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LAVORI ELETTRICI SOTTO TENSIONE IN BASSA TENSIONE

La norma CEI 11-1
La norma CEI 11-1 classifica i sistemi elettrici in base alla tensione nominale e al fatto che il sistema sia in corrente continua o alternata.
I sistemi in corrente alternata si dividono in:
Sistemi di Categoria 0 (zero): a tensione nominale minore o uguale a 50V.
Sistemi di Categoria I (prima): a tensione nominale maggiore di 50V e minore o uguale a 1kV.
Sistemi di Categoria II (seconda): a tensione nominale maggiore di 1kV e minore o uguale a 30kV.
Sistemi di Categoria III (terza): a tensione nominale superiore a 30kV.
Per i sistemi in corrente continua i valori discriminanti sono 120V, 1.5kV e 30kV.
In questa sede tratteremo dei lavori elettrici sotto tensione che riguardano sistemi di categoria 0 e I.
Per distanza limite (DL) si intende il limite esterno della zona di lavoro sotto tensione mentre per distanza di prossimità (DV) s’intende il limite esterno della zona prossima.
I valori di distanza limite e di prossimità sono stati stabiliti dalla norma CEI EN 50110 e successivamente dalla norma CEI 11-27. Quest’ultima è solo apparentemente meno restrittiva in quanto c’è l’obbligo di attuare le misure di sicurezza, non appena viene invaso lo spazio di prossimità, per non entrare in contatto con la parte attiva dell’impianto.
Inoltre si definisce maggiorazione ergonomica, una distanza che sommata a DL da origine ad una distanza sicura  che ha lo scopo di evitare l’invasione involontaria  della zona di lavoro sotto tensione.
Per lavoro elettrico s’intende un lavoro che prevede l’accesso alle parti attive di un impianto elettrico e la conseguente esposizione al rischio elettrico. Quindi sono lavori elettrici soltanto quelli sotto tensione o fuori tensione con messa in sicurezza delle parti attive di un impianto elettrico.
La definizione di lavoro elettrico è strettamente legata alla definizione di parte attiva, di distanza limite (DL) e di prossimità (DV).
Per parte attiva di un impianto s’intende qualsiasi conduttore o parte conduttrice, incluso il neutro,  che è in tensione durante il normale servizio.
Un lavoro elettrico si definisce sotto tensione quando il lavoratore si trova con una parte del corpo o con attrezzi o dispositivi ad una distanza dalla parte attiva inferiore a DL.
Il lavoro elettrico sotto tensione pùò essere a contatto e a distanza:
Lavoro elettrico sotto tensione a contatto. In questo caso, l’operatore, munito di casco con visiera e guanti isolanti, entra in contatto con le parti attive oppure si avvicina a distanza inferiore a DL (distanza di guardia) perciò il contatto con le parti attive è probabile. Questo lavoro è permesso in bassa tensione (fino a 1000 V) ed  è proibito in alta tensione.
Lavoro elettrico sotto tensione a distanza. L’operatore entra nella zona di guardia ed interviene sulle parti attive utilizzando aste isolanti, rimanendo con il corpo fuori della zona prossima. La sicurezza risiede soprattutto nell’asta isolante e sulla posizione dell’operatore che si trova ad una distanza dalla parte attiva superiore a 65 cm.
Lavoro elettrico misto. L’operatore compie un lavoro fuori tensione sulle parti attive con le quali entra in contatto, ma contemporaneamente si trova a distanza inferiore a DV da altre parti rimaste in tensione, perciò compie contemporaneamente un lavoro fuori tensione ed un lavoro in prossimità. Oppure il lavoratore potrebbe compiere un lavoro sotto tensione su un impianto e contemporaneamente essere in prossimità di un impianto vicino.
In questi casi bisogna applicare le misure di sicurezza indicate per entrambi i tipi di lavoro.
Di norma è vietato eseguire lavori sotto tensione. Questi  lavori, infatti,  sono consentiti nei casi in cui le tensioni su cui si opera sono di sicurezza, secondo quanto previsto dallo stato della tecnica e dall’esperienza, nonché quando i lavori sono eseguiti nel rispetto dell’ art. 82 del D. Lgs. 81/2008.
E’ il datore di lavoro che, in base al tipo di intervento, insieme al Responsabile d’impianto e al Preposto ai lavori, stabilisce se eseguire i lavori elettrici fuori o sotto tensione.
Il datore di lavoro ha anche il compito di definire la complessità di un lavoro. Un lavoro può definirsi complesso se è svolto su un impianto complesso, cioè un impianto caratterizzato da circuiti articolati o poco controllabili visivamente per la particolare disposizione dei componenti e dei circuiti, per il numero delle possibili alimentazioni oppure per la presenza di impianti di Alta o Media tensione.
Regole basilari per i lavori sotto tensione:   
Come già detto, i lavori sotto tensione possono essere eseguiti soltanto da persone idonee previa autorizzazione da parte del datore di lavoro.
Se i lavori sono complessi, bisogna prevedere l’assistenza da parte di un secondo operatore.
Prima di iniziare i lavori sotto tensione, è importante controllare la zona di lavoro verificando che non vi siano sostanze combustibili o esplosive.
È inoltre inopportuno lavorare sotto tensione in caso di pioggia, scarsa visibilità o ambienti bagnati.
Compiti del Preposto ai lavori.
Nel rispetto della Norma CEI 11-27, prima di autorizzare l’inizio dei lavori sotto tensione, il preposto ai lavori ha il compito di:
a) individuare e delimitare la zona di lavoro;
b) verificare che i lavori siano eseguibili nel rispetto della normativa vigente;
c)  verificare che le attrezzature collettive da utilizzare, ad un controllo a vista, risultino efficienti;
d) verificare che le masse non protette contro i contatti indiretti, e con cui si possa venire a contatto durante i lavori, non siano in tensione;
e) verificare che chi esegue il lavoro impieghi i mezzi di protezione e le attrezzature previsti;
f) verificare che chi esegue il lavoro possa operare agevolmente;
g) individuare le parti su cui intervenire e verificare che non siano presenti parti attive in tensione con cui esista pericolo di contatto accidentale al di fuori della zona di intervento;
h) comunicare agli addetti ai lavori le informazioni circa il lavoro da svolgere, le modalità di esecuzione e le misure di sicurezza adottate.
Compiti degli operatori.
Nel rispetto della Norma CEI 11-27, prima di iniziare i lavori sotto tensione e durante la loro esecuzione, l’operatore ha il compito di:
a) controllare a vista l’efficienza delle attrezzature e dei DPI in propria dotazione;
b) attenersi alle prescrizioni generali relative alla modalità di esecuzione dei lavori elettrici;
c) attenersi alle prescrizioni specifiche impartite dal Preposto ai lavori;
d) segnalare al Preposto ai lavori eventuali imprevisti che dovessero sopravvenire nel corso dei lavori;
e) segnalare al Preposto eventuali obiezioni relative alle misure di sicurezza adottate per l’esecuzione dei lavori.
Anche nel caso di lavori elettrici sotto tensione bisogna individuare la zona di lavoro, delimitarla e segnalarla mediante appositi cartelli che devono vietare l’accesso ai non addetti.
Si definisce, invece, zona di intervento lo spazio entro cui sono contenute le parti attive e sulle quali l’operatore interviene per eseguire un lavoro a contatto.
Una volta individuata la zona di intervento, per evitare un cortocircuito accidentale, bisogna:
separare con appositi schermi isolanti, come nastri isolanti o setti separatori, le parti a potenziale diverso. Essi possono essere omessi quando la parte metallica dell’attrezzo isolato o dei materiali utilizzati è inferiore alle distanze esistenti tra le parti a potenziale diverso;
far in modo che lo stato dei componenti su cui si opera sia tale da escludere il pericolo di rotture e di spostamenti delle parti attive  con conseguente pericolo di cortocircuito;
isolare o fissare ai corrispondenti morsetti, prima di essere rilasciate dall’addetto ai lavori, le parti attive mobili, per evitare che possano provocare un cortocircuito.
Prima di iniziare un qualsiasi tipo di lavoro sotto tensione in bassa tensione, è necessario effettuare una valutazione dei rischi in modo tale da stabilire le procedure da adottare per tutelare la salute degli operatori. I rischi elettrici possono essere causati da:
- archi elettrici, cioè cortocircuiti dovuti a interposizione di attrezzi e/o materiale metallico oppure interruzione di carichi consistenti senza utilizzare apparecchi di manovra;
- shock elettrici legati al mancato utilizzo o inadeguatezza di DPI e attrezzature;
- mancato rispetto delle distanze di sicurezza o di protezioni dalle parti adiacenti in tensione su cui non si opera;
- guasti o cedimenti dell’isolante che provocano l’andata in tensione di masse dell’impianto.
Per tutelare la salute e la sicurezza degli addetti ai lavori sotto tensione in bassa tensione, bisogna utilizzare attrezzi e DPI isolanti.
In particolare,  nel caso di lavori sotto tensione a contatto, l’operatore ha l’obbligo di
- indossare guanti isolanti ed elmetto dielettrico con  visiera di protezione;
- indossare un idoneo vestiario in modo tale da non lasciare  scoperte parti del tronco o degli arti;
realizzare la doppia protezione isolante verso le parti attive in tensione adoperando:
Attrezzatura isolante + guanti isolanti;
Guanti isolanti + scarpe isolanti;
Guanti isolanti + tappeti isolanti.
Mantenere tra le parti attive in tensione e le parti del suo corpo non coperte da protezioni in materiale isolante una distanza minima di 15 cm.
Nei lavori elettrici sotto tensione in bassa tensione a distanza, l’operatore entra nella zona di lavoro sotto tensione attraverso un’asta isolante mentre con il corpo si trova al di fuori della zona prossima.
In questo caso per proteggersi, egli deve:
Utilizzare guanti isolanti, elmetto in materiale isolante, visiera di protezione oppure occhiali;
Avere un vestiario da lavoro, che non lasci scoperte parti del tronco e degli arti.

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