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La strategia del Ministero dell’Interno Educare gli under trenta con la Polizia stradale

La Polizia stradale, insieme con l’Università di Roma La Sapienza, studia i giovani automobilisti per educarli alla guida ed evitare gli incidenti stradali che sono fra le prime cause di mortalità degli under trenta. Al Ministero dell’Interno la legge affida il coordinamento dei servizi di polizia stradale da chiunque espletati. Azione di coordinamento che è espressione della natura della sicurezza stradale, trasversale a diverse competenze e responsabilità. La tutela di un settore strategico come quello della mobilità e della salvaguardia della vita sulle strade passa, infatti, necessariamente per il coinvolgimento di tutti coloro:
- forze di polizia, amministrazioni statali, concessionari delle strade, associazioni, enti locali, soggetti pubblicie privati che possono contribuire ad elevare gli standard di sicurezza e ridurre il numero e la gravità degli incidenti stradali.
Nell’esercizio del coordinamento, il Ministero dell’Interno si avvale della Polizia Stradale, quale settore specializzato della Polizia di Stato deputato a garantire l’esercizio della libertà di circolazione, come libertà fondamentale tutelata dalla Costituzione,nel rispetto della legalità e della sicurezza. Esigenza nata con l’avvio della prima motorizzazione e che risulta di strategica attualità dopo oltre 60 anni se in Italia l’incidenza del trasporto su strada arriva a rappresentare oggi il 90% circa del traffico interno viaggiatori ed il 62% di quello merci complessivo; se con l’abbattimento delle frontiere, i corridoi di circolazione sono divenuti transeuropei e serve una professionalità sempre più qualificata anche per il controllo degli stranieri;
se, considerato il numero delle vittime per incidente stradale (4.731 morti e 310.739 feriti nel 2008), la tutela della vita passa necessariamente per un impegno a tutto campo nella prevenzione, nei controlli e nell’informazione. In particolare, la comunicazione sui temi della sicurezza stradale è andata assumendo un ruolo strategico per contribuire a quel cambiamento culturale necessario ad elevare i livelli di sicurezza sulle strade. In questa ottica, l’incontro ed il dialogo con i giovani rappresenta una nuova prospettiva d’intervento della Polizia Stradale che si rinnova.
L’obiettivo è quello di contrastare le idee e i comportamenti dei ragazzi che li mettono troppo di frequente a rischio sulle strade:
l’incidente stradale rappresenta,infatti, per gli under trenta la prima causa di mortalità (prima della droga e della malattia).
E’ una meta ambiziosa,quella di correggere e migliorare i comportamenti sociali attraverso la comunicazione che deve essere autorevole ed efficace, in sintonia con il linguaggio dei giovani.
Occorre passare attraverso le loro emozioni per attivare pensieri, sentimenti e volontà.
Non è un caso se larga parte del percorso della Polizia Stradale nell’approccio con i giovani per parlare di sicurezza stradale negli ultimi anni sia anche il risultato di una collaborazione forte con il Dipartimento di Psicologia della Sapienza, Università di Roma. I metodi e le conoscenza della ricerca hanno trovato applicazione in un settore ad altissima rilevanza sociale, come quello della prevenzione del fenomeno degli incidenti stradali, e i risultati immediati sono rappresentati dalla costruzione di nuovi modelli formativi nel campo dell’educazione stradale capaci d’incidere sui comportamenti e sulla percezione dei rischi. Si tratta di un’alleanza importante: un’istituzione con una professionalità consolidata come la Polizia Stradale e un prestigioso e autorevole ateneo che lavorano insieme e ciascuno si arricchisce delle conoscenze dell’altro per favorire la cultura della legalità. Il Dipartimento di Psicologia dell’università La Sapienza e la Polizia Stradale hanno, quindi, effettuato una ricerca dalla quale emerge che i video schock non sono sufficienti per educare gli automobilisti alla sicurezza stradale. Auto distrutte e feriti al centro di filmati da utilizzare per campagne informative di prevenzione non aiutano necessariamente i giovani automobilisti a rispettare le regole del codice della strada e ad evitare incidenti di cui spesso sono vittime. Lo studio ha l’obiettivo di fornire un orientamento, supportato con metodo scientifico, sulla questione dibattuta, non solo nel nostro Paese, del tipo di immagini più utili per l’educazione stradale. La ricerca ha creato situazioni sperimentali con l’impiego di video che riproducono incidenti live per analizzarne gli effetti della visione. Dai dati emerge che l’uso del solo filmato che mostra incidenti gravissimi produce una immediata risposta emotiva, talvolta negativa e di rifiuto. Se invece il filmato è accompagnato da una spiegazione fornita da operatori esperti si raggiunge un buon effetto sia sugli aspetti emotivi sia su quelli cognitivi: l’osservatore presta maggiore attenzione, ha maggiore facilità di ricordo della situazione e migliore comprensione delle dinamiche che hanno prodotto l’incidente. La ricerca sull’impiego dei filmati nella formazione in tema di educazione stradale è stata realizzata su un campione di 170 uomini e donne di età compresa tra i 19 e i 56 anni. Il campione è stato suddiviso in tre gruppi sperimentali: condizione video con spiegazione, condizione solo video, condizione solo spiegazione. I principali risultati sull’efficacia istruttiva mostrano che le condizioni “solo spiegazioni” e “video con spiegazioni” sono state valutate positivamente mentre la condizione “video senza spiegazione” ha ottenuto risultati molto bassi. Gli intervistati ritengono che la condizione “solo video” non sia sufficientemente istruttiva, si ha la necessità di spiegazioni ulteriori che chiariscano la dinamica degli incidenti. La presenza di ulteriori spiegazioni di tipo verbale aiuta a comprendere meglio le cause e a ipotizzare le conseguenze degli incidenti.

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