AGENTI CHIMICI

AGENTI CHIMICI
AGENTI CHIMICI
Per agente chimico s’intende una sostanza o una miscela, naturale o di sintesi. Alla produzione e all’uso di prodotti chimici, è imputata una rilevante responsabilità per la contaminazione degli ambienti di vita e di lavoro, dovuta all’introduzione incontrollata di sostanze dannose.
Gli agenti chimici sono migliaia. Essi possono essere classificati in base:
• All’origine: naturale, artificiale, sintetica.
• Alle caratteristiche intrinseche: metalli, solventi.., 
• Allo stato fisico in ambiente di lavoro: polveri, fumi, nebbie, gas, vapori.
• All’effetto sull’organismo: irritanti, allergizzanti, cancerogeni …

Gli agenti chimici possono presentarsi in forma solida, liquida o gassosa. Essi possono essere stabili o presentare caratteristiche di reattività spontanea. I composti stabili, in condizioni normali (temperatura e pressione ambientali), mantengono la propria natura e, per reagire con altri composti, devono essere sottoposti a processi specifici. I composti instabili, invece, reagiscono e/o si legano con altri anche in condizioni normali; essi hanno, quindi, delle reazioni spontanee. Pur mantenendo in comune un certo livello di pericolosità, i secondi sono chiaramente molto più pericolosi, perché reagiscono immediatamente anche con i tessuti biologici con i quali possono eventualmente venire a contatto.

IL RISCHIO
Molte patologie da lavoro sono dovute proprio all’esposizione ad agenti chimici; tra le più gravi dobbiamo citare le neoplasie, dovute a esposizione ad agenti cancerogeni. La produzione chimica in generale, la lavorazione o l’uso dei prodotti chimici, espongono i lavoratori a un rischio molto elevato di infortuni e malattie professionali. I prodotti classificati come pericolosi per l’uomo, sulla base del loro effetto, si distinguono in:
• Esplosivi: possono esplodere, detonare o deflagrare anche senza l’azione dell’ossigeno atmosferico.
• Comburenti: a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili, provocano una forte reazione esotermica.
• Infiammabili: vi rientrano i materiali con diverso grado di infiammabilità e sono classificati in: estremamente infiammabili, facilmente infiammabili e infiammabili.
• Tossici o molto tossici: possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche in piccola o piccolissima quantità.
• Nocivi: possono essere letali oppure provocare lesioni acute o croniche.
• Corrosivi: possono esercitare nel contatto con tessuti vivi un’azione distruttiva.
• Irritanti: possono produrre a contatto diretto, prolungato o ripetuto con la pelle o le mucose, una reazione infiammatoria.
• Sensibilizzanti: possono dar luogo a una reazione di ipersensibilizzazione,
per cui una successiva esposizione produce reazioni avverse caratteristiche.
• Cancerogeni: possono provocare il cancro o aumentarne la frequenza.
• Mutageni: possono produrre difetti genetici ereditari o aumentarne la frequenza.
• Tossici per il ciclo riproduttivo: possono provocare o rendere più frequenti effetti nocivi non ereditari nella prole o danni a carico delle funzioni o delle capacità riproduttive maschili o femminili.
• Pericolosi per l’ambiente: qualora si diffondano nell’ambiente, presentano o possono presentare rischi immediati o differiti per una o più componenti ambientali.
In generale, una sostanza (o una miscela) può penetrare nell’organismo attraverso diverse vie di assorbimento:
• Inalazione (attraverso l’apparato respiratorio - in ambiente di lavoro è la via più importante).
• Contatto cutaneo (diretto).
• Contatto con mucose.
• Ingestione.
L’ingestione è più frequente in ambito domestico (un tipico esempio è il bambino che beve per sbaglio un prodotto per l’igiene della casa); tuttavia, essa non è da sottovalutare in ambiente lavorativo, soprattutto in caso di non osservanza di norme igieniche di base, come mangiare o fumare con le mani sporche.
Una volta penetrate nell’organismo, le sostanze/miscele si legano alle proteine del sangue e si distribuiscono nei diversi tessuti. Le sostanze/miscele vengono quindi “biotrasformate”, cioè trasformate in composti che possono essere più facilmente eliminati. Questa biotrasformazione avviene soprattutto nel fegato.
Alcune volte, una sostanza tossica viene trasformata in un’altra che non lo è; altre, invece, sono proprio i nuovi composti ad essere dannosi per l’organismo. Infine, la sostanza e/o i suoi metaboliti (cioè i composti in cui è stata trasformata) vengono eliminate dall’organismo, soprattutto attraverso le urine. Questo passaggio nell’organismo può avere effetti, come già detto, immediati e/o ritardati (i sintomi possono manifestarsi anche dopo molto tempo, con danni che possono diventare irreversibili). Gli effetti negativi possono essere legati all’azione diretta e immediata sui tessuti, all’accumulo in organi e apparati (ad esempio nel caso del piombo), o all’eccessivo carico di lavoro che alcuni organi sono costretti a compiere per metabolizzare ed espellere tali sostanze e che li porterà alla perdita della loro capacità funzionale.
La risposta dell’organismo a un agente chimico presente nell’ambiente di lavoro è condizionata da diversi fattori:
1) proprietà fisico-chimiche della sostanza/miscela
a) polarità delle molecole: più esse si sciolgono nei grassi, più si accumulano nell’organismo e quindi sono più tossiche; al contrario, più si legano all’acqua e più facilmente vengono eliminate dall’organismo;
b) volatilità: le specie più volatili, cioè che evaporano più facilmente, si concentrano maggiormente nell’aria e vengono quindi respirate in maggior quantità;
c) tipo di formulazione: il grado di assorbimento nell’organismo è diverso a seconda che la sostanza/miscela si trovi allo stato liquido, in polvere o in pasta; in genere, le polveri si disperdono maggiormente nell’ambiente;
d) modalità di interazione;
e) concentrazione ambientale: più alta è la concentrazione nell’aria e maggiore è la quantità che viene a contatto con l’organismo;
f) durata dell’esposizione: è intuitivo che un contatto prolungato ha più probabilità di determinare danni;
g) vie di penetrazione nell’organismo: respiratoria, cutanea o digerente;
h) velocità di penetrazione nell’organismo: ad esempio durante lo sforzo fisico, aumenta la ventilazione del lavoratore e quindi egli inspira più aria e, conseguentemente, una quantità maggiore di agente chimico;
2) fattori biologici
a) età;
b) sesso;
c) velocità di metabolizzazione;
d) presenza di malattie;
e) presenza nell’organismo di diverse “barriere” che la sostanza deve superare per giungere all’apparato su cui esplica la propria attività tossica;

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