RADIAZIONI ULTRAVIOLETTE E INFRAROSSE
Le radiazioni ultraviolette (UV) e infrarosse (IR) sono in natura emesse dal sole, e la quantità di emissioni che attraversa l’atmosfera sarebbe tale da essere presumibilmente letale per gli organismi viventi, se non vi fosse l’effetto schermante dello strato di ozono, che consente la vita sulla terra. Le radiazioni UV, a seconda della loro lunghezza d’onda, sono distinte in radiazioni UV-A, con maggiori capacità di penetrazione nella cute e nei tessuti esposti, UV-B, le più nocive, e UV-C, con elevate capacità germicide.
L’assorbimento di radiazioni UV in quantità moderata è utile all’organismo per la produzione di vitamina D, indispensabile per il metabolismo dei tessuti ossei.
Le Radiazioni Infrarosse sono emesse da tutti i corpi caldi. Ogni volta che si ha la sensazione di caldo in vicinanza di sorgenti di calore, si è in realtà colpiti da raggi infrarossi. Questi sono assorbiti facilmente dalla pelle e possono provocare ustioni.
IL RISCHIO
L’esposizione professionale a radiazioni UV e IR naturali è presente nelle attività lavorative svolte all’aperto, come edilizia, agricoltura, pesca, guide alpine, ecc.
Le più comuni esposizioni a radiazioni UV artificiali si verificano in occasione di attività con presenza di metalli incandescenti, con uso di archi elettrici o di apparecchiature germicide. Le lavorazioni coinvolte, quindi, sono: la fusione e la colata di metalli, la fusione del vetro, le saldature, la sterilizzazione di alimenti, di strumenti o di ambienti sanitari. Non trascurabile è l’esposizione delle estetiste, durante l’uso di lampade per l’abbronzatura artificiale a scopo cosmetico. L’esposizione professionale a IR artificiali è anch’essa presente nelle attività di fusione e colata dei metalli, nella saldatura, nella fusione del vetro. Riepilogando:
Attività con esposizione a radiazioni UV
• Fusione e colata di metalli.
• Saldatura.
• Fusione del vetro.
• Sterilizzazione in campo alimentare e sanitario.
• Cosmesi.
Attività con esposizione a radiazioni IR
• Fusione e colata di metalli.
• Saldatura.
• Fusione del vetro.
• Lavorazioni in prossimità di forni di cottura (esempio ceramiche).
Gli effetti biologici dell’esposizione a radiazioni UV riguardano soprattutto la cute e l’occhio. Sulla cute, si possono avere effetti che compaiono immediatamente dopo l’esposizione, come l’eritema e successivamente l’aumento della pigmentazione (abbronzatura).
Con esposizioni prolungate, si ha una progressiva degenerazione degli strati profondi della cute, che perde elasticità, con comparsa di rughe e solchi. Sull’occhio, l’esposizione a radiazioni UV si manifesta con fenomeni di infiammazione delle congiuntive e della cornea (cheratocongiuntivite), con arrossamento, lacrimazione, fastidio alla luce. A distanza di tempo, si può manifestare la cataratta, una degenerazione del cristallino che rende opaca la visione.
Uno degli effetti tardivi più gravi è la possibile comparsa di tumori cutanei, come i carcinomi basocellulari, i carcinomi spinocellulari e i melanomi. Gli effetti biologici dell’esposizione a radiazioni IR consistono nel riscaldamento della cute, dal semplice arrossamento, fino all’ustione. Analogamente alle radiazioni UV, esse possono danneggiare l’occhio, determinando cheratocongiuntivite e cataratta da calore.
LA PREVENZIONE
È opportuno identificare e adottare misure di prevenzione, che dovranno essere assai più restrittive per i soggetti particolarmente sensibili e indifesi naturalmente contro le radiazioni UV, come i soggetti albini, che hanno una assenza di melanina, pigmento protettivo, e i portatori di una malattia congenita detta xeroderma pigmentoso.
La protezione cutanea dei lavoratori esposti professionalmente a radiazioni UV e IR naturali e artificiali consiste nell’adozione di adeguati indumenti protettivi. Sono inoltre indispensabili gli occhiali protettivi, non solo per chi lavora a diretto contatto con le radiazioni UV e IR, ma anche per chi assiste o supporta queste attività.
Sono infine utilizzabili schermature su impianti o lavorazioni che generano radiazioni, al fine di delimitare il più possibile il propagarsi del fascio di luce, evitando così l’esposizione di altri lavoratori non direttamente coinvolti nelle operazioni a rischio.
Le radiazioni ultraviolette (UV) e infrarosse (IR) sono in natura emesse dal sole, e la quantità di emissioni che attraversa l’atmosfera sarebbe tale da essere presumibilmente letale per gli organismi viventi, se non vi fosse l’effetto schermante dello strato di ozono, che consente la vita sulla terra. Le radiazioni UV, a seconda della loro lunghezza d’onda, sono distinte in radiazioni UV-A, con maggiori capacità di penetrazione nella cute e nei tessuti esposti, UV-B, le più nocive, e UV-C, con elevate capacità germicide.
L’assorbimento di radiazioni UV in quantità moderata è utile all’organismo per la produzione di vitamina D, indispensabile per il metabolismo dei tessuti ossei.
Le Radiazioni Infrarosse sono emesse da tutti i corpi caldi. Ogni volta che si ha la sensazione di caldo in vicinanza di sorgenti di calore, si è in realtà colpiti da raggi infrarossi. Questi sono assorbiti facilmente dalla pelle e possono provocare ustioni.
IL RISCHIO
L’esposizione professionale a radiazioni UV e IR naturali è presente nelle attività lavorative svolte all’aperto, come edilizia, agricoltura, pesca, guide alpine, ecc.
Le più comuni esposizioni a radiazioni UV artificiali si verificano in occasione di attività con presenza di metalli incandescenti, con uso di archi elettrici o di apparecchiature germicide. Le lavorazioni coinvolte, quindi, sono: la fusione e la colata di metalli, la fusione del vetro, le saldature, la sterilizzazione di alimenti, di strumenti o di ambienti sanitari. Non trascurabile è l’esposizione delle estetiste, durante l’uso di lampade per l’abbronzatura artificiale a scopo cosmetico. L’esposizione professionale a IR artificiali è anch’essa presente nelle attività di fusione e colata dei metalli, nella saldatura, nella fusione del vetro. Riepilogando:
Attività con esposizione a radiazioni UV
• Fusione e colata di metalli.
• Saldatura.
• Fusione del vetro.
• Sterilizzazione in campo alimentare e sanitario.
• Cosmesi.
Attività con esposizione a radiazioni IR
• Fusione e colata di metalli.
• Saldatura.
• Fusione del vetro.
• Lavorazioni in prossimità di forni di cottura (esempio ceramiche).
Gli effetti biologici dell’esposizione a radiazioni UV riguardano soprattutto la cute e l’occhio. Sulla cute, si possono avere effetti che compaiono immediatamente dopo l’esposizione, come l’eritema e successivamente l’aumento della pigmentazione (abbronzatura).
Con esposizioni prolungate, si ha una progressiva degenerazione degli strati profondi della cute, che perde elasticità, con comparsa di rughe e solchi. Sull’occhio, l’esposizione a radiazioni UV si manifesta con fenomeni di infiammazione delle congiuntive e della cornea (cheratocongiuntivite), con arrossamento, lacrimazione, fastidio alla luce. A distanza di tempo, si può manifestare la cataratta, una degenerazione del cristallino che rende opaca la visione.
Uno degli effetti tardivi più gravi è la possibile comparsa di tumori cutanei, come i carcinomi basocellulari, i carcinomi spinocellulari e i melanomi. Gli effetti biologici dell’esposizione a radiazioni IR consistono nel riscaldamento della cute, dal semplice arrossamento, fino all’ustione. Analogamente alle radiazioni UV, esse possono danneggiare l’occhio, determinando cheratocongiuntivite e cataratta da calore.
LA PREVENZIONE
È opportuno identificare e adottare misure di prevenzione, che dovranno essere assai più restrittive per i soggetti particolarmente sensibili e indifesi naturalmente contro le radiazioni UV, come i soggetti albini, che hanno una assenza di melanina, pigmento protettivo, e i portatori di una malattia congenita detta xeroderma pigmentoso.
La protezione cutanea dei lavoratori esposti professionalmente a radiazioni UV e IR naturali e artificiali consiste nell’adozione di adeguati indumenti protettivi. Sono inoltre indispensabili gli occhiali protettivi, non solo per chi lavora a diretto contatto con le radiazioni UV e IR, ma anche per chi assiste o supporta queste attività.
Sono infine utilizzabili schermature su impianti o lavorazioni che generano radiazioni, al fine di delimitare il più possibile il propagarsi del fascio di luce, evitando così l’esposizione di altri lavoratori non direttamente coinvolti nelle operazioni a rischio.

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