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Il rischio chimico è un altro dei rischi presenti in cantiere e che deve essere preso in considerazione dal coordinatore; questi deve verificare che il rischio chimico di un'impresa A non vada a danneggiare un'impresa B che opera nello stesso cantiere. Bisogna considerare tutti i prodotti utilizzati a matrice chimica, per esempio le vernici a spruzzo a base sintetica (intumescenti, smalti ecc) ed i collanti sempre a base sintetica.
Il coordinatore deve allora confrontarsi con il progettista e il direttore dei lavori e verifica con le imprese le sostanze che saranno utilizzate: dalla lettura della scheda dati di sicurezza delle sostanze specifica ed organizza le opportune misure di coordinamento.
Il rischio chimico è il rischio che una sostanza o una miscela che contenga agenti chimici possa con il suo uso o con la sua trasformazione, determinare danni per la salute del suo utilizzatore; provocare incendi o esplosioni con conseguenti danni all’ambiente e/o alle persone.
Le sostanze a matrice chimica che si utilizzano in cantiere sono diverse: additivi per malte e calcestruzzi, prodotti impermeabilizzanti, paste chimiche per la protezione temporanea di superfici smaltate, acido cloridrico, per la pulizia di murature in laterizio faccia a vista e di superfici in cotto; colle a base di resine sintetiche, vernici e pitture, sigillanti, e così via.
A seconda della natura delle materie prime utilizzate in edilizia tali materie possono dar luogo a:
• rischi derivanti dalle proprietà chimico fisiche: incendio, esplosione, contatto con sostanze corrosive, ecc.
• rischi ambientali
• rischi per la salute o rischi igienico-ambientali: esposizione a sostanze/preparati tossici o nocivi, irritanti.
Per prevenire gli effetti deleteri dovuti all’utilizzo di queste sostanze è opportuno che in fase di progettazione siano effettuate scelte appropriate; anche l'aspetto organizzativo incide sulla prevenzione degli infortuni e delle malattie da lavoro, per cui è necessaria un'opportuna programmazione dei lavori che tenga conto di tutti i fattori di rischio e in modo oculato delle eventuali incompatibilità delle diverse lavorazioni e del numero massimo di persone che possono agire all'interno della stessa area.
Il progettista interviene sulla scelta dei materiali ai diversi livelli di complessità: la qualità dell'opera dipende, almeno in parte, dalla qualità dei prodotti utilizzati. Non sempre, però, la qualità del prodotto scelto in fase di progettazione, rispetto alle funzioni che deve assolvere in opera, è sinonimo di prodotto sicuro e igienico per il lavoratore che lo deve posare in opera.
Inoltre, spesso per posare alcuni prodotti che costituiscono parte integrante dell'opera è necessario utilizzare alcuni prodotti ausiliari, non riconoscibili nella costruzione, che possono essere dannosi per chi esegue la lavorazione (come ad esempio, solventi per vernici o per colle). È necessario ricordare che in genere, a questo livello, la responsabilità della scelta è propria del direttore di cantiere o del responsabile d’impresa; infatti, il progettista non interviene in un campo così specifico, a meno che il prodotto ausiliario non sia espressamente imposto dalla casa produttrice come prodotto complementare e quindi individuabile nella scheda tecnica di applicazione del prodotto da posare in opera.
Il rischio chimico deve essere gestito e, quindi ridotto mediante:
• una progettazione ed organizzazione dei sistemi di lavorazione sul luogo di lavoro
• la fornitura di attrezzature idoneee per il lavoro specifico
• l’adozione di relative procedure di manutenzione adeguate
• la riduzione al minimo della quantità di agenti presenti sul luogo di lavoro in funzione della necessità della lavorazione
• l’adozione di metodi di lavoro appropriati comprese le disposizioni che garantiscono la sicurezza nella manipolazione
• l’immagazzinamento e il trasporto sul luogo di lavoro di agenti chimici pericolosi
• l’immagazzinamento nel luogo di lavoro dei rifiuti che contengono detti agenti chimici.
Ogni prodotto viene immesso in cantiere e quindi consegnato ai lavoratori solo dopo che è stata eseguita una prima verifica di pericolosità:
• il prodotto scelto sul mercato in base alla sua pericolosità, cioè, si privilegia quello meno pericoloso per l’uomo e per l’ambiente;
• verificata la presenza dell’etichettatura di sicurezza e della scheda contenete i dati sulla sicurezza dello specifico prodotto
I lavoratori devono essere adeguatamente formati e informati perché le condizioni spesso problematiche possono influire negativamente sulla loro salute. Gli operatori si servono di impianti e apparecchi, spostano materiali e attrezzi, utilizzano sostanze pericolose, causando rischi per sé e per gli altri addetti ai lavori che operano nello stesso ambito.

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