DUVRI

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Il progetto ha avuto lo scopo di fornire alle aziende di settori merceologici diversi uno strumento metodologico di carattere generale utile alla comprensione del dettato normativo e di conseguenza alla redazione del DUVRI. L’idea è stata quella di formulare una procedura che guidi il datore di lavoro committente negli adempimenti necessari per la corretta gestione delle attività interferenti e che chiarisca alle varie figure coinvolte le responsabilità e il corretto modo di affrontarle.

In particolare la procedura focalizza l’attenzione dei datori di lavoro committenti sui seguenti aspetti:

•   la verifica dell’idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici e dei lavoratori autonomi o loro subappaltatori

•   la cooperazione per le misure di prevenzione e protezione dai rischi e il coordinamento della reciproca informazione

•   la predisposizione del DUVRI, formulato come effettivo strumento di lavoro

Il progetto ha mirato a individuare un metodo sistematico per la risoluzione di problemati- che derivanti dall’interferenza di attività, l’adempimento degli obblighi e l’elaborazione dei documenti relativi. Il processo guidato di valutazione delle possibili situazioni di rischio porta a una maggiore consapevolezza delle reciproche responsabilità degli attori coinvolti nella gestione delle attività interferenti.

Il progetto è stato sviluppato con uno sguardo preferenziale per le attività industriali, tuttavia i criteri, i contenuti e soprattutto le istruzioni operative, possono essere di riferimento per qualsiasi altro tipo di attività.

2.2 Il gruppo di lavoro

L’attività ha previsto innanzitutto l’instaurazione di un gruppo di lavoro tecnico, composto da 14 persone di seguito elencate, oltre ad alcuni Responsabili del servizio di prevenzione e protezione di aziende appartenenti a diversi settori merceologici, che hanno portato le rispet- tive esperienze. I componenti fissi del tavolo tecnico sono stati:

•   due  rappresentati della  Consulenza tecnica  accertamento rischi  e  prevenzione della Direzione regionale Inail del Piemonte,

•   tre rappresentati tecnici di Confindustria Vercelli Valsesia,

•   un rappresentante tecnico del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali,

•   un rappresentante tecnico del Ministero del lavoro, della salute e politiche sociali - Tutela delle condizioni di lavoro - Direzione provinciale di Vercelli,

•   due rappresentati tecnici dell’Istituto per l’Innovazione e la trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale,

•   un rappresentante tecnico dell’Azienda sanitaria locale n°11 di Vercelli - Igiene e sicurezza sul lavoro,

•   tre rappresentanti tecnici delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori (CGIL, CISL, UIL),

•   il responsabile della realizzazione della piattaforma informatica.

2.3 Lo sviluppo

Il gruppo di lavoro si è riunito nell’arco di dieci incontri con cadenza mensile.

Le attività del gruppo si sono articolate partendo dalla raccolta ed esame della normativa e di ogni altro documento ufficiale pertinente e tracciando una procedura in diagramma di flusso. Lo sviluppo in questa direzione ha messo in luce un aspetto primario: la definizione di un linguaggio comune che non desse adito ad equivoci.

Altro aspetto, emerso sin dalle prime fasi di studio, che ha comportato una necessaria rifles- sione tra i differenti punti di vista, è stato la conciliazione tra i vincoli formali previsti dai commi dell’articolo 26 del d.lgs. 81/2008 (ad esempio la predisposizione del DUVRI come allegato del contratto d’appalto o la definizione dei costi della sicurezza) e il fatto che lo stes- so articolo 26 presupponga che la gestione dei rischi da attività interferenti sia un processo dinamico in continua evoluzione.

L’entità della complessità del lavoro è emersa a mano a mano nel procedere nell’esame dei vincoli.

All’inizio il gruppo ha sviluppato un procedimento basato su di un diagramma di flusso molto ramificato; questo si è rivelato di difficile applicazione a causa della vastità della casi- stica, per cui il gruppo si è orientato a elaborare la procedura sul principio di esclusione delle possibili soluzioni (in analogia a un diagramma ad “albero dei guasti”). La procedura risul- tante pone una serie di domande sequenziali e per ogni domanda sono state predisposte solo due risposte alternative.

Quindi il processo di elaborazione della procedura ha portato a mettere in sequenza logico- temporale le fasi e i vincoli previsti dall’articolo 26. Lo scopo di questa razionalizzazione era fornire all’utilizzatore finale uno strumento chiaro, non fonte di equivoci.

I membri del gruppo di lavoro hanno espresso in diverse occasioni punti di vista differenti e critici, rendendo il lavoro dinamico.

La presenza al tavolo di lavoro di rappresentanti delle aziende ha fatto emergere le criticità operative e ha perciò favorito un approccio orientato alla risoluzione delle problematiche che effettivamente le imprese potrebbero incontrare. A tal proposito sono state quindi prese in considerazione tutte le possibili situazioni, non ultime le connessioni tra l’articolo 26 e il titolo IV del d.lgs. 81/2008, la gestione dei rapporti con le imprese straniere e le situazioni in cui intervengano più attività non correlate dallo stesso appalto e che quindi comportino gestioni della sicurezza disgiunte e regolamentate da diversi DUVRI.

La gestione del gruppo di lavoro ha previsto che ciascun membro svolgesse dei compiti in autonomia, tra un incontro e l’altro, consentendo un rapido procedere della stesura della pro- cedura anche quando si sono contrapposte esigenze divergenti. Ad esempio alla necessità degli organi di vigilanza di avere da parte delle aziende una formalizzazione in idonea docu- mentazione dell’adempimento ai disposti normativi, si contrappone quella delle aziende di predisporre rapidamente documenti utili, al tempo stesso snelli e completi.

La presenza al tavolo di lavoro delle parti sociali ha esortato il gruppo a mantenere come obiettivo primario la tutela del lavoratore. Quest’ottica ha permesso che anche gli adempi- menti formali documentali, previsti dalla procedura, fossero pensati come utile strumento per il trasferimento delle informazioni, soprattutto nei confronti dei lavoratori, e fossero garanzia del fatto che gli aspetti formali siano conseguenza di attività e non mero scopo.

Lo scambio di informazioni a tutti i livelli, tra i diversi soggetti che intervengono nella gestione di attività interferenti, è stato un altro degli aspetti decisivi che il gruppo di lavoro ha dovuto affrontare. La corretta gestione delle informazioni e del loro scambio è stata quin- di un passo cruciale e ampiamente dibattuto.

Il gruppo di lavoro ha cercato tra gli obiettivi quello di minimizzare il numero di documen-

ti necessari, chiarendo tuttavia l’essenzialità di quelli previsti nell’iter della procedura, pro- prio con lo scopo di massimizzare lo scambio di utili informazioni tra i vari soggetti inter- venenti nella gestione delle interferenze; quanto sopra considerando tutte le fattispecie pos- sibili, compresi i lavoratori autonomi, i conto-terzisti e particolari situazioni (ad esempio le lavorazioni a caldo).

Sono stati inoltre discussi listini e parametri ai quali indirizzare le aziende per la stima dei costi necessari alla messa in sicurezza delle attività interferenti.

Nel percorso di realizzazione della procedura, allo scopo di verificarne il corretto funziona- mento, sono state previste fasi di simulazione, sia facendo applicare ipoteticamente la proce- dura alle aziende partecipanti al gruppo di lavoro, sia ideando situazioni immaginarie di casi particolari di attività interferenti. Le simulazioni hanno consentito di migliorare l’applicabilità della procedura e sono state sintetizzate e formalizzate a titolo di esempio per l’utilizzatore.

3.   RISULTATI DEL PROGETTO

Il progetto si è concretizzato nella procedura e nel relativo materiale documentale, disponi- bile su piattaforma informatica nella rete internet (www.duvri8108.it), e in una applicazione software per la gestione del DUVRI.

L’accesso alla procedura e al materiale a supporto della stessa è libero, mentre l’utilizzo della

piattaforma web on-line è stato pensato ad accesso libero per gli appaltatori, mentre è con- dizionato al pagamento di un piccolo contributo per i datori di lavoro committenti; questo contributo si rende necessario per coprire i costi di gestione, di aggiornamento e manuten- zione della piattaforma web.

La procedura consente ai datori di lavoro, committenti l’opera o il servizio di:

•   condurre correttamente la verifica della idoneità tecnico-professionale degli appaltatori;

•   effettuare proficuamente lo scambio reciproco di informazioni sui rischi con gli appaltatori;

•   visualizzare graficamente le sovrapposizioni spazio-temporali e le eventuali interferenze delle attività;

•   stabilire quali siano le specifiche misure di prevenzione e protezione da adottare;

•   stimare i costi della sicurezza;

•   stabilire se, per la specifica fattispecie del contratto, sia obbligatorio redigere il DUVRI;

•   documentare correttamente tutte le attività e le fasi decisionali del processo.

La procedura elaborata è stata corredata di un diagramma di flusso e di fac-simili dei docu- menti necessari (autocertificazioni, verbali di sopralluoghi ecc.).

La formulazione della procedura ha comportato anche la creazione di una banca dati nor- mativa, di un glossario a corredo della procedura e di esempi derivanti dai casi studio. Infine a completamento della procedura sono state previste ed elaborate apposite FAQ (Frequently asked questions - domande frequenti).

Il prodotto ottenuto presenta caratteristiche di flessibilità e dinamicità per l’adattabilità alle diverse situazioni e al loro evolversi; favorisce la tracciabilità del processo decisionale e garantisce lo scambio corretto di informazioni.

La procedura rappresenta uno strumento chiarificatore di questi aspetti e un processo linea- re che porta a risultati univocamente definiti, senza tralasciare alcun adempimento richiesto dall’articolo 26 del d.lgs. 81/2008.

4.   CONCLUSIONI

Il progetto ha avuto un taglio tecnico operativo, in considerazione della provenienza dei componenti del gruppo di lavoro, il cui risultato è stato calato nella realtà aziendale e testa- to per evidenziare eventuali situazioni di criticità.

L’auspicio del gruppo di lavoro è che l’applicazione della procedura possa innescare un ciclo virtuoso di crescita culturale di tutti gli attori della sicurezza.
 
Nel futuro sarebbe auspicabile estendere il progetto allo studio di strumenti specifici per la gestione delle attività interferenti presenti in appalti pubblici.

Questa iniziativa è l’esempio significativo di come la collaborazione tra partner qualificati può favorire un dialogo tecnico in grado di spingere il sistema verso obiettivi che vanno ben oltre gli obblighi di legge.

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