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Agricoltura
A livello nazionale, uno dei comparti produttivi a maggior rischio infortunistico è l’agricoltura.
Il settore agro-zootecnico viene considerato, infatti, uno dei settori lavorativi in cui è più elevata la probabilità di accadimento di infortuni e di insorgenza di patologie professionali, basti pensare all’uso di mezzi meccanici, il diffuso trattamento con antiparassitari, l’esposizione a condizioni meteo-climatiche avverse, l’attività lavorativa in presenza di animali, le posture e l’ergonomia precarie.
Questi sono solo alcuni dei fattori di rischio che portano annualmente ad incidenti ed infortuni.
Il settore agricolo si caratterizza per l’esposizione a numerosi fattori di rischio: chimico, fisico, biologico, ergonomico, ecc.
FATTORI DI RISCHIO PER LA SALUTE
- Fattori fisici: Rumore, Vibrazioni, Microclima ed esposizione a radiazioni solari;
- Fattori chimici: Fitosanitari, Pesticidi, Sostanze allergizzanti/irritanti, Cancerogeni;
- Agenti biologici;
- Fattori ergonomici: Movimentazione manuale di carichi, Sovraccarico biomeccanico degli arti superiori.
Rispetto ad altri operatori di altri comparti, gli agricoltori e gli allevatori lavorando all’aperto sono più soggetti a condizioni climatiche avverse, tra queste un maggior rischio da esposizione al sole.
Le loro normali attività lavorative, durante il corso dell’anno, li espone per lunghi periodi ai raggi ultravioletti. La desquamazione, anche lieve, della cute sulle braccia, sul viso, sul naso e sulle orecchie indica un'eccessiva esposizione ai raggi solari.
Gli effetti del calore sul corpo umano possono variare da un semplice malessere a forme anche gravi. Il calore, inoltre, favorisce la sudorazione che, se abbondante, può portare alla perdita di liquidi corporei e, quindi, ad una ridotta tolleranza al calore stesso.
I segni di allarme dello stress da calore sono: stanchezza, cefalea, nausea, perdita di concentrazione, crampi muscolari, vertigini.
Quando si opera all’aperto è opportuno proteggersi da un’eccessiva esposizione ai raggi solari, nei seguenti modi:
- indossare indumenti protettivi, come cappello, maglietta a girocollo (di cotone) con maniche lunghe e calzoni lunghi;
- utilizzare una crema solare con un alto fattore protettivo;
- proteggere particolarmente il naso, le labbra, le orecchie, la testa (soprattutto in presenza di calvizie), il collo e il dorso delle mani;
- riapplicare spesso la crema solare soprattutto se il lavoratore suda abbondantemente;
- lavorare il più possibile all'ombra, in particolar modo nelle ore in cui i raggi del sole sono più intensi (dalle 10.00 alle 16.00);
- utilizzare occhiali da sole per proteggere gli occhi dal sole (rischio di cataratta).
La manifestazione più grave del disagio termico da esposizione ai raggi ultravioletti è il “colpo di calore”.
Nel colpo di calore la persona smette di sudare e la temperatura del corpo aumenta: è una condizione molto grave che può portare a morte l'infortunato e che richiede un immediato ricovero ospedaliero.
Le seguenti condizioni favoriscono gli stress da calore:
- temperature elevate;
- umidità alta;
- ridotto movimento dell'aria;
- abbigliamento inidoneo;
- attività fisica in condizioni di rischio.
Nel settore agricolo, il rischio biologico include, oltre alle malattie trasmissibili dagli animali allevati (zoonosi), anche altre malattie veicolate da organismi viventi, o loro componenti, come il cosiddetto “polmone dell’agricoltore” causato da spore vegetali presenti sulle colture (normalmente fieno che ha subito l’azione di piogge e umidità), malattie derivanti da allergia verso miceti, componenti di vegetali o animali.
Le zoonosi comprendono oltre 150 malattie molto diverse tra loro per eziologia, specificità dell’ospite, meccanismo di trasmissione, distribuzione, manifestazioni cliniche.
I microrganismi possono penetrare nell’uomo:
- attraverso ferite e tagli sporchi di terra;
- a causa del morso di un animale ammalato oppure attraverso il contatto con il suo sangue, la sua urina, ecc;
- attraverso la puntura di insetti che li trasportano dall’animale ammalato all’uomo;
- mangiando e bevendo prodotti (quali latte, uova, carne) provenienti da animali ammalati;
- attraverso il contatto con i liquami delle fosse biologiche e il letame e il liquame utilizzato nelle concimazioni.
Il rischio da esposizione ad agenti chimici pericolosi presente nel comparto agricolo è legato all’utilizzo di prodotti chimici, presenti nelle aziende agricole nelle fasi di preparazione, stoccaggio, trasporto, distribuzione, quali:
- Fertilizzanti e concimi;
- Fitosanitari;
- Disinfettanti;
- Disinfestanti;
- Solventi;
- Oli per macchine agricole;
- Gasolio/Benzina per mezzi e attrezzature agricole.
Occorre prestare la maggiore attenzione possibile all’uso degli antiparassitari, i quali sono sostanze altamente tossiche e nocive che possono comportare notevoli rischi per la salute.
I sintomi e i segni possono essere lievi (malessere generale) ma anche gravi (convulsioni, svenimenti, difficoltà respiratorie) e in caso di intossicazione acuta può verificarsi anche la morte.
Gli antiparassitari possono penetrare nell’organismo attraverso:
- la bocca e quindi per ingestione accidentale (l’antiparassitario viene scambiato per una bevanda o un alimento); per spruzzi sulla faccia; mangiando o fumando senza lavarsi le mani dopo l’uso o la preparazione di antiparassitari; mangiando frutta trattata di recente con antiparassitari;
- il naso e quindi respirando polvere e vapori presenti nel luogo dove vengono conservati gli antiparassitari o che si producono durante la preparazione e il mescolamento degli stessi;
- la pelle (soprattutto mani e avambracci) per contaminazione durante la preparazione ed il mescolamento o durante l’uso in campo.
FATTORI DI RISCHIO UTILIZZO MACCHINE AGRICOLE
Rischio di caduta nelle fasi di salita/discesa dal mezzo, di scivolamento;
Rischio di ribaltamento;
Rischio di presa e trascinamento dell’operatore da parte di organi in movimento;
Rischio di ustione contro parti calde (se motorizzate)
Rischio di investimento di terzi per carenza di visuale durante le manovre
Rischio di proiezione di terra, sassi, elementi metallici
Rischio di incidente stradale.
Molti infortuni legati all’uso delle macchine agricole sono provocati dalla caduta o scivolamento durante le fasi di salita e discesa dalla trattrice o da pedane (macchine agricole semoventi o trainate).
Nel caso di macchine agricole semoventi il rischio di caduta è dato dai seguenti fattori:
- difficoltà di accesso al posto di guida a causa della mancanza di adeguati elementi di appoggio per i piedi; tali elementi devono essere in lamiera antisdrucciolevole, con bordi rialzati, per impedire lo scivolamento laterale del piede e di larghezza adeguata alle esigenze del transito (il gradino più basso deve avere una distanza dal suolo non superiore a 550 mm e l’intervallo tra i gradini deve essere compreso tra 200 e 350 mm);
- mancanza di elementi corrimano e/o maniglioni o simili per le mani in corrispondenza delle pedane di appoggio dei piedi.
Altri infortuni sono dovuti allo schiacciamento e ai relativi traumi a seguito di ribaltamento e/o impennamento per sovraccarico della macchina causato dalle attrezzature portate, per sforzo eccessivo di traino, per eccessiva pendenza del terreno, per manovre brusche anche in condizioni difficoltose (terreni fangosi), per sbilanciamento del carico o delle attrezzature portate, per curve affrontate a velocità troppo elevate.
I danni all’operatore agricolo in caso di ribaltamento possono essere limitati solo attraverso l’uso di trattrici e macchine operatrici semoventi provviste di cabina o altro apparato, costruito solidamente alla macchina e debitamente montato.
La presenza dei dispositivi di protezione antiribaltamento è obbligatoria per le trattrici
a ruote; per le altre macchine semoventi al montaggio del telaio, qualora non sia già stato previsto dal costruttore della macchina, deve provvedere il datore di lavoro.
Inoltre, se sussiste il rischio di schiacciamento del conducente tra la macchina ed il terreno devono essere presenti sulle macchine semoventi idonei sistemi di ritenuta (ad esempio cinture di sicurezza).
Il tipo di infortunio da impigliamento e trascinamento da parte degli organi di trasmissione in movimento può avere esiti molto gravi o mortali, ed è spesso dovuto alla mancanza di protezioni di tali organi e dall’uso di indumenti svolazzanti che possono restare impigliati a parti in movimento.
Fermo restando l’obbligo di segregare gli organi in movimento della macchina qualora non fossero già presenti, occorre apporre alla macchina, nelle vicinanze dei punti pericolosi, idonei pittogrammi (decalcomanie) con la funzione specifica di richiamare l’attenzione del pericolo al fine di evitarlo.
Da dati pubblicati dall’INAIL emerge che circa il 10 % delle cause degli infortuni siano da attribuirsi all’uso di trattori, di questi circa il 35% degli eventi sono mortali.
Oltre agli infortuni legati direttamente all’uso delle macchine, non è da sottovalutare il fattore di rischio e le conseguenti patologie fisiche causate da operazioni come la manutenzione e la regolazione delle stesse.
Al momento dell’acquisto di qualsiasi macchina deve essere verificata l’esistenza del manuale di istruzioni, la marcatura CE e essere in possesso della dichiarazione di conformità.
Le macchine devono essere soggette a regolari revisioni e manutenzioni periodiche.
Una manutenzione puntuale ed accurata, diventa fondamentale perché oltre a garantire nel tempo un vantaggio economico (minore incidenza di rotture e una maggiore durata delle attrezzature) è fondamentale per prevenire incidenti ed infortuni.
MANUTENZIONE ORDINARIA
- operazioni giornaliere (lavaggi per togliere il fango dalla macchina, controllo dei livelli dei liquidi lubrificanti e dei liquidi di raffreddamento, pulizia del prefiltro dell’aria);
- operazioni settimanali (controllo della pressione dei pneumatici e del loro stato di usura, controllo dello stato della batteria);
- operazioni mensili (esempio: cambio dell’olio motore, cambio del filtro dell’olio lubrificante, controllo dell’efficienza dei freni, verifica dell’impianto di sollevamento idraulico).
MANUTENZIONE STRAORDINARIA
- pulizia interna della testa del motore
- controllo del funzionamento degli iniettori
- pulizia completa del filtro dell’aria
- controllo della regolazione dei freni, della frizione, ecc.
MANUTENZIONE PREVENTIVA
Sostituzione dei pezzi entro il periodo indicato dal costruttore, così da evitare guasti e rotture che possono pregiudicare il buono stato della macchina e quindi l’incolumità del conducente.
Per questi controlli è necessario seguire le istruzioni contenute nel libretto di uso e manutenzione della casa costruttrice, che prevede gli interventi in base al numero delle ore lavorate.

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