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VALUTAZIONE DEI RISCHI IN AMBIENTI CONFINATI

A seguito della valutazione dei rischi, è necessario identificare tutte quelle misure che evitino di effettuare direttamente le attività negli spazi
confinati.
Quando non risulta ragionevolmente possibile effettuare la lavorazione senza entrare nello spazio confinato, è necessario identificare tutte
le misure che occorre adottare, per eseguire il lavoro in condizioni di sicurezza. Nei lavori in spazi confinati, dove i lavoratori sono esposti a rischi particolarmente elevati per la loro salute e sicurezza, devono essere adottati i Dispositivi di Protezione Collettiva (DPC). I rischi residui, che non possono essere soppressi dai DPC, devono essere eliminati o ridotti mediante l’uso di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).
I rischi non riguardano solamente i lavoratori preposti ai lavori in spazi confinati, ma anche tutte le persone addette al soccorso e al salvataggio,soprattutto se non adeguatamente informate, formate, addestrate ed equipaggiate.
Quando si effettua la valutazione dei rischi, è necessario reperire ogni tipologia di informazioni disponibili sullo spazio confinato in esame. Tali informazioni possono, ad esempio, riguardare i processi eseguiti o quelli che si dovrebbero effettuare durante l’attività prevista, i disegni e/o la configurazione del luogo confinato.
Particolare attenzione dovrà essere posta, qualora si preveda una variazione delle dimensioni e della geometria del luogo confinato, alle attività da effettuare e alle condizioni ambientali. La Figura 6 mostra una metodologia di individuazione, di eliminazione e riduzione dei rischi specifici professionali. La riduzione dei rischi può essere realizzata attraverso la modifica delle procedure di lavoro in modo da evitare il più possibile la necessità di entrare nello spazio confinato, come ad esempio:

• la verifica dall’esterno dell’atmosfera interna dello spazio confinato, mediante l’utilizzo di strumenti manovrati a distanza;


• l’utilizzo di attrezzature manovrate a distanza, per bonificare i silos nei quali si sono formati blocchi di granaglie sfuse a forma di ponte, che
potrebbero crollare;

• l’utilizzo, per il controllo, di sistemi di televisione a circuito chiuso.

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