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CLASSIFICAZIONE DI PERICOLOSITÀ DI AMBIENTI CONFINATI E RELATIVE PROCEDURE

In analogia a quanto vigente in normativa internazionale (Codice di Navigazione IMO), sulla base delle valutazioni chimiche condotte, è possibile
raggruppare i tipi di sostanze o preparati che possono sottossigenare o intossicare l’ambiente confinato. La finalità consiste nell’individuazione di due eventuali distinte zone all’interno dell’ambiente confinato esaminato, suddivise in:

• zone a minimo rischio:


frazione di ambiente all’interno della quale le analisi chimiche condotte, unitamente al calcolo della ventilazione, hanno evidenziato un’esposizione
a rischio accidentale (sottossigenazione o intossicazione) per gli operatori potenzialmente controllata;

• zone ad elevato rischio:


frazione di ambiente dove la ventilazione è insufficiente e dove, a causa dei processi lavorativi in atto, la probabilità di accadimento di formazione
di atmosfere pericolose è prevedibile ed elevata.
Assunta questa distinzione, è opportuno fornire due distinte procedure per l’accessibilità agli ambienti di lavorazione (impianti, porzioni di collettori o vasche, cisterne) così definiti.

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