AGENTI CANCEROGENI

AGENTI CANCEROGENI
AGENTI CANCEROGENI

Per agente cancerogeno s’intende una sostanza/miscela in grado di agire sulle cellule dei tessuti viventi, favorendo l’insorgenza di tumori. Una caratteristica per certi versi molto simile è l’azione mutagena di alcune sostanze, dotate cioè della capacità di modificare il patrimonio genetico degli organismi viventi. Una sostanza mutagena non è necessariamente anche cancerogena; tuttavia, alcune sostanze mutagene si sono rivelate anche tali. Gli agenti cancerogeni sono spesso presenti nell’ambiente: gli scarichi delle automobili, combustibili di origine fossile usati per il riscaldamento e l’abitudine al fumo di sigaretta sono esempi ben noti.
Nel mondo del lavoro, l’esposizione a tali agenti è molto diffusa; la cronaca ci ha riportato casi drammatici nei quali intere generazioni di lavoratori si sono ammalate (qualcuno è anche morto) a causa dell’insorgenza di tumori, collegabili all’attività lavorativa. Si veda, ad esempio, per citare i casi più eclatanti: i lavoratori esposti a Cloruro di Vinile Monomero per la produzione della plastica, i lavoratori addetti alla manifattura di prodotti con amianto, alcuni lavoratori di impianti di sintesi chimica e quelli di alcuni settori della metalmeccanica. L’insorgenza di tumori può essere legata anche a un’esposizione indiretta, vale a dire esposizione a prodotti non direttamente
manipolati dai lavoratori, ma presenti nell’ambiente di lavoro. Nell’industria metalmeccanica, il rischio di esposizione ad agenti cancerogeni è presente, ed è da considerare con la dovuta attenzione.
IL RISCHIO
L’esposizione ad agenti cancerogeni può avvenire per diverse vie, a seconda delle caratteristiche chimico-fisiche di detti agenti.
Avremo quindi:
• Inalazione
• Contatto cutaneo
• Contatto con mucose
• Ingestione
• Esposizione a radiazioni ionizzanti e/o ultraviolette.
Polveri, solventi, fumi di saldatura, aerosol e sottoprodotti della combustione, sono elementi presenti nella metalmeccanica; essi possono essere inalati dai lavoratori. Si pensi, ad esempio, ai saldatori o agli addetti a lavorazioni superficiali come la galvanica e/o la verniciatura. Ai fini dell’esposizione potenziale a cancerogeni, è rilevante il loro stato fisico; esso dipende sia dalle caratteristiche intrinseche dell’agente, sia dalla temperatura e dalle modalità con cui avviene la lavorazione; per cui, un prodotto può trovarsi allo stato di vapore o di gas, oppure adeso a polveri che si possono formare durante l’attività lavorativa (ad esempio fresatura e trapanatura). Gli oli minerali, le vernici e tutte quelle materie prime utilizzate in forma solida, possono venire assorbite per via cutanea o attraverso le mucose oculari e/o orali. Il contatto con i prodotti pericolosi può essere accidentale, oppure avvenire regolarmente a causa delle modalità di lavorazione. L’ingestione può avvenire per via accidentale, trascuratezza delle norme igieniche (mangiare con le mani sporche) o in casi di autolesionismo. Nei settori metalmeccanici, dove la qualità delle saldature riveste un’elevata importanza, le stesse vengono verificate tramite radiografie a raggi gamma; tali radiazioni sono molto penetranti e hanno la caratteristica di ionizzare la materia organica; sono pertanto ad alto rischio di insorgenza di tumori. Se l’attività di gammagrafia è esercitata senza le dovute precauzioni (isolamento tramite barriere), tali raggi possono andare a colpire i lavoratori (addetti e non), esponendoli impropriamente a un grave rischio.

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