SCELTA DEL SISTEMA DI TRATTENUTA

SCELTA DEL SISTEMA DI TRATTENUTA

TIPOLOGIA DI ANCORAGGIO IN FUNZIONE DELLE NECESSITÀ OPERATIVE
Prima di parlare delle singole tipologie di ancoraggio si ritiene opportuno elencare i criteri generali da adottare nella disposizione dei punti di ancoraggio:
• la fase di installazione degli ancoraggi deve avvenire ovviamente in condizioni di sicurezza
• i punti di ancoraggio, quando possibile, vanno posizionati sempre più in alto del punto di aggancio sull’imbracatura per limitare lo spazio di una eventuale caduta. Ancoraggi posti al di sotto del livello dell’imbracatura determinano spazi di caduta libera maggiori
• il passaggio da un ancoraggio all’altro nella fase di lavoro o il primo aggancio nella fase di accesso
in quota, deve avvenire evitando che l’operatore non risulti agganciato o protetto
• possono essere previsti più punti di ancoraggio, anche di tipologia diversa, da utilizzare contemporaneamente e sequenzialmente per garantire le migliori condizioni di trattenuta dell’operatore
• gli ancoraggi devono essere sottoposti a prove di resistenza con la metodologia indicata nelle norme tecniche di riferimento

PUNTO DI ANCORAGGIO FISSO
Possono essere utilizzati come punti di ancoraggio:
• parti della struttura edilizia di idonea resistenza
• opere provvisionali a loro volta ancorate a parti fisse (es. ponteggi)
• dispositivi di classe A1 e A2 progettati secondo la norma UNI EN 795 e destinati ad essere fissati a superfici verticali, orizzontali o inclinate.
In via generale l’uso di punti di ancoraggio fisso risulta idoneo per lavori in postazione fissa o con ridotta necessità di movimento.
Ogni ancoraggio deve avere una resistenza minima di 10 kN (circa 1000 Kg).
Ad esso può essere agganciato un solo operatore

ANCORAGGI PROVVISORI PORTATILI
Gli ancoraggi provvisori e portatili sono dispositivi di varia forma che sfruttano l’appoggio a contrasto con strutture portanti come indicato in figura. I tipi più diffusi sono: trave trasversale, perni con ritenuta, treppiede.
Sono utilizzati in casi particolari dove non esistono soluzioni alternative o per operazioni occasionali quali il salvataggio, lavori entro aperture nei solai, tetti, ecc.

LINEA DI ANCORAGGIO ORIZZONTALE
Le linee di ancoraggio orizzontali possono essere del tipo flessibile o rigido.
La linea di ancoraggio orizzontale flessibile è costituita da una fune metallica o sintetica tesa tra due punti di ancoraggio alle estremità e sostegni rompitratta ogni 6 ÷ 10 m. La resistenza minima dell’ancoraggio e delle strutture deve essere una volta e mezzo la forza consentita dal progetto del fabbricante. E’ idonea per installazioni provvisorie e per usi non frequenti. Essa risulta più facilmente configurabile. Alcuni modelli comprendono anche il dispositivo assorbitore di energia.
La linea di ancoraggio orizzontale rigida è costituita da una guida metallica ancorata a parti fisse, su cui scorre un dispositivo di aggancio. La resistenza minima dell’ancoraggio e delle strutture deve essere di 10 kN (circa 1000 kg) più 1 kN (100 kg) per ogni operatore successivo.
E’ idonea per installazioni definitive e un uso frequente. I fissaggi intermedi non ostacolano il passaggio. Entrambe le soluzioni consentono l’esecuzione di lavori con ampia necessità di movimento, su piani orizzontali o inclinati. La loro estensione deve essere studiata in modo da ridurre al minimo la caduta verso le estremità delle stesse.

LINEA DI ANCORAGGIO VERTICALE OD OBLIQUA
Le linee di ancoraggio verticali od oblique possono essere del tipo flessibile o rigido.
La linea verticale od obliqua flessibile è costituita da una fune tesa, quella verticale od obliqua rigida è costituita da una guida metallica.
Ad ogni linea di ancoraggio può essere agganciato un solo operatore.
I punti di fissaggio della fune o guida verticale devono avere le caratteristiche di resistenza di un punto di ancoraggio fisso.
Il dispositivo assorbitore di energia può essere integrato direttamente nella linea. Entrambe le soluzioni sono idonee per spostamenti o lavori su piani verticali o molto inclinati.
La linea di ancoraggio verticale rigida è idonea per installazioni definitive e un uso frequente.
La linea di ancoraggio verticale flessibile è idonea per installazioni provvisorie e un uso non frequente.
Essa risulta più facilmente configurabile

ANCORAGGIO A CORPO MORTO
Sono dispositivi costituiti generalmente da masse metalliche modulari o di calcestruzzo (dischi, plinti), o da contenitori colmi d’acqua, con la funzione di contrappeso in caso di caduta dell’operatore.
Sono dotati di uno o più punti di ancoraggio in base al numero di operatori che può essere collegato contemporaneamente, in rapporto al peso del cosiddetto “corpo morto”.
Il corpo di ancoraggio deve essere sistemato in posizione opportuna a una distanza non inferiore a 2,5 m dai lati verso il vuoto.
Tale dispositivo di ancoraggio è utilizzabile su superfici orizzontali o con inclinazione inferiore al 10 % (circa 5°). Risulta idoneo per lavori con ridotta necessità di movimento su piani orizzontali. Non è applicabile su coperture non portanti

Nelle tabelle sottostanti tratte dalle linee guida ISPESL sono riportati in sintesi le tipologie di ancoraggio precedentemente descritte con i relativi requisiti.
Per maggiori approfondimenti si consiglia di consultare la norma UNI EN 795
DPI

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