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Si parte con la valutazione dei rischi e dello stress da lavoro Coinvolte tutte le aziende pubbliche e private

Il fenomeno in Europa e le sue cause

Lo stress lavoro-correlato coinvolge in Europa 40 milioni di lavoratori, con costi di assenteismo e di cura che superano i 20 miliardi. Secondo le più recenti statistiche europee, la patologia è in crescita. Per l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, le ragioni dello stress lavoro-correlato sono diverse: l’aumento dell’incertezza e della precarietà, la paura per la perdita del posto di lavoro, alti carichi di lavoro, le pressioni del management, le forti emozioni, il senso di inadeguatezza, ma anche il mobbing e le prepotenze sui luoghi di lavoro, lo squilibrio tra vita e lavoro.

Che cosa è
Lo stress lavoro-correlato viene definito dall’Accordo europeo del 2004 come “una condizione accompagnata da sofferenze o disfunzioni fisiche, psichiche,psicologiche o sociali, che scaturisce dalla sensazione individuale di non essere in grado di rispondere alle richieste o di non essere all’altezza delle aspettative”.
In Italia è previsto dall’articolo 28 del decreto legislativo 81 del 2008, il cosiddetto Testo Unico, che prevede anche le sanzioni per chi non rispetta le regole: da 2.500 a 6.400 euro e la reclusione da tre a sei mesi.

Orari
Anche la distribuzione degli orari di lavoro, l’intensità dei ritmi,gli straordinari, le pressanti richieste di aumentare il contributo lavorativo per superare la crisi costituiscono fonti di stress.

Il test
La valutazione dei rischi da stress va fatta, non sui singoli lavoratori, ma su gruppi di lavoratori che rientrano in classi omogenee e sottoposti allo stesso tipo di rischi. Per esempio, gli addetti a certe lavorazioni oppure per fasce di orario, come avviene per i turnisti.

Destinatari
I datori di lavoro e i responsabili della prevenzione, i medici competenti e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza dovranno attuare un programma di valutazione dei rischi, anche dovuti a stress, che coinvolgono tutte le categorie di lavoratori: dai quadri ai dirigenti, dagli impiegati agli operai, nelle aziende pubbliche e in quelle private.

La scadenza
Secondo le Linee guida tracciate dal Ministero del Lavoro, il termine del 31 dicembre 2010 è inteso come data di avvio della valutazione dei rischi. La tempistica di applicazione e la programmazione operativa potrà travalicare questo termine, ma i tempi definitivi vanno indicati nel documento di valutazione.


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