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CONCLUSIONI

Sulla base di quanto sopra, si desume l’essenzialità di procedere, come già in essere negli ambiti confinati delle navi con la supervisione e vigilanza delle Capitanerie di Porto, ad una vera e propria preanalisi chimica degli ambienti che costituiscono zona di lavoro. La figura che deve attestare l’inquadramento di detta zona tra quelle a Minima Probabilità di Rischio o a Rischio Certo, come sopra definite, è individuabile in un professionista chimico o perito chimico, il quale rilasci un vero e proprio nulla osta all’esecuzione dei lavori di che trattasi ed all’accessibilità alla zona. Sotto la sua responsabilità, confortata dalle informazioni acquisite e dalle analisi condotte, si potrà ritenere soddisfatto il raggiungimento di un valore di rischio controllato, seppur elevato in ragione delle condizioni particolari di lavorazione ed ubicazione.
La figura di Supervisore, che generalmente viene addestrato a controllare il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, può assolvere a detta specifica fondamentale funzione, a condizione che la sua formazione professionale includa l’acquisizione di requisiti tecnicoformativi con caratteristiche di analista chimico, al pari del consulente chimico portuale.

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