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PROCEDURA PER ZONE A ELEVATO RISCHIO

Per l’accesso agli ambienti a rischio certo, ad esempio l’ingresso in una cisterna che contenga residui nocivi con insufficiente ventilazione, si potrà accedere solo se il problema non sia risolvibile in altra maniera, pianificando le operazioni essenziali con l’impiego del minor numero di persone compatibilmente con il compito da svolgere; in questo caso, l’accesso delle persone dovrà comunque essere autorizzato.


• Per l’accesso a detti ambienti, potranno essere utilizzati solo idonei dispositivi portatili per la protezione delle vie respiratorie, quali l’autorespiratore o, se ritenuto opportuno, una maschera con tubo a rifornimento d’aria; le operazioni potranno essere compiute da personale specializzato e idoneamente addestrato e informato sulle operazioni da compiere.


• Le persone che entrano in tali ambienti dovranno indossare un adeguato abbigliamento protettivo, l’imbracatura di emergenza, i cavi di sicurezza.


• All’ingresso vi sia un’adeguata apparecchiatura di soccorso e di rianimazione pronta all’uso, il cui funzionamento sia stato testato immediatamente prima dell’accesso a tale ambiente.


• Siano state concordate, tra le persone all’esterno e all’interno, le procedure per il soccorso e che sia presente un’unità di soccorso pronta a intervenire.


• All’esterno dell’ambiente vi sia sempre una persona che, ove possibile, resti in continuo contatto visivo con gli operatori che si trovano all’interno;questi deve restare pronto a dare l’allarme in caso di emergenza.


• L’analisi del rischio in questo caso dovrà anche prevedere se la squadra di emergenza può intervenire con tempestività o dovrà attendere l’arrivo dei soccorsi; dovrà riportare inoltre l’attestazione della idoneità del contesto che presenti caratteristiche tali da permettere di compiere le operazioni di soccorso in sicurezza.

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