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Durante la carica e principalmente nella fase finale di questa, tutte le batterie subiscono un processo elettrochimico che provoca l'elettrolisi dell'acqua con conseguente formazione di idrogeno ed ossigeno. 
La possibile presenza in ambiente di questi componenti gassosi, ed il conseguente rischio di incendio, può comportare la necessità di realizzare locali dedicati esclusivamente alla ricarica delle batterie, separati dagli altri ambienti di lavoro e dotati di una adeguata ventilazione, naturale o forzata in rapporto alla quantità ed alle caratteristiche delle batterie stesse.
L'accumulatore al piombo è un dispositivo elettrochimico che accumula, sotto forma di energia chimica, l'energia elettrica fornitagli durante la carica per poterla erogare successivamente, di nuovo come energia elettrica, durante la fase di scarica. Essenzialmente l'accumulatore al piombo è composto di due gruppi di piastre di opposta polarità (positive e negative) immersi in una soluzione di acido solforico diluito (elettrolito - H2 SO4) chimicamente puro. L'elettrolito, come noto, è una soluzione tossica e corrosiva.
La materia attiva delle piastre positive è costituita dal biossido di piombo (PbO2), mentre quella delle piastre negative è costituita da piombo puro spugnoso (Pb).
Durante la scarica, la parte attiva dell'elettrolito si combina con la materia attiva delle piastre positive e negative, trasformandola, su entrambe le piastre, in solfato di piombo (PbSO4).
Durante la ricarica l'energia elettrica fornita ripristina le materie attive (positive e negative) alle loro condizioni originali: piombo spugnoso sulle piastre negative e biossido di piombo sulle positive.
Ogni elemento di cui si compone una batteria ha una tensione nominale di due Volt, quindi per ottenere una batteria avente la tensione richiesta (es. 24 Volt, 40 Volt) è necessario collegare in serie un numero di elementi uguale alla metà della tensione richiesta (12 elementi o 20 elementi).
In pratica la tensione di ciascun elemento assume valori diversi a seconda delle condizioni che si prendono come riferimento (stato di carica, batteria a riposo, batteria durante la scarica, batteria durante la carica, ecc.). Per esempio, la tensione di un elemento carico ed a riposo, cioè non inserito né sull'impianto di ricarica né sull'utilizzatore è pari a circa 2.1 Volt.
La tensione durante la scarica diminuisce continuamente, a partire dal valore di 2,1 Volt per elemento, fino a raggiungere i valori di fine scarica. 
La tensione durante la fase di carica va al contrario gradualmente crescendo fino a raggiungere i valori di fine carica.
PROCEDURE PER RIDURRE I RISCHI
• Proteggere le mani con guanti di gomma.
• La segnaletica dovrebbe comprendere almeno i seguenti cartelli: cartelli di divieto - divieto di fumare e di introdurre fiamme libere o corpi incandescenti - divieto di accesso alle persone non autorizzate;cartelli di avvertimento: - presenza di accumulatori - pericolo di esplosione- tensione elettrica pericolosa - sezionare tutti gli alimentatori prima di accedere alle parti attive.
• Qualora le batterie siano contornate da pedane isolanti, è fatto obbligo di mantenere queste ultime in ordine ed asciutte, in modo da evitare il pericolo di cadute del personale per scivolamento o ribaltamento.
• Evitare il contatto personale con le sbarre e con i collegamenti.
• Durante i lavori di manutenzione non si devono indossare anelli, bracciali o catenelle metalliche.
• Non introdurre scale metalliche nei locali.
• Dovendo introdurre oggetti metallici, porre ogni attenzione per evitare il contatto accidentale con parti sotto tensione.
• Evitare di far traboccare l'elettrolito dai recipienti, in quanto ciò potrebbe causare scariche a terra pericolose per le persone presenti.
• Per l'ispezione di batterie devono essere usate lampade portatili di tipo antideflagrante, con alimentazione autonoma e con l'involucro esterno di materiale isolante.
• Nella eventuale preparazione dell'elettrolito non si deve versare mai direttamente l'acqua nell'acido solforico. Ciò provocherebbe una reazione violenta con proiezione pericolosa di liquido. Occorre versare lentamente l'acido nell'acqua.
• Per gli abboccamenti utilizzare imbuti pescanti di plastica per evitare spruzzi.
• Proteggere gli occhi con occhiali.
• Proteggere il corpo con grembiule di gomma.
• Accertarsi quotidianamente che l'impianto di ventilazione funzioni correttamente e che le bocche di immissione ed espulsione dell'aria siano libere ed efficienti.
• Assicurare l'areazione anche nel caso di installazione di batterie in appositi armadi.
• Tutte le batterie in vaso chiuso devono essere equipaggiate con tappi di sicurezza per il filtraggio delle nebbie acide.
• Proteggere i contenitori di acido dalle sorgenti di calore, compreso il sole.
• Nei locali contenenti batterie con elettrolito acido è tassativamente vietato l'uso di segatura per la pulizia dei pavimenti, in quanto l'acido solforico potrebbe provocarne il riscaldamento con conseguente incendio.
• E' vietato fumare ed introdurre fiamme libere nelle sale batterie.
• E' vietato l'utilizzo di attrezzi elettrici che possono produrre scintille, così come è vietata la installazione di impianti elettrici provvisori e di fortuna.
• Nei locali non devono essere installate macchine né altri apparati elettrici e termici e deve essere evitato il deposito di materiale estraneo.

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