uso del videoterminale

uso del videoterminale
Parlando delle attuali conoscenze relative agli effetti patologici legati all’uso del videoterminale, numerose indagini cliniche ed epidemiologiche svolte negli ultimi anni hanno evidenziato che i principali quadri sindromici attribuibili al lavoro ai VDT possono essere rapportati a quattro gruppi:
• disturbi visivi;
• disturbi muscolo-scheletrici;
• disturbi psicosomatici;
• quadri cutanei di tipo irritativo e/o allergico.

Per quanto riguarda i disturbi visivi si può affermare, sulla base dei numerosi e autorevoli studi effettuati al riguardo, che non esiste alcuna evidenza di danni permanenti dell’apparato visivo nei lavoratori addetti all’uso di VDT.
È, invece, ormai accertato che tale tipo di attività, così come tutti i lavori che sottopongono a sforzo eccessivo e prolungato l’apparato visivo, provoca la comparsa di affaticamento visivo (astenopia), tra l’altro completamente e rapidamente reversibile, caratterizzato da sintomi quali annebbiamento della vista durante il lavoro, perdita del fuoco nella visione lontana dopo il lavoro, cefalea, a volte diplopia durante il lavoro, cefalea anche lontano dal lavoro, sfarfallio dell’immagine, aloni colorati o visione rosata, lacrimazione o secchezza, sensazione di sabbia sotto le palpebre, bruciore, fotofobia etc.
In particolare nei soggetti miopi, astigmatici ed ipermetropi è stata riscontrata la più alta incidenza di astenopia, mentre non risulta essere chiamata in causa la presbiopia, soprattutto se ben corretta. Maggiormente colpiti sono soggetti di sesso femminile tra la terza e la quinta decade di vita.
I fattori causali sono molteplici, legati sia al particolare impegno del compito visivo, sia a fattori ambientali che possano aumentare la difficoltà dell’impegno visivo, come nel caso dell’abbagliamento, o determinare la diffusione di agenti irritanti per l’apparato oculare, come nel caso del fumo di sigaretta, della formaldeide, dei composti organici volatili o di altri agenti rapportabili al cosiddetto “inquinamento indoor”, oppure, ancora, attraverso condizioni microclimatiche, come nel caso di bassa umidità relativa, con conseguente eccessiva evaporazione del film lacrimale.
I disturbi muscolo-scheletrici sono caratterizzati da dolori, rigidità e parestesie localizzati per lo più alle braccia, in particolare ai polsi e alle dita, al collo, alla schiena, alle gambe e alle estremità. Tali sintomi sono riconducibili a posture fisse prolungate e spesso non corrette a causa dell’inadeguatezza del posto di lavoro: sedile troppo basso, anomala dislocazione dello schermo rispetto agli occhi, etc..
I disturbi psicosomatici sono di vario tipo: cefalea; che tuttavia è legata anche ad alterata postura, dispepsia, insonnia etc., come è stato rilevato attraverso le risultanze di indagini condotte tramite questionari.
I quadri cutanei, con le caratteristiche delle dermatiti da contatto, irritative o allergiche, sono riconducibili all’inquinamento “indoor” e, quindi, agli stessi agenti, irritanti o allergizzanti, già menzionati relativamente ai disturbi

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