Sicurezza e fattore umano

Sicurezza e fattore umano
Ogni attività produttiva utilizza due tipologie di risorse: le risorse materiali e le risorse umane. Queste ultime vengono spesso incluse nell’espressione “Fattore Umano”. Definito come l’insieme delle risorse umane e delle attività da queste svolte per conseguire i fini organizzativi.

Il fattore umano si riferisce, quindi, a lavoro, organizzazione e individuo. Tutti e tre influiscono sul comportamento e quindi anche sulla salute e la sicurezza nel luogo di lavoro. Per ridurre i rischi connessi al fattore umano occorre intervenire in primis sulle modalità di gestione del lavoro e poi sul comportamento del singolo individuo.

La normativa europea in materia di salute e sicurezza sul lavoro riconosce l’importanza del fattore umano e sottolinea la necessità di creare modelli organizzativi che ne tengano conto, modelli che includano la formazione e l’informazione del lavoratore e la programmazione di attività che coinvolgano tutti i lavoratori. Tali principi vengono riportati dalla norma BS OHSAS 18001:2007 e dalle Linee Guida UNI-INAIL per i Sistemi di Gestione di Salute e Sicurezza sul Lavoro.

La prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro deve considerare il sistema lavorativo nel suo insieme, quindi prendere in considerazione tutte le condizioni che potrebbero portare a un infortunio. Secondo diversi studi il fattore umano ricopre una responsabilità predominante negli incidenti sul lavoro, seppure non esistano statistiche esatte su tale argomento perché c’è una difformità nella raccolta dei dati in Europa e perché spesso i dati riguardanti gli incidenti che si verificano non sono adeguatamente completi per poter valutare l’effettiva incidenza del fattore umano.

Rimane il fatto che è sempre maggiore l’interesse a creare sistemi che neutralizzino o minimizzino i comportamenti negligenti o difformi rispetto a quanto previsto dalla norma. In questo frangente è fondamentale distinguere il comportamento scorretto ed errore involontario, quest’ultimo si riferisce infatti a un evento accidentale che si può verificare anche nel pieno rispetto di tutte le norme previste, a causa di fattori oggettivi di rischiosità: i fattori tecnici, i fattori oggettivi di tipo ambientale, e fattori legati a condizioni di lavoro disagiato.

Il fattore umano interviene invece nei casi di fattori soggettivi, cioè del tutto dipendenti alla condotta e ai comportamenti dei lavoratori. Il fatto che siano soggettivi non li rende del tutto imprevedibili, esistono infatti delle liste di comportamenti negativi che si riscontrano di frequente e che hanno una valenza negativa nei confronti della sicurezza.

L’errore umano è definito come:

mancata percezione e/o riconoscimento della situazione di pericolo riconoscimento del pericolo ma fallimento nelle scelte decisionali (es. eccessivo carico di informazioni da gestire in relazione alle caratteristiche dell’operatore) scelte decisionali corrette ma fallimento nell’operatività conseguente (incapacità fisica o psichica; risposta inaspettata)
Per evitare il verificarsi dell’errore umano andrebbero sviluppate quelle che vengono indicate come Non-Technical Skill, ovvero tutte quelle competenze cognitive, sociali e personali, complementari alle competenze tecniche. Se i lavoratori possiedono e sviluppano le Non-Technical Skill è verificabile una sensibile riduzione della probabilità che si verifichi un errore.

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