Lavoratrici gestanti, puerpere o in allattamento

Lavoratrici gestanti, puerpere o in allattamento
Lavoratrici gestanti, puerpere o in allattamento
Il settore sanitario e socio assistenziale ha come caratteristica quella di incorporare un gran numero di personale femminile.
Gestanti, puerpere e madri in periodo di allattamento ai sensi del D.Lgs 645/96 integrato dal D.Lgs. 151/2001, hanno un’ulteriore normativa di protezione sui luoghi di lavoro.
Le altre norme più importanti, attualmente ancora in vigore, sono la Legge n.1204/1971 “Tutela delle lavoratrici madri” e il D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. “Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro”.
La valutazione dei rischi per la salute delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento fino a 7 mesi dopo il parto:
  •     è predisposta dal S.P.P.
  •     fa parte del documento di valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
  •     tiene conto del parere espresso dal Medico Competente
In ogni caso si deve precisare che la gravidanza, se priva di complicazioni, è del tutto compatibile con la normale attività lavorativa. Infatti le Linee Direttrici dell’U.E. sottolineano che la gravidanza non è una malattia ma un aspetto della vita quotidiana.
Tuttavia se l’attività lavorativa o l’ambiente in cui si svolge presentano rischi specifici per la salute della lavoratrice o del nascituro, è fatto obbligo al datore di lavoro, oltre a valutare i rischi e ad individuare le misure di prevenzione e protezione  da adottare, evitare l’esposizione al rischio, modificando temporaneamente le condizioni e/o l’orario di lavoro o procedere allo spostamento temporaneo ad altre mansioni.
Qualora la lavoratrice non possa essere adibita ad altre mansioni, l’Ispettorato del Lavoro può disporre l’interdizione dal lavoro per tutto il periodo. In ospedale i rischi sono legati a tutte quelle professioni che quotidianamente sono esposte a prodotti chimici, radiazioni ed altri fattori fisici, organizzativi, biologici, ecc…
Tutto il personale è sottoposto a programmi di formazione e informazione periodica ed ogni tipologia di rischio prevede la distribuzione di adeguati DPI (dispositivi di protezione individuali).
Elenco dei  lavori faticosi, pericolosi e insalubri in ambito ospedaliero e assistenziale.
Lavori faticosi:
  •     movimentazione manuale dei carichi
  •     azione di spinta e/o tiro (es. lettini, carrozzine, carrelli mensa, ecc.)
  •     movimenti, posizioni di lavoro, stazione eretta per oltre 4 ore giornaliere
  •     lavoro notturno
Lavori pericolosi
  •     assistenza a malati psichiatrici ed in aree di emergenza (es. pronto soccorso), a pazienti non collaboranti
  •     attività comportante il maneggio di valuta
Lavori stressanti
  •     lavoro al VDT
  •     lavoro al centralino
Lavori in presenza di agenti fisici
  •     lavori comportati esposizione a radiazioni ionizzanti e non
  •     lavori comportanti colpi, vibrazioni e scuotimento
  •     lavori comportanti esposizione a rumore eccedente gli 85 dBA
  •     lavori in presenza di sollecitazioni termiche come attività di magazzinaggio in celle frigorifere, centri di sterilizzazione, cucine, ecc.
Lavori in presenza di agenti biologici

lavori comportanti esposizioni ad agenti biologici dei gruppi di rischio da 2 a 4 ai sensi dell’art.268 del D.Lgs. 81/2008.

Lavori in presenza di agenti chimici
lavori comportanti uso di prodotti chimici classificati con le seguenti frasi di rischio “R” e di farmaci antiblastici (R46, R47)
  •         40 – possibilità di effetti cancerogeni – prove insufficienti
  •         45 – può provocare il cancro
  •         46 – può provocare alterazioni genetiche ereditarie
  •         47 – può provocare malformazioni congenite
  •         49 – può provocare il cancro per inalazione
  •         61 – può danneggiare i bambini non ancora nati
  •         63 – possibile rischio di danni ai bambini non ancora nati
  •         64 – possibile rischio per i bambini allattati al seno
  •     nei lavori comportanti usi di prodotti chimici pericolosi per assorbimento cutaneo o inalatorio (glutaraldeide, gas anestetici, xilene, ecc.)
  •     lavori di disinfezione/disinfestazione
Classificazione delle manovre o procedure invasive comportanti rischio biologico (da S. Cantoni, 1993).
Alto rischio:
  •     incannulazione vie arteriose/venose e prelievi arteriosi
  •     angiografie
  •     interventi chirurgici
  •     riscontri autoptici
  •     broncoscopie, induzione dell’escreato per aerosolizzazione
  •     aspirazioni endobronchiali ed endotracheali
  •     intubazioni endo/naso/oro-tracheali
  •     tracheotomie, cambio di cannule tracheotomiche
  •     punture esplorative in cavità ed organi: lombare, toracica, sternale, artrocentesi, biopsia epatica e renale
  •     punture evacuative in cavità ed organi: toracentesi, paracentesi, dialisi peritoneale, drenaggio toracico
  •     cateterismo vescicole
  •     cistoscopia
  •     isteroscopia
  •     amniocentesi
  •     fetoscopia
Medio rischio:
  • prelievo o iniezioni endovenose
  • lavaggio materiale e strumenti (ferri chirurgici)
  • svuotamento contenitori ripieni di liquidi organici (sangue, urine, escreato)
  • endoscopia digestiva
  • medicazione di ferite chirurgiche
  • iniezioni intramuscolari
Basso rischio:
  • clistere
  • pulizia cavo orale
  • tricotomia

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