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RISCHI ASSOCIATI ALLA PRESENZA DI AGENTI CHIMICI PERICOLOSI IN AMBIENTI CONFINATI

I principali rischi associati alla presenza di agenti chimici aerodispersi pericolosi (ad esempio: gas, vapori, polveri) in ambienti confinati sono
essenzialmente:

• rischio di asfissia (ovvero mancanza di ossigeno) a causa di:


- permanenza prolungata/sovraffollamento con scarso ricambio di aria,


- reazioni chimiche di ossidoriduzione di sostanze (ad esempio, combustione con rilascio di anidride carbonica, di ammoniaca, di acido
cianidrico, di acido solfidrico);

• rischio di avvelenamento per inalazione o per contatto epidermico:

- per gas, fumi o vapori velenosi normalmente presenti (ad esempio, residui in recipienti di stoccaggio o trasporto di gas) o che possono
penetrare da ambienti circostanti (ad esempio, rilascio di monossido di carbonio), in relazione all’evaporazione di liquidi o sublimazione di solidi normalmente presenti (ad esempio, serbatoi, recipienti) o che possono improvvisamente riempire gli spazi, o rilasciarvi gas,quando agitati o spostati (ad esempio, acido solforico, acido muriatico, zolfo solido).

• rischio di incendio e esplosione si può verificare in relazione alla presenza di:


- gas e vapori infiammabili (ad esempio, metano, acetilene, propano/butano, xilolo, benzene),


- liquidi infiammabili (ad esempio, benzine e solventi idrocarburici),


- polveri disperse nell’aria in alta concentrazione (ad esempio, farine nei silos, nerofumo, segatura),


- eccesso di ossigeno o di ossidanti in genere (ad esempio, a causa di violenta ossidazione di sostanze grasse/oleose; nitrato di ammonio
con paglia o trucioli di legno),

- macerazione e/o decomposizione di sostanze organiche con autoriscaldamento della massa fino a raggiungere la propria temperatura di
autoaccensione.
Come evidenziato, alcune delle condizioni suddette possono già esistere in origine negli ambienti confinati, mentre altre possono sopraggiungere
durante l’esecuzione dei lavori, a causa di operazioni eseguite (ad esempio, esecuzione di saldature), materiali o sostanze (ad esempio, utilizzo di colle, solventi, prodotti per la pulizia), attrezzature di lavoro impiegate (ad esempio, uso di macchine elettriche che producono inneschi), a causa dell’inefficienza dell’isolamento dell’ambiente confinato rispetto ad altri ambienti pericolosi, (ad esempio, perdite da tubazioni presenti negli ambienti confinati o negli spazi limitrofi). Un elemento di amplificazione della gravità delle conseguenze dannose in caso di evento accidentale è presente in tutti i casi in cui gli accessi agli ambienti confinati sono particolarmente disagevoli, (ad esempio, attraverso passi d’uomo, cunicoli o aperture molto piccole) poiché in tal caso la fuga o il soccorso d’emergenza risultano molto difficili. Vale la pena infine evidenziare che nella valutazione dei rischi occorre considerare che, in un medesimo ambiente confinato, potrebbe verificarsi una combinazione di rischi associati alla presenza di una o più agenti che possono avere più di un effetto concomitante, sequenziale o indipendente.

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