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AMBIENTI CONFINATI CON POSSIBILE PRESENZA DI AGENTI CHIMICI INFIAMMABILI O ESPLOSIVI

Negli ambienti confinati, oggetto del presente documento, si può verificare la presenza di atmosfere potenzialmente esplosive, generate dalla
presenza di gas infiammabili o polveri combustibili.
All’interno di vasche e nelle fosse biologiche, nei collettori fognari, nell’ambito delle strutture dei depuratori, nei serbatoi utilizzati per lo stoccaggio dei liquami, si verifica la presenza di biogas in cui la percentuale di metano può variare dal 50% all’80%.
Negli altri casi, sorgenti di atmosfera esplosiva costituita da gas possono essere dovuti ai residui di materiale lasciato, a seguito di operazioni di svuotamento, all’interno di tali ambienti che non sono stati poi bonificati o lo sono stati solo parzialmente. Bisogna considerare che anche la presenza di aperture sulla sommità potrebbe non essere sufficiente a garantire la rimozione della sostanza fino ad un livello di concentrazione non pericolosa.
Occorre ancora tener presente che all’interno di questi ambienti e strutture confinate si possono creare zone di intrappolamento, causate dalla geometria particolare del luogo, che favorisce il ristagno dell’atmosfera pericolosa.

Le atmosfere esplosive all’interno di questi ambienti possono anche essere generate da particolari processi che vi abbiano luogo, quali:


• operazioni di verniciatura;


• lavaggio con liquidi e solventi;


• applicazione di rivestimenti superficiali;


• perdite di sostanze infiammabili da tubazioni e valvole;

• reazioni chimiche che possono produrre vapori o gas infiammabili.


Le polveri infiammabili si trovano nei silos di stoccaggio, per esempio di cereali e prodotti alimentari, o in serbatoi e contenitori di varia natura. Il
rischio di esplosione è associato al sollevamento della polvere presente in residui o depositi (filtri, cicloni) o in corrispondenza al carico ed allo scarico del materiale, ad esempio in prossimità di tramogge, griglie, nastri trasportatori.
Il rischio di esplosione sussiste se è presente una sorgente d’innesco che abbia un’energia sufficiente ad accendere la miscela infiammabile: una sorgente di accensione con queste caratteristiche si dice efficace.
Esistono diversi tipi di sorgenti in grado di innescare un’atmosfera esplosiva, queste sono:

• scariche elettrostatiche: le scariche elettrostatiche possono essere caratterizzate da energie dell’ordine delle decine di mJ, e quindi essere in grado
di innescare la maggior parte delle atmosfere esplosive. Non è infrequente che operatori possano caricarsi per via induttiva fino a potenziali dell’ordine delle decine di kV;

• scintille di origine meccanica;


• fiamme libere;


• onde elettromagnetiche;


• radiazioni ionizzanti;


• ultrasuoni;


• superfici calde;


• scariche elettriche;


• scariche atmosferiche;


• reazioni esotermiche.

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