno alcuna forza di legge, ma costituiscono un preciso impegno politico e istituzionale, già condiviso sul piano tecnico”.
In una tabella viene riportata la ricca e variegata normativa regionale inerente alla costruzione, alla manutenzione, alle discipline igienico-sanitarie e di sicurezza delle piscine dopo gli accordi del 2003 e del 2004.

Dopo aver riportato informazioni sulla classificazione delle piscine, il documento si sofferma sugli utenti e sul personale e si indica che tra le figure professionali nominate dal titolare al fine di garantire la sicurezza dei bagnanti e la funzionalità dell’impianto “vi sono il responsabile e l’assistente bagnanti. Il titolare stesso può decidere di assumere formalmente la funzione di responsabile”.

In particolare il responsabile della piscina deve:
- “osservare le normative previste per la sicurezza nei luoghi di lavoro;
- rispettare le eventuali prescrizioni imposte dall’Autorità di pubblica sicurezza in occasione di manifestazioni sportive, oltre che adempiere ai regolamenti delle federazioni sportive del CONI, afferenti alle attività natatorie;
- assicurare il corretto funzionamento della struttura sotto ogni aspetto gestionale, tecnologico e organizzativo;
- assicurare il rispetto dei requisiti igienico-ambientali previsti dall’allegato 1 dell’accordo del 2003;
- assicurare la corretta esecuzione delle procedure di autocontrollo previste (dai successivi articoli);
- assicurare che siano eseguite la pulizia quotidiana con l’allontanamento di ogni rifiuto e la disinfezione periodica, secondo quanto previsto dalle disposizioni regionali e dalle procedure di autocontrollo;
- adottare tutte le misure idonee ad evitare infortuni ai bagnanti ed ai frequentatori dell’impianto;
- incaricare solo personale qualificato e professionalmente capace;
- vigilare sull’operato del personale impiegato in modo da non incorrere in situazioni di responsabilità;
- porre attenzione ai contenuti di una buona assicurazione di responsabilità civile verso terzi e/o prestatori d’opera, che copra tutti i rischi inerenti all’uso dell’immobile e delle sue pertinenze, la permanenza dei medesimi, la gestione del servizio e delle attività effettuate, compresi eventuali sinistri ai bagnanti ed a chiunque, a qualunque titolo, acceda all’impianto natatorio”.

Mentre l’assistente bagnanti “deve assicurare la propria presenza durante l’orario di funzionamento della piscina. Abilitato alle operazioni di salvataggio ai sensi della normativa vigente vigila, ai fini della sicurezza, sulle attività che si svolgono in vasca e negli spazi perimetrali intorno alla vasca. Deve essere abilitato dalla Società nazionale di salvamento o dalla Federazione italiana nuoto”.

Inoltre l’accordo interregionale del 2004 distingue l’assistente bagnanti dall’addetto agli impianti tecnologici, “in quanto il primo dovrà interessarsi anche al comportamento degli utenti principalmente con azioni educative che portino all’aumento di comportamenti sicuri, con una conseguente riduzione dei costi assicurativi ed un miglioramento del livello di gestione, anche in termini di qualità percepita. L’assistente bagnanti deve inoltre essere formato al primo soccorso, per poter assicurare l’assistenza negli orari di funzionamento dell’impianto”.

Concludiamo segnalando che il documento, che vi invitiamo a leggere integralmente, si sofferma anche sui requisiti di sicurezza e igienico-ambientali, sui rischi per la salute, sulla protezione dai raggi solari e sul primo soccorso nel caso di annegamento.


L’indice del documento:

Cenni sul nuoto
La piscina
Infortuni
Aspetti legislativi
Classificazione delle piscine
Gli utenti e il personale
I requisiti dell’impianto 
Requisiti igienico-ambientali
Requisiti di sicurezza e controlli
Scivoli acquatici - Normativa tecnica
Piscine ad uso dei bambini
Rischi per la salute
Protezione dai raggi solari 
Primo soccorso nel caso di annegamento   
Appendice
Bibliografia
Sitografia  

Inail, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro ed ambientale, “ Le Piscine”, collana Quaderni per la Salute e la Sicurezza, Coordinamento scientifico: Sergio Iavicoli e Marta Petyx, Curatori Seconda Edizione: Grazia Fortuna, Monica Gherardi, Sandra Manca, Marta Petyx (Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro ed ambientale), Luciano Di Donato (Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti ed insediamenti antropici), edizione 2016 (formato PDF, 15.57 MB).

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