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La maggior parte dei carrelli elevatori sono azionati elettricamente tramite batterie di accumulatori installate a bordo. 
In genere al termine della giornata o della settimana lavorativa, è necessario ricaricare le batterie per poter essere pronte all’uso alla ripresa del lavoro.
La ricarica, di solito, avviene senza nessuna sorveglianza o con una sorveglianza generica per esempio durante la notte o il fine settimana.
La sicurezza viene affidata a dispositivi automatici di controllo della corrente di carica e di apertura del circuito a fine carica.
Per i carrelli alimentati da motori elettrici a batteria, si dovrà individuare con particolare attenzione:
- l’ubicazione della zona di  ricarica;
- la tipologia di impianto
- le modalità operative previste per effettuare la connessione ai circuiti di alimentazione delle batterie.
Le stazioni di carica possono essere dislocate:
in luoghi confinati, locali appositamente dedicati alla ricarica delle batterie;
in luoghi non confinati (detti zone di carica) che però presentano pericoli di diversa natura.
RISCHI DURANTE LE OPERAZIONI DI RICARICA
Rischi derivanti dall’elettrolito
L’elettrolito è una soluzione acquosa di acido solforico al 30–35%. Per evitare rischi di contatto è necessario utilizzare appositi DPI: occhiali, guanti e grembiule soprattutto durante l’abboccamento degli accumulatori.
Rischi di surriscaldamento e cortocircuito
Prestare particolare attenzione: 
- al dimensionamento dei cavi di collegamento ed all’usura dell’isolante soggetto a movimento nell’uso e al contatto con la soluzione acquosa di acido solforico; 
- al serraggio dei terminali dei cavi, per evitare che si allentino durante la carica; 
- ai terminali degli accumulatori che possono essere accidentalmente cortocircuitati con attrezzi metallici ed anche con oggetti metallici personali ( es. braccialetti e cinturini). 
Rischi di contatto diretto
Le batterie di accumulatori hanno tensione nominale variabile da 24 V a 120
V, senza riferimenti a terra, quindi, nelle zone di carica può esistere il pericolo di contatto diretto. La protezione è in genere attuata mediante ostacoli e segnaletica di sicurezza.
Rischio di esplosione
Nelle zone di carica esistono pericoli di esplosione derivanti dall’emissione di idrogeno e ossigeno dagli accumulatori.
L’idrogeno è un gas infiammabile e l’ossigeno che va ad aumentare la quantità di ossigeno dell’aria, è un comburente. 
Per tali motivi possono formarsi atmosfere esplosive, con eventuali, ma ingenti danni dovuti sia alla violenza dell’esplosione che alla possibilità di incendio di altri materiali combustibili presenti nelle zone circostanti.
Gli accumulatori sono generalmente al piombo, di tipo aperto, cioè con coperchio che permette il libero sfogo dei gas prodotti.
Durante la carica si ha sviluppo di idrogeno e ossigeno e anche in misura minore, durante la scarica, particolarmente quando gli accumulatori sono soggetti a movimenti e scuotimenti come nel caso di installazione su carrelli.
Lo sviluppo maggiore si ha durante la fase finale della carica a fondo ed in quella di proseguimento della carica oltre la fase di massificazione (sovraccarica).
Quando  in una stessa zona le batterie in carica sono più di una si deve considerare la portata totale di idrogeno.
E’ bene ricordare che l’idrogeno ha come limite inferiore di esplodibilità il 4%  in aria e come limite superiore il 75%, per cui tutte le concentrazioni intermedie di miscele idrogeno-aria sono pericolosissime, in quanto è necessaria pochissima energia (es. temperatura eccessiva, arco elettrico, scintille, fiamma libera ecc.) per provocare un’esplosione.
Inoltre, l’idrogeno è molto più leggero dell’aria, per cui tende a salire ed accumularsi in tutte le sacche eventualmente presenti nella parte alta del locale di carica o dell’armadio o della cassa (come il caso dei carrelli durante la loro attività.
La zona destinata alla carica deve essere ben ventilata, e si deve assolutamente vietare di fumare ed usare fiamme libere.
Dopo aver individuato la zona esclusivamente destinata alla carica e sarà necessario circoscriverla con ostacoli (es. catenelle) che impediscano l’accesso ai non addetti ai lavori, almeno nei periodi di tempo nei quali si svolgono attività legate alla carica delle batterie.
Sulle barriere, particolarmente negli accessi, deve essere apposta la segnaletica di sicurezza bene in vista ed illuminata. 
Le norme CEI 21-5 raccomandano che la zona destinata alla carica si ben ventilata, così da mantenere la concentrazione di idrogeno nell’atmosfera al di sotto del limite inferiore di esplodibilità.
La concentrazione dovrebbe essere mantenuta al di sotto del 25% del limite inferiore di esplodibiltà, cioè inferiore all’1% di idrogeno nell’aria.

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