RISCHIO ELETTRICO
L’energia elettrica è impiegata dovunque ed è, di fatto, un elemento indispensabile nel quotidiano di ognuno di noi. La produzione di energia elettrica si basa sulla separazione delle cariche ottenuta dalla rotazione di turbine, che creano così due flussi di cariche opposte (elettroni e protoni). Può essere prodotta e/o trasformata in diverse frequenze, tensioni e intensità, ed è trasportabile tramite conduttori.
Esistono materiali capaci di condurre l’energia elettrica e alcuni non in grado di condurla: nel primo caso, si parla appunto di conduttori e vi troviamo i metalli in genere e l’acqua, se non privata dei suoi sali. Nel secondo caso, si definiscono cattivi conduttori e vi troviamo ceramiche, vetro, legno, gomma, materie plastiche, ecc. Il corpo umano è una macchina i cui delicati meccanismi fisiologici sono basati su impulsi di tipo elettrico, e ha quindi caratteristiche di conduttore.
L’energia elettrica, come tutte le forme di energia, ha la caratteristica di trasformarsi in altre forme, così abbiamo la possibilità di scaldarci (energia termica) o illuminare gli ambienti (energia luminosa) facendo passare un flusso di corrente (elettroni) su una resistenza che, esercitando attrito, diventerà incandescente; oppure facendola passare in un motore provocandone, ad esempio, il movimento (energia meccanica). Possiamo quindi dire che l’energia elettrica è una energia amica, di uso relativamente facile.
Ma, come ogni risorsa, un uso improprio o incosciente di tale energia può avere risvolti molto pericolosi e, in alcuni casi, devastanti. L’industria metalmeccanica utilizza ampiamente l’energia elettrica, spesso a elevata potenza, per l’alimentazione: di macchine utensili, di sistemi di movimentazione carichi, di forni per trattamenti termici, ecc. Questo rappresenta, dal punto di vista della sicurezza, un aspetto di cui tenere debitamente conto.
IL RISCHIO
In ambienti dove si utilizza energia elettrica, i rischi derivanti sono:
• Contatto (elettrocuzione).
• Arco elettrico.
• Surriscaldamento di organi meccanici o superfici.
• Innalzamento temperature ambientali (microclima).
• Incendio.
• Inquinamento elettromagnetico.
• Esposizione a policlorobifenili (PCB).
Il contatto è la forma di rischio statisticamente più frequente, può avvenire per:
• contatto diretto su un cavo di alimentazione privo di un corretto isolante;
• contatto sul corpo macchina sulla quale ci sia dispersione di corrente;
• arco elettrico;
• dispersione di corrente in ambiente fortemente umidificato;
• contatto con liquidi sversati accidentalmente nei pressi di una fonte elettrica;
• contatto con altro lavoratore colpito da scarica elettrica.
Installazioni di impianti elettrici eseguite da personale non qualificato e/o errori nell’installazione, scarsa manutenzione e controllo degli organi elettrici, in particolare degli isolamenti nei punti di contatto o delle condizioni di usura delle guaine d’isolamento, sono la maggiore causa di contatto elettrico accidentale. Inoltre, contatti accidentali possono verificarsi per la caduta di oggetti su circuiti elettrici oppure per il contatto su linee aeree in tensione di materiale movimentato. Esempio: un tondino di ferro movimentato manualmente che entra in contatto con una linea aerea di illuminazione (in cortile o in strada). Una situazione particolare di contatto è l’arco elettrico; si verifica quando una persona, non isolata da terra, si trova vicino a un conduttore ad alta tensione (linea elettrica, trasformatore): la differenza di tensione dei due conduttori (uomo - fonte) crea un passaggio di corrente che, se superiore alla resistenza dell’aria, colpisce la persona folgorandola. Le conseguenze della folgorazione sono direttamente proporzionali sia alla tensione e all’intensità di corrente che colpisce il soggetto, sia alla resistenza di quest’ultimo. Abbiamo detto che il corpo umano è un conduttore di energia elettrica e che molte delle sue funzioni avvengono tramite impulsi elettrici, le cui potenze sono chiaramente di molto inferiori a quelle usate nei cicli produttivi. Quindi, i danni possono essere devastanti e il rischio di morte è molto elevato. A parità di tensione e intensità, i danni saranno inversamente proporzionali alla resistenza del corpo ricevente: se la persona colpita ha una bassa resistenza (direttamente a contatto con il terreno o con un altro conduttore) i danni saranno maggiori, anche se ben isolata.
Le conseguenze della folgorazione sono:
• Per folgorazioni di lieve entità, la sintomatologia è essenzialmente di ordine soggettivo: scossa più o meno intensa accompagnata da sensazione di pizzicamento, di calore o dolore. Si tratta di sensazioni fugaci e la ripresa funzionale è rapida.
• Per entità maggiori si evidenzia la comparsa di intense contrazioni muscolari che possono comportare la proiezione della vittima a distanza; in questo caso, ai danni da contatto elettrico si associano i traumi della caduta. Oppure si può verificare l’impossibilità di distacco della vittima dal conduttore e del controllo muscolare; se la tensione non viene interrotta, si verificano gravi ustioni nei punti di contatto e le contrazioni interesseranno anche l’apparato respiratorio e cardiocircolatorio, fino a portare alla morte la persona coinvolta. La morte sopraggiunge per blocco del respiro e arresto cardiocircolatorio; essa pare essere sempre preceduta da un periodo, più o meno breve, di morte apparente. Quest’ultimo aspetto è importante perché, se soccorso in tempo e rapidamente sottoposto a terapia di rianimazione, il soggetto può essere recuperato.
Per soggetti colpiti da folgorazione non immediatamente mortale, si possono manifestare a distanza di alcuni ore o giorni dall’incidente, alterazioni a carico del sistema nervoso, di quello cardiovascolare e degli organi sensoriali.
Innalzamento termico
Per una legge fisica, parte dell’energia elettrica utilizzata per far funzionare una macchina (trasformazione in energia meccanica), si dissipa in calore, facendo così aumentare la temperatura delle superfici vicine. Questo fenomeno comporta rischi di ustioni per contatto e di innalzamento della temperatura ambientale, che si ripercuote sullo stato fisico del lavoratore. Se l’innalzamento delle temperature è tale da superare il punto di infiammabilità di sostanze eventualmente presenti in atmosfera o nelle vicinanze della fonte di calore, si possono verificare incendi e/o esplosioni.
Inquinamento elettromagnetico
Il passaggio di corrente provoca la formazione di campi elettromagnetici. I danni derivanti da esposizione a tali campi sono oggetto di forte dibattito nella comunità scientifica internazionale, soprattutto per gli effetti cronici. Si nutrono comunque forti sospetti per quanto riguarda l’esposizione a campi elettromagnetici con frequenze di 50 Hz, che sono tipicamente emesse dai conduttori di corrente elettrica.
Esposizione a Policlorobifenili
I policlorobifenili sono stati, in passato, ampiamente utilizzati come additivi degli oli diatermici nei grandi trasformatori; essi sono classificati come sostanze tossiche e sospette cancerogene. L’esposizione a tali oli è prevedibile solo per quei lavoratori addetti alla manutenzione dei trasformatori, o in caso di incidente che comporti la fuoriuscita di olio diatermico dagli stessi.
L’energia elettrica è impiegata dovunque ed è, di fatto, un elemento indispensabile nel quotidiano di ognuno di noi. La produzione di energia elettrica si basa sulla separazione delle cariche ottenuta dalla rotazione di turbine, che creano così due flussi di cariche opposte (elettroni e protoni). Può essere prodotta e/o trasformata in diverse frequenze, tensioni e intensità, ed è trasportabile tramite conduttori.
Esistono materiali capaci di condurre l’energia elettrica e alcuni non in grado di condurla: nel primo caso, si parla appunto di conduttori e vi troviamo i metalli in genere e l’acqua, se non privata dei suoi sali. Nel secondo caso, si definiscono cattivi conduttori e vi troviamo ceramiche, vetro, legno, gomma, materie plastiche, ecc. Il corpo umano è una macchina i cui delicati meccanismi fisiologici sono basati su impulsi di tipo elettrico, e ha quindi caratteristiche di conduttore.
L’energia elettrica, come tutte le forme di energia, ha la caratteristica di trasformarsi in altre forme, così abbiamo la possibilità di scaldarci (energia termica) o illuminare gli ambienti (energia luminosa) facendo passare un flusso di corrente (elettroni) su una resistenza che, esercitando attrito, diventerà incandescente; oppure facendola passare in un motore provocandone, ad esempio, il movimento (energia meccanica). Possiamo quindi dire che l’energia elettrica è una energia amica, di uso relativamente facile.
Ma, come ogni risorsa, un uso improprio o incosciente di tale energia può avere risvolti molto pericolosi e, in alcuni casi, devastanti. L’industria metalmeccanica utilizza ampiamente l’energia elettrica, spesso a elevata potenza, per l’alimentazione: di macchine utensili, di sistemi di movimentazione carichi, di forni per trattamenti termici, ecc. Questo rappresenta, dal punto di vista della sicurezza, un aspetto di cui tenere debitamente conto.
IL RISCHIO
In ambienti dove si utilizza energia elettrica, i rischi derivanti sono:
• Contatto (elettrocuzione).
• Arco elettrico.
• Surriscaldamento di organi meccanici o superfici.
• Innalzamento temperature ambientali (microclima).
• Incendio.
• Inquinamento elettromagnetico.
• Esposizione a policlorobifenili (PCB).
Il contatto è la forma di rischio statisticamente più frequente, può avvenire per:
• contatto diretto su un cavo di alimentazione privo di un corretto isolante;
• contatto sul corpo macchina sulla quale ci sia dispersione di corrente;
• arco elettrico;
• dispersione di corrente in ambiente fortemente umidificato;
• contatto con liquidi sversati accidentalmente nei pressi di una fonte elettrica;
• contatto con altro lavoratore colpito da scarica elettrica.
Installazioni di impianti elettrici eseguite da personale non qualificato e/o errori nell’installazione, scarsa manutenzione e controllo degli organi elettrici, in particolare degli isolamenti nei punti di contatto o delle condizioni di usura delle guaine d’isolamento, sono la maggiore causa di contatto elettrico accidentale. Inoltre, contatti accidentali possono verificarsi per la caduta di oggetti su circuiti elettrici oppure per il contatto su linee aeree in tensione di materiale movimentato. Esempio: un tondino di ferro movimentato manualmente che entra in contatto con una linea aerea di illuminazione (in cortile o in strada). Una situazione particolare di contatto è l’arco elettrico; si verifica quando una persona, non isolata da terra, si trova vicino a un conduttore ad alta tensione (linea elettrica, trasformatore): la differenza di tensione dei due conduttori (uomo - fonte) crea un passaggio di corrente che, se superiore alla resistenza dell’aria, colpisce la persona folgorandola. Le conseguenze della folgorazione sono direttamente proporzionali sia alla tensione e all’intensità di corrente che colpisce il soggetto, sia alla resistenza di quest’ultimo. Abbiamo detto che il corpo umano è un conduttore di energia elettrica e che molte delle sue funzioni avvengono tramite impulsi elettrici, le cui potenze sono chiaramente di molto inferiori a quelle usate nei cicli produttivi. Quindi, i danni possono essere devastanti e il rischio di morte è molto elevato. A parità di tensione e intensità, i danni saranno inversamente proporzionali alla resistenza del corpo ricevente: se la persona colpita ha una bassa resistenza (direttamente a contatto con il terreno o con un altro conduttore) i danni saranno maggiori, anche se ben isolata.
Le conseguenze della folgorazione sono:
• Per folgorazioni di lieve entità, la sintomatologia è essenzialmente di ordine soggettivo: scossa più o meno intensa accompagnata da sensazione di pizzicamento, di calore o dolore. Si tratta di sensazioni fugaci e la ripresa funzionale è rapida.
• Per entità maggiori si evidenzia la comparsa di intense contrazioni muscolari che possono comportare la proiezione della vittima a distanza; in questo caso, ai danni da contatto elettrico si associano i traumi della caduta. Oppure si può verificare l’impossibilità di distacco della vittima dal conduttore e del controllo muscolare; se la tensione non viene interrotta, si verificano gravi ustioni nei punti di contatto e le contrazioni interesseranno anche l’apparato respiratorio e cardiocircolatorio, fino a portare alla morte la persona coinvolta. La morte sopraggiunge per blocco del respiro e arresto cardiocircolatorio; essa pare essere sempre preceduta da un periodo, più o meno breve, di morte apparente. Quest’ultimo aspetto è importante perché, se soccorso in tempo e rapidamente sottoposto a terapia di rianimazione, il soggetto può essere recuperato.
Per soggetti colpiti da folgorazione non immediatamente mortale, si possono manifestare a distanza di alcuni ore o giorni dall’incidente, alterazioni a carico del sistema nervoso, di quello cardiovascolare e degli organi sensoriali.
Innalzamento termico
Per una legge fisica, parte dell’energia elettrica utilizzata per far funzionare una macchina (trasformazione in energia meccanica), si dissipa in calore, facendo così aumentare la temperatura delle superfici vicine. Questo fenomeno comporta rischi di ustioni per contatto e di innalzamento della temperatura ambientale, che si ripercuote sullo stato fisico del lavoratore. Se l’innalzamento delle temperature è tale da superare il punto di infiammabilità di sostanze eventualmente presenti in atmosfera o nelle vicinanze della fonte di calore, si possono verificare incendi e/o esplosioni.
Inquinamento elettromagnetico
Il passaggio di corrente provoca la formazione di campi elettromagnetici. I danni derivanti da esposizione a tali campi sono oggetto di forte dibattito nella comunità scientifica internazionale, soprattutto per gli effetti cronici. Si nutrono comunque forti sospetti per quanto riguarda l’esposizione a campi elettromagnetici con frequenze di 50 Hz, che sono tipicamente emesse dai conduttori di corrente elettrica.
Esposizione a Policlorobifenili
I policlorobifenili sono stati, in passato, ampiamente utilizzati come additivi degli oli diatermici nei grandi trasformatori; essi sono classificati come sostanze tossiche e sospette cancerogene. L’esposizione a tali oli è prevedibile solo per quei lavoratori addetti alla manutenzione dei trasformatori, o in caso di incidente che comporti la fuoriuscita di olio diatermico dagli stessi.

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