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Nel 1983, l’ONU crea una Commissione con il compito di trovare un modo per soddisfare i bisogni primari di una popolazione mondiale in continuo aumento.
La conferenza di Tokyo
In occasione della Conferenza delle Nazioni Unite per l’Ambiente e lo Sviluppo, viene presentato il “Rapporto Brundtland”, così chiamato dal nome della presidentessa norvegese della Commissione appositamente istituita dalle Nazioni Unite nel 1983.
Cosa si intende per “sviluppo sostenibile” ?
Secondo il Rapporto Brundtland si tratta della realizzazione di un equilibrio tra esigenze di tutela ambientale e sviluppo economico che consente di “soddisfare i bisogni dell’attuale generazione senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i propri”.
La Conferenza di Rio de Janeiro
178 governi e 120 capi di Stato partecipano alla Conferenza dell’ONU a Rio de Janeiro su “ambiente e sviluppo”. Scopo della conferenza è quello di individuare i criteri più opportuni per conciliare le esigenze dei Paesi poveri e quelle dei Paesi industrializzati. 
La Conferenza di Rio costituisce il primo passo verso un accordo internazionale per combattere i problemi ambientali: lo sviluppo sostenibile diventa uno degli obiettivi inseriti nelle iniziative economiche e sociali di ogni Paese in vista del XXI secolo.
La conferenza di Kyoto
A Kyoto è stato creato un protocollo con obiettivi precisi e vincolanti, che impegna i Paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo a ridurre complessivamente del 5% le principali emissioni di gas capaci di alterare l'effetto serra naturale del nostro pianeta. 
La conferenza di Johannesburg
Cina, Canada e Russia durante il summit di Johannesburg annunciano la loro intenzione di aderire al protocollo di Kyoto.
Durante la conferenza di Johannesburg gli Stati si rendono conto che una tutela dell’ambiente “imposta dall’alto” è impossibile: bisogna coinvolgere la popolazione. Lo sviluppo sostenibile non dipende solo dalla soluzione dei grandi problemi del pianeta, dipende anche dai comportamenti quotidiani dei cittadini. È necessario che tutti noi impariamo a rispettare l’ambiente in cui viviamo.
INNOVAZIONI GESTIONALI: norme volontarie, UNI EN ISO 14001 e Regolamento (CE) 761/01 (EMAS)
Il contesto: VI Programma CEE d’azione per l’Ambiente (2001-2010)
Propone cinque indirizzi prioritari di azione strategica: 
il primo è migliorare l'attuazione della normativa vigente; 
il secondo mira ad integrare le problematiche ambientali nelle decisioni prese in seno ad altre politiche; 
il terzo si concentra su una nuova, più stretta collaborazione con il mercato per il tramite di imprese e consumatori; 
il quarto mira a responsabilizzare il privato cittadino e ad aiutarlo a modificare il proprio comportamento; 
infine il quinto vuole incoraggiare una migliore pianificazione e gestione territoriale.”
Definisce EMAS: come “la dorsale della politica ambientale comunitaria”
A differenza delle norme “comando e controllo”, questi strumenti non vengono imposti alle imprese, ma sono esse che vi aderiscono volontariamente per ottenere vantaggi competitivi. 
Quindi, con l’adesione a questi strumenti, le imprese non vedono più l’ambiente come un vincolo, ma come parte integrante delle variabili aziendali e la minimizzazione dell’impatto ambientale diventa uno degli obiettivi aziendali da affiancare alla redditività e alla crescita.
I nuovi strumenti preventivi e volontari finalizzati a stimolare strategie preventive da parte delle imprese sono:
A) I marchi ecologici di prodotto
B) Sistemi di gestione e certificazione ambientale
C) Accordi volontari
Regolamento CE n° 1836/93 aggiornato con Regolamento CE n° 761/2001
EMAS: Eco - Management and Audit Scheme
“sull’adesione volontaria delle organizzazioni (imprese del settore industriale) a un sistema comunitario di ecogestione e audit”.
ECO-MANAGEMENT AND AUDIT SCHEME (EMAS) è un Regolamento comunitario (reg. CE N° 761/2001) concernente “l’adesione volontaria delle organizzazioni ad un sistema comunitario di ecogestione ed audit”.
E’ uno strumento di politica ambientale di III generazione (Strumenti preventivi e volontari) e rappresenta il superamento della logica Command & Control e presuppone un comportamento pro-attivo da parte delle imprese.
Comporta un aperto dialogo cooperativo con tutte le istituzioni (comprese quelle preposte al controllo)  e con le comunità locali.
Basa il suo funzionamento sul Comitato Emas e prevede di essere registrati all’interno di un “Registro” delle imprese Emas.
EMAS promuove quindi miglioramenti continui delle prestazioni ambientali delle organizzazioni mediante:
l’introduzione e l’attuazione da parte delle organizzazioni di SGA
la valutazione sistematica, obiettiva e periodica dell’efficacia di tali sistemi
l’informazione sulle prestazioni ambientali e un dialogo aperto con il pubblico e altre soggetti interessati
la partecipazione attiva, compresa un’adeguata formazione di base e perfezionamento adeguato, dei dipendenti.

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