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L’utilizzo di materiali isolanti contenenti amianto negli impianti tecnologici in ambito civile ed industriale è stato particolarmente diffuso in passato soprattutto per coibentare impianti e apparecchiature con temperature di esercizio elevate od utilizzanti fluidi caldi o freddi. I rivestimenti dei manufatti si presentano di aspetto e consistenza diversa, ma generalmente i rivestimenti termici di caldaie e tubazioni varie possono avere un aspetto gessoso, a mattone, terroso o a cartone increspato, solitamente rivestiti da canovacci di stoffa o nastro telato o da guaine o reti in metalliche o plastiche e quindi risultare spesso composti da strati di diversa natura. 
Nella bonifica di grandi strutture coibentate (es. grosse tubazioni o caldaie, serbatoi o elementi coibentati di macchina) è da preferirsi la rimozione dell'intera struttura e la successiva coibentazione in apposita zona confinata.
PROCEDURE DI LAVORO
• Interdire la zona di lavoro con apposite segnalazioni.
• Nello svolgimento del lavoro dovranno essere prese tutte le precauzioni per proteggere le zone adiacenti non interessate dalla contaminazione da polvere o detriti contenenti amianto.
• Pulire ogni giorno, con aspirazione a secco o con metodo ad umido, qualsiasi zona al di fuori dell'area di lavoro o di passaggio che sia stata contaminata da polvere o da altri residui conseguenti alle lavorazioni svolte.
• L'impresa deve elencare ed affiggere nel locale dell'equipaggiamento e nel locale di pulizia le procedure di lavoro e di decontaminazione che dovranno essere eseguite dagli operai.
• Prima dell'inizio dei lavori gli operai devono essere informati e formati sulle tecniche di rimozione dell'amianto, sull’uso delle maschere respiratorie e sulle procedure per la rimozione, la decontaminazione e pulizia del luogo di lavoro.
• L'impresa deve indicare nel Piano di Lavoro le procedure che gli operai devono seguire all'accesso e all'uscita della zona di lavoro attraversando correttamente il sistema di decontaminazione.
• Gli interventi di bonifica di grosse tubazioni o serbatoi devono essere svolti in apposita zona confinata dopo aver rimosso la tubazione o il serbatoio con la coibentazione ancora in opera.
• Vietare l’accesso nel locale o nell’area di lavoro ai non addetti ai lavori.
• Laddove possibile, eseguire l’intervento ad impianto spento o con la porzione interessata disattivata in quanto:
o Le tubazioni con liquidi freddi (centrali di condizionamento) private dell’isolamento producono molta condensa;
o Le tubazioni o parti di impianto con temperature > 60°C provocano problemi di resistenza al calore del glove bag ed elevato calore radiante per gli addetti;
• Per la rimozione della tubazione, l’eventuale taglio deve avvenire in corrispondenza dei punti in cui esistono soluzioni di continuità nella coibentazione dopo aver provveduto ad impregnare tutta la superficie coibentata con idonei prodotti incapsulanti ed averla ricoperta con un telo di polietilene, le cui estremità dovranno essere idoneamente sigillate (anche con nastro adesivo).
• Se non esistono punti di interruzione utili, si rimuove una parte limitata del coibentante, con la tecnica del glove-bag, poi si procede al taglio o allo smontaggio nella zona liberata dall'amianto, sempre dopo sfasciatura e sigillatura della coibentazione rimasta.
• La movimentazione dei pezzi ottenuti deve essere condotta senza danneggiare la protezione della coibentazione.
• Durante le operazioni devono sempre essere a disposizione le attrezzature per interventi che si rendessero necessari in caso di liberazione di fibre nell’aria (aspiratori con filtri ad efficienza HEPA, incapsulanti, ecc.).
• Le operazioni di scoibentazione di grandi strutture devono essere eseguite nel pieno rispetto delle norme previste per la bonifica dei materiali di amianto friabili, adattandole alla particolarità della situazione dell’intervento.
• Per quanto riguarda la rimozione delle caldaie, quelle in acciaio a corpo unico vengono normalmente rottamate tal quali, dopo aver tagliato i tubi di mandata e di ritorno.
• Quando non è possibile estrarre la caldaia, a motivo delle sue dimensioni, di solito si procede al taglio della stessa con fiamma ossidrica, senza manomettere l’eventuale guarnizione di amianto del portellone.
• Le caldaie in ghisa vengono normalmente scomposte nei singoli elementi sul posto.
• Una caldaia che non è stata preventivamente decoibentata (o le parti di caldaia che sono state originate dalle operazioni di taglio), posta fuori opera, è classificabile come "Apparecchiatura fuori uso contenente amianto in fibre" e potrà essere rottamata solo dopo essere stata completamente decoibentata e decontaminata, con adeguate tecniche, in analogia a quanto prevede il D.Lgs. n.81/08 per i mezzi rotabili.
• Le superfici decoibentate, dopo aspirazione ed accurato controllo visivo, dovranno essere ricoperte con uno strato di incapsulante per bloccare le eventuali tracce di amianto sfuggite alla rimozione.
• E’ fondamentale che il materiale da rimuovere sia bagnato e che venga mantenuto bagnato, per contenere l’aerodispersione di fibre nel cantiere. Materiali poco bagnati e lasciati accumulare per terra asciutti possono determinare concentrazioni di fibre anche dell’ordine di decine di migliaia di fibre per litro di aria.
• Durante la rimozione è necessario nebulizzare in aria frequentemente acqua e/o soluzioni diluite di incapsulante.
• Per limitare la diffusione delle fibre nell’ambiente è assolutamente proibito l’uso di utensili meccanici elettrici ad alta velocità, quali seghe con dischi abrasivi, ed è proibito usare l’aria compressa e l’idropulitrice.
• Particolare attenzione deve essere prestata nel rimuovere l’amianto dalle zone anguste, dagli angoli e dalle parti nascoste o difficilmente accessibili.
• L'amianto rimosso deve essere insaccato immediatamente e comunque prima che abbia il tempo di essiccare.
• Prima della raccolta è buona norma accertarsi che il materiale rimosso sia ancora bagnato, in caso contrario, bagnarlo adeguatamente con getto soffuso di incapsulante.
• Per rimuovere correttamente rivestimenti di amianto friabile, devono lavorare contemporaneamente almeno due squadre di operai prima addetta alla rimozione dell'amianto e la seconda raccogliere e insaccare l'amianto caduto.
• I sacchi appena riempiti devono essere immediatamente sigillati.
• I materiali rimossi e di risulta opportunamente imballati ed etichettati, devono essere conferirti a trasportatore autorizzato che li consegnerà a discarica autorizzata.
• I lavoratori devono osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro/dirigenti/preposti utilizzando correttamente i dispositivi di protezione messi a disposizione (quali maschere filtranti e indumenti non riutilizzabili).
• Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti.
• Verificare l'uso costante dei DPI da parte di tutto il personale operante.

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