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ALCUNE CONSIDERAZIONI SULLA FORMAZIONE DEL PERSONALE

Le caratteristiche dei DPVR e le modalità comportamentali al loro utilizzo presentano complessità crescenti in relazione alla gravità dei rischi dai
quali ci si deve difendere. È estremamente importante, quindi acquisire tutte le informazioni necessarie al fine di poter operare in piena sicurezza.
Queste informazioni devono essere precise, complete e comprensibili (anche in considerazione dell’eventuale presenza di lavoratori stranieri) e devono evidenziare i rischi da cui ci sì deve difendere, ponendo in particolare risalto i limiti di impiego degli stessi.
La formazione e l’addestramento devono essere calibrati sulle specifiche tipologie dei dispositivi da utilizzare e in generale, dovrebbero comprendere:

• le informazioni sui rischi presenti;


• le nozioni sulla respirazione umana;


• le modalità d’uso appropriate degli apparecchi;


• il funzionamento, le possibilità e i limiti dell’apparecchio;


• le modalità di sostituzione dei filtri, delle bombole o delle cartucce;


• la modalità di corretto indossamento dell’apparecchio;


• i comportamenti da tenere in caso di anomalie durante l’uso (procedure d’emergenza);


• la conoscenza da parte dell’utilizzatore della mancanza di protezione in caso di mancato uso dell’apparecchio.

Come si evince dalla normativa europea riportata in questo documento, vi è la necessità che vi sia almeno un addetto a carico dell’impresa, detto Supervisore, che abbia le conoscenze relative all’utilizzo, alla gestione e alla revisione di dette attrezzature. La sua formazione dovrebbe prevedere almeno un programma da 8 a 20 ore per autorespiratori a ciclo aperto e a ciclo chiuso, sui seguenti argomenti, laddove applicabili (come da ex UNI Norma UNI 10720 “Guida alla scelta ed all’uso degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie”, sostituita dalla presente UNI 52900):

• struttura e organizzazione del programma di protezione respiratoria nello stabilimento, ivi compresi i piani di emergenza;


• composizione ed effetti delle sostanze pericolose in questione (gas, vapori, nebbie, polveri);


• conseguenze di un’insufficienza dell’ossigeno sull’organismo umano;


• respirazione umana e aspetti fisiologici;


• classificazione, struttura, funzionamento e prove dei DPVR e degli apparecchi di rianimazione;


• limite dell’effetto protettivo, durata di impiego, sostituzione delle bombole e delle cartucce di rigenerazione;


• indossamento dei DPVR e degli indumenti protettivi;


• comportamento riguardo la protezione respiratoria durante l’addestramento, durante l’uso effettivo e in caso di fuga;


• conservazione e manutenzione.

A questa fase segue obbligatoriamente l’addestramento per abituare l’utilizzatore all’impiego dei respiratori isolanti e, se necessario, per rendere familiare l’uso di dispositivi di misura e ausiliari.
L’aggiornamento della formazione, solitamente della durata di 2 ore, deve essere effettuato nel modo seguente:

a) due volte l’anno per coloro che utilizzano gli autorespiratori ad aria compressa a circuito aperto e gli autorespiratori a circuito chiuso, se devono
effettuare operazioni di salvataggio e se gli apparecchi non vengono utilizzati frequentemente;

b) una volta l’anno per coloro che utilizzano gli autorespiratori durante il lavoro, se gli apparecchi vengono utilizzati frequentemente;


c) non è necessario ripetere prove pratiche se gli apparecchi vengono utilizzati frequentemente.

È ovvio che, se i dispostivi di protezione vengono impiegati in abbinamento con altri DPI, formazione e addestramento dovranno comprendere anche questi tipi di dispositivi, approfondendo in modo particolare gli aspetti di collegamento tra loro.

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