Per la classificazione degli ambienti confinati, si fa riferimento a quella proposta da OSHA, che definisce spazio confinato un luogo in cui sussistono le seguenti condizioni:
A. largo abbastanza da consentire ad un lavoratore di entrare interamente con il corpo ed eseguire il lavoro assegnato
B. che crea limitazioni e/o impedimenti per l’ingresso o l’uscita (cioè non si riesce ad entrare o uscire senza piegarsi, senza ostacoli, senza salire o scendere, senza girarsi o contorcersi)
C. non è progettato per essere occupato continuativamente da un lavoratore.
Se, nello spazio così identificato, si verifica una delle seguenti condizioni:
A. largo abbastanza da consentire ad un lavoratore di entrare interamente con il corpo ed eseguire il lavoro assegnato
B. che crea limitazioni e/o impedimenti per l’ingresso o l’uscita (cioè non si riesce ad entrare o uscire senza piegarsi, senza ostacoli, senza salire o scendere, senza girarsi o contorcersi)
C. non è progettato per essere occupato continuativamente da un lavoratore.
Se, nello spazio così identificato, si verifica una delle seguenti condizioni:
- rischio anche potenziale di atmosfera pericolosa
- rischio di seppellimento
- rischio di intrappolamento
- rischio grave di altro tipo
è necessario richiedere obbligatoriamente un permesso per consentire l’accesso. Per evitare di introdurre ulteriori definizioni si ritiene che lo stesso possa coincidere col permesso di lavoro.
VALUTAZIONE DEL RISCHIO
Requisiti
Valutazione preventiva della possibilità di non accedere all’ambiente confinato per l’esecuzione del lavoro
Valutazione dei rischi connessi all’accesso in ambiente confinato
Predisposizione di una specifica procedura di lavoro a seguito della valutazione
Se risulta che l’ambiente ha contenuto in precedenza fluidi/solidi pericolosi, disponibilità delle schede di sicurezza
La valutazione deve riguardare almeno i seguenti rischi:
A. chimico
- riduzione della concentrazione di ossigeno
- incendio dovuto a incremento del tenore di ossigeno/esplosione da dispersione di sostanze infiammabili e/o polveri combustibili
- presenza di gas o vapori tossici, asfissianti, infiammabili o esplosivi, specie in rapporto alla natura geologica del terreno o alla vicinanza di fabbriche, depositi, raffinerie, stazioni di compressione e di decompressione, metanodotti e condutture di gas, che possono dar luogo ad infiltrazione di sostanze pericolose/ polveri comprese quelle derivanti da esposizione all’amianto
B. biologico
contaminazione con agenti biologici di varia natura a secondo delle caratteristiche dell’ambiente operativo (es. fogne)
C. fisico
- ustioni/congelamento per presenza di parti ad elevata/bassa temperatura
ingresso in macchine termiche (es. evaporatori, caldaie, scambiatori)
- rumore/vibrazioni/campi elettromagnetici (CEM)
D. elettrico
- impianti/apparecchi non adeguati
- danneggiamento/perdita dell’isolamento
- rischio di elettrocuzione, specie per attività all’interno di luoghi conduttori ristretti
E. investimento/schiacciamento
- accesso da aree stradali
- caduta di gravi
- errori di manovra di attrezzature/veicoli
F. caduta
- impiego di attrezzature non adeguate
- impiego di attrezzature in maniera errata (es. scale portatili troppo corte o non vincolate)
- mancato utilizzo dei DPI anticaduta
G. annegamento/seppellimento
- impiego di attrezzature di intercettazione del flusso non adeguate
- tracimazioni/eventi meteorici improvvisi
- operazioni su materiali solidi instabili
H. altri rischi
- interferenze con altre lavorazioni
- temperature estreme
- seppellimento da materiali instabili, caduta di oggetti dall’alto
- superfici bagnate e scivolose
- posture disagevoli
- rischi di natura psicologica (es. claustrofobia)
La procedura di lavoro deve contenere almeno:
- l’individuazione del tipo di lavoro (meccanico, elettrico, edile, ecc.), con caratterizzazione del luogo in cui viene effettuato l’intervento
- l’individuazione delle persone, delle competenze e della specializzazione necessarie per eseguire il lavoro
- la scomposizione dell’intervento in fasi e la descrizione delle stesse in ordine cronologico
- i mezzi personali e collettivi di protezione, la cartellonistica da adottare contro i pericoli evidenziati e l’individuazione delle attrezzature, delle macchine e delle modalità di lavoro per svolgere in sicurezza ogni singola fase
PIANO DI EMERGENZA
Requisiti:
Predisposizione di uno specifico piano di emergenza, derivante dall’analisi dei rischi
Informazione, formazione ed addestramento del personale addetto all’emergenza
Disponibilità delle attrezzature1 e dei DPI per le vie respiratorie per il soccorso e il salvataggio
Definizione di uno specifico percorso per l’accesso dei mezzi di soccorso armonizzato con il piano di viabilità generale
DM 388/2003 (primo soccorso):
gruppo A: 16 ore, aggiornamento triennale di 6 ore;
gruppi B e C: 12 ore, aggiornamento triennale di 4 ore
DM 10/03/1998 (prevenzione incendi):
rischio Basso: 4 ore, aggiornamento triennale di 2 ore
rischio Medio: 8 ore, aggiornamento triennale di 5 ore
rischio Alto: 16 ore, aggiornamento triennale
L’addestramento deve riguardare:
l’uso dei DPI di III categoria
l’uso degli strumenti di misura per rilevare il tenore di ossigeno, gas/vapori infiammabili e gas tossici
l’uso dei mezzi e attrezzature di soccorso e salvataggio
VALUTAZIONE DEL RISCHIO
Requisiti
Valutazione preventiva della possibilità di non accedere all’ambiente confinato per l’esecuzione del lavoro
Valutazione dei rischi connessi all’accesso in ambiente confinato
Predisposizione di una specifica procedura di lavoro a seguito della valutazione
Se risulta che l’ambiente ha contenuto in precedenza fluidi/solidi pericolosi, disponibilità delle schede di sicurezza
La valutazione deve riguardare almeno i seguenti rischi:
A. chimico
- riduzione della concentrazione di ossigeno
- incendio dovuto a incremento del tenore di ossigeno/esplosione da dispersione di sostanze infiammabili e/o polveri combustibili
- presenza di gas o vapori tossici, asfissianti, infiammabili o esplosivi, specie in rapporto alla natura geologica del terreno o alla vicinanza di fabbriche, depositi, raffinerie, stazioni di compressione e di decompressione, metanodotti e condutture di gas, che possono dar luogo ad infiltrazione di sostanze pericolose/ polveri comprese quelle derivanti da esposizione all’amianto
B. biologico
contaminazione con agenti biologici di varia natura a secondo delle caratteristiche dell’ambiente operativo (es. fogne)
C. fisico
- ustioni/congelamento per presenza di parti ad elevata/bassa temperatura
ingresso in macchine termiche (es. evaporatori, caldaie, scambiatori)
- rumore/vibrazioni/campi elettromagnetici (CEM)
D. elettrico
- impianti/apparecchi non adeguati
- danneggiamento/perdita dell’isolamento
- rischio di elettrocuzione, specie per attività all’interno di luoghi conduttori ristretti
E. investimento/schiacciamento
- accesso da aree stradali
- caduta di gravi
- errori di manovra di attrezzature/veicoli
F. caduta
- impiego di attrezzature non adeguate
- impiego di attrezzature in maniera errata (es. scale portatili troppo corte o non vincolate)
- mancato utilizzo dei DPI anticaduta
G. annegamento/seppellimento
- impiego di attrezzature di intercettazione del flusso non adeguate
- tracimazioni/eventi meteorici improvvisi
- operazioni su materiali solidi instabili
H. altri rischi
- interferenze con altre lavorazioni
- temperature estreme
- seppellimento da materiali instabili, caduta di oggetti dall’alto
- superfici bagnate e scivolose
- posture disagevoli
- rischi di natura psicologica (es. claustrofobia)
La procedura di lavoro deve contenere almeno:
- l’individuazione del tipo di lavoro (meccanico, elettrico, edile, ecc.), con caratterizzazione del luogo in cui viene effettuato l’intervento
- l’individuazione delle persone, delle competenze e della specializzazione necessarie per eseguire il lavoro
- la scomposizione dell’intervento in fasi e la descrizione delle stesse in ordine cronologico
- i mezzi personali e collettivi di protezione, la cartellonistica da adottare contro i pericoli evidenziati e l’individuazione delle attrezzature, delle macchine e delle modalità di lavoro per svolgere in sicurezza ogni singola fase
PIANO DI EMERGENZA
Requisiti:
Predisposizione di uno specifico piano di emergenza, derivante dall’analisi dei rischi
Informazione, formazione ed addestramento del personale addetto all’emergenza
Disponibilità delle attrezzature1 e dei DPI per le vie respiratorie per il soccorso e il salvataggio
Definizione di uno specifico percorso per l’accesso dei mezzi di soccorso armonizzato con il piano di viabilità generale
DM 388/2003 (primo soccorso):
gruppo A: 16 ore, aggiornamento triennale di 6 ore;
gruppi B e C: 12 ore, aggiornamento triennale di 4 ore
DM 10/03/1998 (prevenzione incendi):
rischio Basso: 4 ore, aggiornamento triennale di 2 ore
rischio Medio: 8 ore, aggiornamento triennale di 5 ore
rischio Alto: 16 ore, aggiornamento triennale
L’addestramento deve riguardare:
l’uso dei DPI di III categoria
l’uso degli strumenti di misura per rilevare il tenore di ossigeno, gas/vapori infiammabili e gas tossici
l’uso dei mezzi e attrezzature di soccorso e salvataggio

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