RISCHIO ESPLOSIONE LA PREVENZIONE
Il rischio di esplosione è generalmente contemplato con la dovuta attenzione in quei settori dove esso ha elevate probabilità di verificarsi, vedi depositi/distribuzione carburanti, attività con impiego di esplosivi come cave-miniere e simili, impianti chimici/petrolchimici, ecc.; tale rischio, purtroppo, tende a essere trascurato negli altri settori. Nell’industria metalmeccanica, il verificarsi di tale evento è possibile anche se con probabilità di accadimento inferiore rispetto ad altri rischi. Ciononostante, si deve tenere conto che in fasi come la verniciatura, in lavorazioni che causano il diffondersi di polveri o dove vi è la presenza di combustibili come gas o prodotti del petrolio, l’esplosione è un evento che può prodursi.
Come detto precedentemente, sono necessarie tre variabili perché si verifichi un’esplosione. Ora vediamo su quali variabili possiamo agire, al fine di prevenire questo rischio nell’ambiente metalmeccanico. Il comburente comune a tutte le combustioni è l’aria, in quanto contiene ossigeno (21% del suo volume), pertanto è evidente che non potremmo sottrarre questo elemento dall’ambiente di lavoro. Dobbiamo quindi concentrarci sulle variabili combustibile e innesco.
Per quanto riguarda il combustibile, si deve evitare che questo si diffonda e soprattutto si accumuli nell’ambiente di lavoro, anche se in ambienti semiconfinati e/o aperti. Gas, solventi volatili e carburanti devono essere stoccati in contenitori idonei e in ambienti costruiti allo scopo. Questi ambienti devono avere caratteristiche di buona e costante ventilazione, devono possedere impianti atti all’allontanamento dei vapori. Oppure, i combustibili devono essere conservati in ambienti privi di aria, quali ad esempio quelli saturi di azoto; quest’ultimo caso è necessario in particolari settori, non riscontrabili nell’industria metalmeccanica. Gli impianti elettrici di questi locali devono avere caratteristiche antideflagranti, devono cioè essere in grado di contenere eventuali scintille, impedendo che le stesse abbiano contatto con l’atmosfera esterna; qualsiasi sorgente di fiamme libere deve essere interdetta e deve essere in vigore l’assoluto divieto di fumare. Durante le lavorazioni dove si utilizzano combustibili e/o si producono
polveri, devono essere presenti e tenuti costantemente in funzione impianti di aspirazione localizzata, posti nelle immediate vicinanze della fonte e in grado di allontanare verso l’esterno e/o verso impianti di filtrazione/ assorbimento i gas, vapori o le polveri. Gli stessi impianti di filtrazione possono costituire un serio pericolo di esplosione; infatti accumulando tali sostanze in strutture confinate (filtri) e con la presenza di comburente in abbondanza, costituito dall’aria aspirata, possono trasformarsi in veri e propri ordigni. Sarà quindi necessaria una costante manutenzione e pulizia di questi impianti, con frequente sostituzione degli apparati filtranti.
Inoltre, il personale addetto alla manipolazione di sostanze pericolose deve essere correttamente formato e costantemente informato su qualsiasi variazione tecnologica e/o di materia prima utilizzata. I possibili inneschi devono essere attentamente valutati. Gli impianti elettrici (illuminazione compresa) devono avere caratteristiche antideflagranti; le superfici che possono essere soggette a surriscaldamento devono essere separate fisicamente tramite barriere fisse o mantenute il più possibile lontano dalla zona con atmosfera pericolosa; le fiamme libere devono essere evitate. Le superfici devono essere sempre collegate a sistema di messa a terra, al fine di scaricare l’energia statica. Devono essere evitate con opportuni accorgimenti le scintille accidentali (attrezzo che cade su superficie metallica); gli indumenti dei lavoratori devono essere costituiti da tessuti antistatici. Un innesco che si può verificare al di fuori di ogni possibilità di controllo è la scarica atmosferica. Questo è un evento di per sé distruttivo, in quanto un fulmine porta con sé una carica energetica elevatissima che, se sommata agli effetti di un’esplosione, ha conseguenze disastrose. Ma, pur non essendo un fulmine prevedibile, la tecnologia ha messo a disposizione mezzi atti a captare e deviare l’energia di una scarica atmosferica, fino a farla esaurire senza che questa porti conseguenze dannose. Le strutture possono essere protette da questi eventi tramite parafulmini e/o gabbie di Faraday, ecc. Il personale deve disporre e utilizzare idonei D.P.I., ma questa misura si deve intendere come complementare, e non sostitutiva, a quanto illustrato precedentemente.
Il rischio di esplosione è generalmente contemplato con la dovuta attenzione in quei settori dove esso ha elevate probabilità di verificarsi, vedi depositi/distribuzione carburanti, attività con impiego di esplosivi come cave-miniere e simili, impianti chimici/petrolchimici, ecc.; tale rischio, purtroppo, tende a essere trascurato negli altri settori. Nell’industria metalmeccanica, il verificarsi di tale evento è possibile anche se con probabilità di accadimento inferiore rispetto ad altri rischi. Ciononostante, si deve tenere conto che in fasi come la verniciatura, in lavorazioni che causano il diffondersi di polveri o dove vi è la presenza di combustibili come gas o prodotti del petrolio, l’esplosione è un evento che può prodursi.
Come detto precedentemente, sono necessarie tre variabili perché si verifichi un’esplosione. Ora vediamo su quali variabili possiamo agire, al fine di prevenire questo rischio nell’ambiente metalmeccanico. Il comburente comune a tutte le combustioni è l’aria, in quanto contiene ossigeno (21% del suo volume), pertanto è evidente che non potremmo sottrarre questo elemento dall’ambiente di lavoro. Dobbiamo quindi concentrarci sulle variabili combustibile e innesco.
Per quanto riguarda il combustibile, si deve evitare che questo si diffonda e soprattutto si accumuli nell’ambiente di lavoro, anche se in ambienti semiconfinati e/o aperti. Gas, solventi volatili e carburanti devono essere stoccati in contenitori idonei e in ambienti costruiti allo scopo. Questi ambienti devono avere caratteristiche di buona e costante ventilazione, devono possedere impianti atti all’allontanamento dei vapori. Oppure, i combustibili devono essere conservati in ambienti privi di aria, quali ad esempio quelli saturi di azoto; quest’ultimo caso è necessario in particolari settori, non riscontrabili nell’industria metalmeccanica. Gli impianti elettrici di questi locali devono avere caratteristiche antideflagranti, devono cioè essere in grado di contenere eventuali scintille, impedendo che le stesse abbiano contatto con l’atmosfera esterna; qualsiasi sorgente di fiamme libere deve essere interdetta e deve essere in vigore l’assoluto divieto di fumare. Durante le lavorazioni dove si utilizzano combustibili e/o si producono
polveri, devono essere presenti e tenuti costantemente in funzione impianti di aspirazione localizzata, posti nelle immediate vicinanze della fonte e in grado di allontanare verso l’esterno e/o verso impianti di filtrazione/ assorbimento i gas, vapori o le polveri. Gli stessi impianti di filtrazione possono costituire un serio pericolo di esplosione; infatti accumulando tali sostanze in strutture confinate (filtri) e con la presenza di comburente in abbondanza, costituito dall’aria aspirata, possono trasformarsi in veri e propri ordigni. Sarà quindi necessaria una costante manutenzione e pulizia di questi impianti, con frequente sostituzione degli apparati filtranti.
Inoltre, il personale addetto alla manipolazione di sostanze pericolose deve essere correttamente formato e costantemente informato su qualsiasi variazione tecnologica e/o di materia prima utilizzata. I possibili inneschi devono essere attentamente valutati. Gli impianti elettrici (illuminazione compresa) devono avere caratteristiche antideflagranti; le superfici che possono essere soggette a surriscaldamento devono essere separate fisicamente tramite barriere fisse o mantenute il più possibile lontano dalla zona con atmosfera pericolosa; le fiamme libere devono essere evitate. Le superfici devono essere sempre collegate a sistema di messa a terra, al fine di scaricare l’energia statica. Devono essere evitate con opportuni accorgimenti le scintille accidentali (attrezzo che cade su superficie metallica); gli indumenti dei lavoratori devono essere costituiti da tessuti antistatici. Un innesco che si può verificare al di fuori di ogni possibilità di controllo è la scarica atmosferica. Questo è un evento di per sé distruttivo, in quanto un fulmine porta con sé una carica energetica elevatissima che, se sommata agli effetti di un’esplosione, ha conseguenze disastrose. Ma, pur non essendo un fulmine prevedibile, la tecnologia ha messo a disposizione mezzi atti a captare e deviare l’energia di una scarica atmosferica, fino a farla esaurire senza che questa porti conseguenze dannose. Le strutture possono essere protette da questi eventi tramite parafulmini e/o gabbie di Faraday, ecc. Il personale deve disporre e utilizzare idonei D.P.I., ma questa misura si deve intendere come complementare, e non sostitutiva, a quanto illustrato precedentemente.

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