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RISCHIO STRESS LAVORO CORRELATO

STRESS LAVORO CORRELATO
Lo stress da lavoro è considerato, a livello internazionale, europeo e nazionale, un problema sia dai datori di lavoro che dai lavoratori.
Lo stress, potenzialmente, può colpire in qualunque luogo di lavoro e qualunque lavoratore, a prescindere dalla dimensione dell’azienda, dal campo di attività, dal tipo di contratto o di rapporto di lavoro.

Considerare il problema dello stress sul lavoro può voler dire una maggiore efficienza e un deciso miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, con conseguenti benefici economici e sociali per le aziende, i lavoratori e la società nel suo insieme
Il termine stress, nel linguaggio comune, viene utilizzato per indicare diverse cose e situazioni.
Spesso lo stesso termine è utilizzato sia per indicare le cause dello stress (stressors) sia le conseguenze dello stress (strain).
Il termine stress, nel linguaggio comune, viene utilizzato per indicare diverse cose e situazioni.
Spesso lo stesso termine è utilizzato sia per indicare le cause dello stress (stressors) sia le conseguenze dello stress (strain).
Fenomeno che si verifica in presenza di eventi o caratteristiche di eventi che vengono percepiti dalla persona che li deve affrontare come significativi per il proprio benessere e che vanno oltre le sue capacità di farvi fronte.
In seguito a tale situazione si genera nell’individuo uno stato di tensione psicologica, fisiologica e comportamentale.
Tale tensione può a lungo andare provocare delle conseguenze dannose o patologiche sia a livello individuale che a livello organizzativo. (Cooper, Payne, 1991)
Studiando le reazioni di organismi viventi sottoposti a minacce esterne, Hans Selye, indicato come il “padre” moderno dello stress, scoprì che in tutti gli organismi, dai più semplici ai più complessi, le reazioni seguivano uno schema comune.
La Sindrome generale di adattamento, inizialmente studiata sotto l’aspetto delle reazioni fisiologiche dell’organismo sottoposto a stressor fisici, è stata successivamente riscontrata nei soggetti umani anche nei confronti di stressor psicosociali, ossia generati dalle relazioni tra l’individuo ed il suo contesto.
Infine si è anche constatato che a generare una reazione di stress può anche essere uno stato mentale sollecitato dalla percezione e valutazione dell’importanza attribuita ad uno stressor in un determinato momento.
Tale reazione è indipendente dal fatto che lo stressor sia realmente tale o solo immaginato come tale.
Sebbene nell’accezione comune del termine lo stress venga generalmente inteso come un elemento negativo e venga associato a conseguenze per la salute, le ricerche sullo stress  hanno evidenziato che:
Lo stress è un fenomeno che caratterizza tutti gli esseri viventi. Solo le cose morte non sperimentano stress.
Lo stress è una potente risorsa di cui l’individuo dispone per affrontare sfide e problemi dell’esistenza quotidiana.
Con lo stress si deve imparare a convivere, in particolare nella società moderna.
Lo stress non è una malattia, tuttavia l’esposizione prolungata a condizioni di stress può avere conseguenze negative per i soggetti esposti, sotto forma di patologie fisiche e psicologiche e disturbi del comportamento.
Si distinguono due tipi di stress a seconda dell’impatto positivo o negativo che hanno sull’individuo. Per alcuni una situazione può essere fonte di malessere, per altri la stessa situazione può invece essere facilmente affrontata senza gravi ripercussioni. Solo quando viene percepito negativamente dall’individuo, si ha lo sviluppo di conseguenze negative
Distress (o stress negativo): CONSEGUENZE NEGATIVE
Eustress (o stress positivo): CONSEGUENZE POSITIVE (sensazione di autoefficacia, euforia, ecc.)

In generale lo stress che può dare luogo a possibili conseguenze negative sulla salute, è lo stress negativo o di-stress.
Pertanto è a questo tipo di stress che ci si riferisce quando si affronta il problema del rischio di stress.
Le cause di uno stress negativo possono essere molte e possono derivare sia da eventi estranei al lavoro, come eventi personali o familiari, sia da eventi che si manifestano nell’ambito lavorativo. E’ esclusivamente a questi ultimi che ci si riferisce con il termine “stress lavoro correlato”.
Tra le cause che possono innescare una reazione di stress, vi sono le condizioni di lavoro o di funzionamento dei processi organizzativi o le relazioni nell’ambito del contesto di lavoro che provocano una elevata sollecitazione nell’individuo, a seguito della quale il normale  stato di equilibrio della relazione uomo-lavoro-contesto organizzativo viene sistematicamente e severamente compromesso.
A seguito della sollecitazione l’individuo avverte un forte stato di tensione e la sensazione di non riuscire a far fronte alla “minaccia” con le risorse di cui dispone.
Se questa condizione dura nel tempo si ha come conseguenza uno stress negativo cronico che può dare luogo a conseguenze negative per la salute fisica e psichica dell’individuo.
Pertanto una condizione di stress temporaneo dovuto a momenti di emergenza o a disfunzioni occasionali che si possono manifestare sul lavoro non rappresentano una condizione di stress potenzialmente critico in quanto sono facilmente superabili.
Diverso è il caso di una condizione di lavoro stressante che si manifesta con continuità.
Essa costituisce un potenziale rischio per la sicurezza e la salute ed è ad essa, infatti, che viene dedicata l’attenzione  anche dall’Accordo europeo dell’8 ottobre 2004, che definisce lo stress lavoro-correlato:
“uno stato che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali che consegue dal fatto che le persone non si sentono in grado di superare il divario rispetto alle richieste o alle attese nei loro confronti.”
Si è constatato che le persone che presentano le caratteristiche sotto indicate hanno una maggiore resistenza allo stress:
- Ottimismo
- Buon livello di autostima
- Buone capacità di adattamento alle diverse situazioni
- Presenza di una rete di sostegno sociale.
L’indicazione ad occuparsi del rischio stress lavoro correlato, si trova nell’art. 28 del del D.Lgs. 81/08, che si riferisce alla valutazione dei rischi e nel quale si legge che:
la valutazione….deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e salute dei lavoratori…tra i quali anche quelli collegati allo stress-lavoro correlato, secondo i contenuti dell’Accordo Europeo dell’8 Ottobre 2004”.
L’accordo europeo è atato accolto in Italia il 9 giugno 2008 nel documento chiamato “Accordo interconfederale per il recepimento dell’accordo quadro europeo sullo stress lavoro correlato concluso l’8 ottobre 2004 tra UNICE/UEAPMA, CEEP e CES”.
Lo stress da lavoro nell’Accordo Europeo dell’8 Ottobre 2004, viene descritto come:
“uno stato che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali che consegue dal fatto che le persone non si sentono in grado di superare il divario rispetto alle richieste o alle attese nei loro confronti.”
Inoltre viene precisato che:
lo stress non è una malattia ma una esposizione prolungata allo stress può ridurre l’efficienza sul lavoro e causare problemi di salute.
INDIVIDUAZIONE DI UN PROBLEMA DI STRESS LAVORO CORRELATO

Può avvenire attraverso un’analisi di fattori quali:
- L’organizzazione e i processi di lavoro (pianificazione dell’orario di lavoro, grado di autonomia, grado di coincidenza tra le esigenze imposte dal lavoro e le capacità/conoscenze dei lavoratori, carico di lavoro, ecc.).
- Le condizioni e l’ambiente di lavoro (esposizione ad un comportamento illecito, al rumore, al calore, a sostanze pericolose, ecc.).
- La comunicazione (incertezza circa le aspettative riguardo al lavoro, prospettive di occupazione, un futuro cambiamento, ecc.).
- I fattori soggettivi (pressioni emotive e sociali, sensazione di non potere fare fronte alla situazione, percezione di una mancanza di aiuto, ecc.).
La Commissione consultiva permanente  per la sicurezza e la salute sul lavoro ha indicato il seguente percorso di valutazione del rischio stress lavoro correlato:
Valutazione preliminare, con raccolta e analisi dei dati oggettivi verificabili relativi a parametri aziendali e a contesto e al contenuto del lavoro.
Pianificazione eventuali interventi correttivi.
Piano di monitoraggio.
Valutazione approfondita con raccolta di dati relativi alla percezione dei lavoratori, nel caso si evidenzi la presenza di rischio stress.
Valutazione dei dati oggettivi
Si basa su evidenze documentali relative ai cosiddetti “eventi sentinella” (assenteismo, turn-over, infortuni, ecc.) ed ai fattori lavorativi di contesto e di contenuto e viene effettuata mediante apposite check list
Valutazione dati soggettivi
Riguarda la percezione della relazione tra l’individuo ed il suo lavoro con riferimento al contesto ed al contenuto del lavoro. I metodi per rilevare ed intervenire sul problema sono tipicamente quelli della psicologia sociale e della psicologia del lavoro.
Misure per eliminare o ridurre i problemi di stress da lavoro
Possono comprendere:
Misure di gestione e di comunicazione
La formazione dei dirigenti, dei preposti e dei lavoratori
L’informazione e la consultazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti.
La valutazione dei rischi è uno strumento finalizzato alla programmazione delle misure di protezione e prevenzione, quindi, alla più generale organizzazione della prevenzione aziendale volta a salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Il D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 ribadisce con ancor più forza l’obbligo della valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’articolo 28.
La valutazione riguarderà anche la scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché la sistemazione dei luoghi di lavoro, tutti i rischi ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all'età, alla provenienza da altri Paesi.
Lo stress legato all’attività lavorativa, i fattori che lo determinano e le conseguenze che ne derivano sono realtà  alquanto diffuse in tutti e 15 gli stati membri dell’Unione europea. Dagli studi condotti oltre la metà dei 147 milioni di lavoratori europei riferisce di lavorare a ritmi molto serrati e di dover rispettare scadenze tassative. Più di un terzo di essi non è in grado di influire sulle mansioni assegnate e più di un quarto non ha la possibilità di determinare il proprio ritmo di lavoro.
Secondo le direttive quadro dell’UE, i datori di lavoro hanno il “dovere di assicurare la sicurezza e la salute dei lavoratori in tutti gli aspetti legati al lavoro”.
Fra i principi di prevenzione sanciti dalla direttiva figurano:
- “la prevenzione del rischio”
- “l’eliminazione dei rischi alla fonte”
- “l’adeguamento del lavoro dell’individuo”
La direttiva stabilisce inoltre che è dovere del datore di lavoro sviluppare “una coerente politica generale della prevenzione”.
Per individuare lo stress legato all'attività lavorativa, le sue cause e conseguenze, occorre analizzare il contenuto del lavoro, le condizioni di lavoro, le condizioni di impiego, le relazioni sociali al lavoro, la salute, il benessere e la produttività.
Si possono ottenere validi risultati con cambiamenti organizzativi piuttosto semplici quali:
• Lasciare al lavoratore tempo sufficiente perché possa svolgere il proprio lavoro in modo soddisfacente.
• Fornire al lavoratore una descrizione chiara del lavoro da svolgere.
• Ricompensare il lavoratore per una buona prestazione di lavoro.
• Prevedere modalità attraverso le quali il lavoratore possa esprimere le proprie lamentele e far sì che esse vengano prese in considerazione seriamente tempestivamente.
• Commisurare il grado di responsabilità al grado di autorità del lavoratore.
• Esplicitare gli obiettivi e i valori dell'organizzazione del lavoro e adeguarli il più possibile agli obiettivi e valori personali del lavoratore.
• Favorire il controllo del lavoratore sul prodotto finale del proprio lavoro e stimolare il giusto orgoglio per il risultato ottenuto.
• Promuovere la tolleranza, la sicurezza e la giustizia sul posto di lavoro.
• Eliminare i fattori di nocività di tipo fisico.
• Individuare fallimenti e successi delle azioni passate e future di promozione della salute sul lavoro, le relative cause e conseguenze; imparare a evitare i fallimenti e a favorire i successi, proponendosi il graduale miglioramento dell'ambiente di lavoro e della salute.
A livello aziendale o nazionale, tutte e tre le componenti presenti sul mercato del lavoro possono prendere in considerazione miglioramenti organizzativi per prevenire lo stress legato all'attività lavorativa e i conseguenti danni alla salute, con particolare riguardo ai seguenti elementi:
• Orario di lavoro. Predisporre gli orari di lavoro in modo da evitare conflitti con esigenze e responsabilità extralavorative. Gli orari dei turni a rotazione dovrebbero essere stabili  prevedibili, con rotazione in avanti (mattino –pomeriggio -  notte).
• Partecipazione e controllo. Consentire ai lavoratori di partecipare alle decisioni o alle misure che hanno ripercussioni sul loro lavoro.
• Quantità di lavoro assegnato. Assicurare che gli incarichi affidati siano compatibili con le capacità e le risorse del lavoratore e consentire possibilità di recupero dopo l'esecuzione di compiti particolarmente impegnativi sul piano fisico o mentale.
• Contenuto. Stabilire le mansioni in modo che il lavoro risulti dotato di significato, stimolante, compiuto e fornisca l'opportunità di esercitare le proprie competenze.
• Ruoli. Definire con chiarezza i ruoli e le responsabilità di lavoro.
• Ambiente sociale. Offrire possibilità di interazione sociale, ivi inclusi sostegno emotivo  sociale e aiuto fra i collaboratori.
• Prospettive future. Evitare ambiguità per quanto riguarda la sicurezza del posto di lavoro e le prospettive di sviluppo professionale; promuovere la formazione permanente e la capacità di inserimento professionale.

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