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Il bilancio della Commissione parlamentare sugli infortuni

Riparte dalla sicurezza sul lavoro l’attività del 2011 del Senato che, nonostante le divisioni politiche, si dimostra compatto sulla necessità di mettere in campo tutti gli strumenti idonei a limitare al massimo il fenomeno degli infortuni sul lavoro.
La
relazione sull’attività svolta nel 2010 dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e sulle ‘morti bianche’ è stata l’argomento delle prime sedute dell’Aula alla ripresa dell’attività parlamentare dopo la pausa natalizia. L’Assemblea di Palazzo Madama,il 12 gennaio, ascoltata la relazione del presidente della Commissione Oreste Tofani (Pdl) ha svolto il dibattito al quale è intervenuto anche il ministro del Lavoro,Maurizio Sacconi, concludendo l’esame con il voto delle risoluzioni di maggioranza e opposizione.
Il Senato è così tornato a sollecitare il Governo a dare completa attuazione alla riforma introdotta dal Testo Unico delle norme in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, adottando gli atti di normazione secondaria, tra cui quelli necessari all’avvio del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro. La stragrande maggioranza dei senatori (221 voti favorevoli e due contrari) ha approvato il dispositivo della risoluzione presentata dal Pdl, mentre i dispositivi delle risoluzioni del Pd e dell’Idv sono stati approvati all’unanimità dall’Assemblea. Il Governo si è così impegnato altresì ad accrescere il coordinamento e le sinergie fra tutti gli enti istituzionali interessati;
a rendere più incisivi i
controlli e la repressione delle infrazioni,attraverso un’applicazione equilibrata ma rigorosa delle sanzioni ed il coordinamento di tutti gli organi ispettivi, in stretta collaborazione con le Forze dell’Ordine;
a promuovere la diffusione della cultura della sicurezza anche all’interno della scuola e dell’università. L’Esecutivo sarà chiamato poi ad assumere le iniziative necessarie per favorire l’emersione delle malattie professionali ancora non rilevate e le attività di prevenzione e di sorveglianza sanitaria, anche attraverso il coinvolgimento dei medici generici e di base, e a favorire uno snellimento delle procedure di riconoscimento e di indennizzo da parte dell’Inail, soprattutto per le patologie ‘non tabellate’; ad introdurre forme di incentivazione volte a premiare le imprese ‘virtuose’ che investono nella sicurezza sul lavoro, attraverso sgravi e agevolazioni fiscali e contributive, nonché a proseguire la concessione di incentivi per la rottamazione e la messa in sicurezza delle macchine ed attrezzature agricole, forestali ed edili, spesso obsolete ovvero prive di adeguati dispositivi di protezione, estendendole anche alle cosiddette ‘opere provvisionali’ dell’edilizia (impalcature, ponteggi, piani di lavoro); ad assumere adeguate iniziative legislative e amministrative, nel rispetto delle disposizioni comunitarie e della libertà d’impresa, per aumentare la sicurezza del lavoro nel settore degli appalti, fissando regole più certe e selettive, non perseguendo il ricorso al massimo ribasso quale criterio di valutazione delle offerte, accrescendo la qualificazione delle imprese e contenendo la pratica del subappalto.
L’obiettivo è quello di estendere, per
quanto possibile, anche al settore privato le garanzie e i controlli vigenti nel settore pubblico. Il Governo dovrà quindi regolamentare l’accesso all’attività di imprenditore edile e fare in modo che, nei luoghi colpiti da calamità naturali, i macchinari e le attrezzature recuperati e reimmessi nel ciclo produttivo siano sottoposti gratuitamente alle necessarie verifiche tecniche.
Iniziative di carattere legislativo ed amministrativo saranno inoltre necessarie ad assicurare un adeguato livello di protezione dei lavoratori impegnati nelle operazioni di smaltimento e trattamento dei rifiuti speciali e pericolosi. Infine, l’Esecutivo si è impegnato a favorire l’adeguamento e la messa in sicurezza degli edifici pubblici, con particolare riguardo a quelli scolastici.

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