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L’identificazione e la semplice stima del rischio (rischio presente/assente), in ambito ospedaliero, sono facilmente individuabili, in quanto la semplice presenza di pazienti non autosufficienti e l’assenza di adeguati ausili implica la presenza di un rischio, ma diventa più difficile effettuare una puntuale ed analitica valutazione del rischio, specie se la stessa debba essere al contempo in grado di definire i diversi livelli di esposizione ed  orientare gli interventi di prevenzione.  In questo caso va infatti considerata la contemporanea presenza di molteplici fattori (tipo di pazienti, carico assistenziale indotto, disponibilità di personale infermieristico, struttura edilizia e logistica, disponibilità di attrezzature adeguate) nonché l’interrelazione fra gli stessi.
Durante l'esecuzione di qualunque azione che comporti l'assunzione di posizioni che, da un punto di vista ergonomico, sono potenzialmente dannose per la schiena, è necessario adottare: posture, prese e tecniche corrette.
Gli operatori sanitari che le eseguono devono perciò essere adeguatamente e appositamente formati attraverso un training specifico che preveda un addestramento pratico a compiere gesti appropriati, l’acquisizione di abilità nell’utilizzo di un ausilio di sollevamento e un  addestramento alle varie manovre di movimentazione corretta.
Durante l’esecuzione di una movimentazione è essenziale utilizzare delle prese corrette sul paziente. Devono essere a mano avvolgente, sicure e possibilmente su segmenti fissi. Sugli arti devono essere di sostegno e preferibilmente prossimali, sul tronco devono essere effettuate sui cingoli scapolo/omerale e pelvico.
E’ indispensabile durante la movimentazione indossare una divisa comoda che consenta movimenti agevoli e calzature sicure e antiscivolo possibilmente chiuse o dotate di cinturino alla caviglia e con plantare anatomico per appoggiarne tutta la superficie e migliorare la base d’appoggio.  
E’ molto importante creare lo spazio adeguato per la movimentazione dei pazienti: spazi ristretti condizionano la scelta delle posture dell’operatore, l’equilibrio dei movimenti e l’utilizzo di ausili. E’ necessario, quindi, prima di iniziare la movimentazione al letto regolarne l’altezza e orizzontalizzarne il piano. 
Prima del trasferimento del paziente dal letto alla carrozzina è altrettanto necessario regolare l’altezza del letto, frenarlo e togliere le sbarre di contenzione. 
Posizionare la sedia o la carrozzina dal lato più idoneo per il paziente, togliere le pediere e i braccioli. 
Per lo spostamento con il sollevatore è opportuno spostare sedie, poltrone e comodini che creano ingombro. 
La valutazione iniziale del paziente è di estrema importanza perché su questo si baserà la scelta del tipo di movimentazione. Stabilire se un paziente è collaborante sia dal punto di vista cognitivo che motorio aiuta nella movimentazione. Infatti, se il paziente non è collaborante la movimentazione richiederà un numero di operatori più elevato e l’utilizzo di ausili mentre se il paziente è parzialmente collaborante verrà stimolato a partecipare attivamente allo spostamento con vantaggio per l’operatore che riduce lo sforzo sulla colonna e per il paziente stesso, che sentendosi parte attiva dello spostamento aumenta la propria autostima e autonomia. 
E’ indispensabile nella scelta della movimentazione inoltre, stabilire eventuali controindicazioni
a talune manovre in base alla patologia del paziente (fasi della malattia, interventi chirurgici, eventi correlati, ecc.).

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