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Andor: La salute dei lavoratori resta una priorità anche con la crisi

“Nell’attuale clima economico, in cui
molti europei si trovano a far fronte a un carico di lavoro maggiore e le organizzazioni tentano di fare di più con meno risorse, la Campagna europea “Ambienti di lavoro sani e sicuri” da la possibilità di diffondere il messaggio per cui anche in periodi difficili la sicurezza dei lavoratori non può essere messa in discussione e deve rimanere una priorità assoluta. I vincoli fiscali e la difficile situazione dei mercati del lavoro non devono far dimenticare una verità più grande, vale a dire che un posto di lavoro sano e sicuro è anche un bene per l’azienda”.
Con queste parole il Commissario europeo per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione László Andor è intervenuto al Vertice organizzato dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro che si è tenuto, in novembre, a Bilbao.Un evento che ha segnato la conclusione della Campagna biennale sulla manutenzione sicura.

“Ambienti di lavoro sani e sicuri”
e ha riunito esperti e policy maker europei per discutere dei risultati dell’iniziativa, confrontarsi sulle buone pratiche e analizzare le strategie future volte alla promozione della salute e della sicurezza sui posti di lavoro.
La manutenzione viene svolta in tutti i settori industriali e rientra fra i compiti quotidiani della maggior parte dei lavoratori, non soltanto dei tecnici e degli ingegneri.
La manutenzione di attrezzature, impianti, edifici o mezzi di trasporto rappresenta un processo fondamentale per preservare la salute e la sicurezza dei lavoratori, ma allo stesso tempo comporta un’attività pericolosa:

secondo le ultime stime dell’Eurostat,
in Europa, circa il 15-20% degli infortuni e il 10-15% delle morti sul lavoro sono collegate ad operazioni di manutenzione. In particolare, i dati mostrano che fra il 2005 e il 2006, l’incidenza delle operazioni di manutenzione sul totale degli infortuni è stata pari al 20% in Belgio, al 18-19% in Finlandia, al 14-17 % in Spagna e al 10-14 % in Italia. I lavoratori impegnati nelle attività di manutenzione possono essere soggetti a disturbi muscolo-scheletrici, nonché contrarre malattie della pelle e respiratorie dovute al contatto con sostanze pericolose e patologie causate dall’esposizione a rischi biologici. Inoltre, gli addetti alla manutenzione sono esposti a numerosi rischi di infortunio, fra cui le cadute e gli urti.

“La Campagna di informazione e sensibilizzazione
“Ambienti di lavoro sani e sicuri” ha permesso di raggiungere milioni di lavoratori europei direttamente nei posti di lavoro e nella loro lingua”, ha dichiarato il direttore dell’EU-OSHA Christa Sedlatschek, aggiungendo: “Dal lancio nell’aprile 2010, la Campagna ha mobilitato circa diecimila persone attraverso oltre trecento incontri con i partner nazionali, sessioni informative e attività di sensibilizzazione, tutte con lo scopo di mettere in primo piano l’importanza della manutenzione sicura”.
Un’adeguata manutenzione e, di conseguenza,una migliore gestione della salute e sicurezza sul lavoro, comporta dei benefici economici significativi anche per i datori di lavoro. Secondo una ricerca condotta dall’Associazione internazionale di sicurezza sociale (Issa), il rapporto costi-benefici degli investimenti nella prevenzione sarebbe di uno a 2,2. Il costo della formazione è,infatti, minimo rispetto ai costi legati alla riabilitazione e all’assenteismo.
L’importanza di promuovere una reale cultura della prevenzione in materia di salute e sicurezza sul lavoro è stata il fulcro del messaggio lanciato dal XIX Congresso mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro, organizzato da Ilo, Issa e ministero del Lavoro turco, che si è svolto a Istanbul nel mese di settembre. Il rapporto dell’Ilo “Tendenze globali e sfide in materia di sicurezza e salute sul lavoro”, presentato in occasione del Congresso, denuncia che fra il 2003 e il 2008 il numero totale di incidenti e malattie professionali è aumentato: in media si registrano 6.300 morti al giorno legate al lavoro e circa 317 milioni di lavoratori vittime di incidenti sul lavoro ogni anno.

“La recessione economica mondiale influisce in modo significativo sulle condizioni di lavoro - si legge nel rapporto – e la maggiore intensità del lavoro dovuta alla necessità di preservare la produttività dell’impresa può portare a una riduzione del tempo dedicato alla prevenzione, rendendo meno efficaci i sistemi di gestione della sicurezza e della salute sul lavoro”. In particolare, i programmi di manutenzione degli impianti industriali rischiano di essere sottoposti a dei tagli di bilancio con conseguente aumento del rischio di incidenti e una mancanza di investimenti in nuove attrezzature.

“Ciò implica che i lavoratori continueranno a lavorare con installazioni, attrezzature e strumenti più vecchi e più pericolosi”, sostiene il rapporto Ilo.

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