Rischio elettrico
I lavori elettrici
Una volta riconosciute le caratteristiche che configurano l’attività come “lavoro elettrico”, ai fini della corretta gestione del rischio è necessario definire chiaramente l’obiettivo del lavoro, individuandone i pericoli, e stabilire la tecnica di esecuzione più appropriata e le azioni da svolgere, valutandone i rischi.
Una volta scelta la tecnica di esecuzione dei lavori, è necessario definire la corretta sequenza delle fasi operative. Vanno poi individuate e formalizzate le responsabilità nella preparazione e nell’esecuzione dei lavori, va incaricato il personale con gli adeguati requisiti (previsti dalla normativa) ed infine vanno adottate le idonee procedure di lavoro e le relative misure di prevenzione e protezione.
Le norme tecniche di riferimento generali sono la CEI 11-27 e la CEI EN 50110-1 (CEI 11- 48).
Se nel lavoro elettrico è previsto che le parti attive non siano in tensione, ci si riferisce ad un lavoro fuori tensione. In questo caso bisogna adottare tutte le misure tecniche e procedurali necessarie a garantire il sezionamento delle parti attive da ogni sorgente di alimentazione e la messa in sicurezza nei confronti di richiusure intempestive dei circuiti, provvedendo poi alla sicura messa a terra e al collegamento in corto-circuito di tutte le fasi e del neutro.
Se è previsto che le parti attive rimangano in tensione (lavoro sotto tensione), i metodi di lavoro previsti dalle norme in questo caso sono tre:
• i lavori sotto tensione a contatto sono quelli nei quali l’operatore deve accedere all’area delimitata dalla distanza DL dalle parti attive (fig.1) con parti del corpo e attrezzi isolati. In questo caso la protezione si realizza mediante DPI (guanti, calzature, casco, visiera, ecc.);
• i lavori sotto tensione a potenziale sono quelli nei quali l’operatore entra in contatto con la parte in tensione senza attrezzi o DPI perché isolato da parti a potenziale diverso;
• i lavori sotto tensione a distanza sono quelli nei quali l’operatore rimane con le parti del corpo fuori dalla all’area delimitata dalla distanza DV dalle parti attive ed entra nella zona delimitata dalla distanza DL (più vicina alle parti attive) con aste isolanti. La protezione è garantita in questo caso dalle aste isolanti e dai DPI.
Sia nei lavori fuori tensione, che in quelli sotto tensione, per ciascun metodo di lavoro, devono esser definiti i compiti, le qualifiche del personale e gli aspetti essenziali da gestire negli interventi. In particolare devono esser individuati i seguenti profili professionali:
• persona esperta (PES): persona con istruzione, conoscenza ed esperienza rilevanti tali
da consentirle di analizzare i rischi e di evitare i pericoli che l’elettricità può creare.
• persona avvertita (PAV): persona adeguatamente avvisata da persone esperte per
metterla in grado di evitare i pericoli che l’elettricità può creare.
Nel caso di lavoratori dipendenti, l’assegnazione dell’attributo di PES o PAV deve esser fatta dal datore di lavoro, sulla base del possesso di requisiti formativi, esperienza e caratteristiche personali.
I lavori elettrici fuori tensione possono essere eseguiti solo da PES o da PAV, oppure da persone comuni, sotto la supervisione di PES o PAV.
I lavori elettrici sotto tensione in sistemi di I categoria (bassa tensione) possono essere eseguiti solo da PES o da PAV che abbiano conseguito l’idoneità a svolgerli. Tale idoneità deve essere attestata dal datore di lavoro sulla base della formazione, dell’addestramento e degli altri requisiti indicati nella norma CEI 11-27.
I lavori sotto tensione nei sistemi di II e III categoria possono essere svolti solo da aziende espressamente autorizzate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministero della Salute, secondo quanto previsto dal Decreto Interministeriale del 4 febbraio 2011.
Anche in questo caso sono fondamentali la formazione, l’addestramento, l’esperienza e Ie caratteristiche psicofisiche dei lavoratori; questi devono essere abilitati dal datore di lavoro per lo specifico lavoro, al termine di un percorso formativo svolto in conformità alla pertinente normativa tecnica, che prevede una verifica finale per il riconoscimento dell’idoneità allo svolgimento dello stesso lavoro.
In ogni lavoro elettrico, inoltre, è necessario che siano definite due figure ben precise, il
responsabile dell’impianto ed il preposto ai lavori.
Il responsabile dell’impianto (RI), è la persona avente la più alta responsabilità nella conduzione dell’impianto elettrico. Si riportano i compiti e le responsabilità ad esso attribuiti dalla norma CEI 11 27:
• pianificazione e programmazione dei lavori;
• redazione del “piano di lavoro”;
• programmazione ed esecuzione di modifiche gestionali e manovre per consentire
l’intervento;
• sezionamenti e provvedimenti per evitare le richiusure intempestive (nei lavori fuori tensione) nonché apposizione dei cartelli monitori;
• individuazione e delimitazione della parte di impianto interessata dai lavori;
• trasferimento al preposto ai lavori delle informazioni sui rischi ambientali ed elettrici relativi alla parte di impianto oggetto dei lavori;
• consegna dell’impianto elettrico al preposto ai lavori;
Il preposto ai lavori (PL), è la persona avente la più alta responsabilità nella conduzione del lavoro elettrico. La norma gli attribuisce i seguenti compiti e responsabilità:
• preparazione dei lavori,
• pianificazione delle attività (es. sequenza operazioni);
• redazione del piano di intervento;
• presa in carico dell’impianto elettrico dal RI e riconsegna al termine dei lavori;
• verifica dell’assenza di tensione e dell’apposizione delle terre di lavoro (nei lavori fuori tensione);
• verifica della sicurezza delle masse;
• verifica e controllo delle condizioni ambientali;
• adozione delle opportune procedure per il distanziamento o la protezione, nei lavori in prossimità;
• informazione del personale subordinato per lo svolgimento del lavoro in sicurezza;
• messa in opera di ulteriori misure di protezione, in caso di rischi non valutati preventivamente, o sospensione dei lavori;
• organizzazione delle risorse lavorative e coordinamento di eventuali lavoratori autonomi che interferiscono nell’area lavorativa, con informazione sui rischi e adozione di misure di sicurezza;
• verifica dell’adeguatezza delle attrezzature, della strumentazione e dei mezzi
necessari al lavoro.
È infine necessario verificare che i lavori elettrici siano svolti facendo riferimento a due documenti caratteristici, il piano di lavoro ed il piano di intervento.
Il piano di lavoro individua l’assetto dell’impianto durante i lavori in funzione delle modalità operative e delle misure di prevenzione scelte. Deve contenere almeno:
• l’identificazione del documento;
• il nome del RI;
• il nome del PL;
• l’individuazione della parte di impianto oggetto dell’intervento e la tensione di esercizio;
• l’indicazione di eventuali parti circostanti che in tensione durante i lavori;
• la descrizione di massima dei lavori;
• la data, l’ora d’inizio e la durata presunta dell’intervento;
• l’assetto dell’impianto da realizzare e mantenere durante i lavori, i sezionamenti e le messe a terra (ove previsti), i blocchi ai comandi, l’apposizione di cartelli, ecc.;
• il riferimento ai necessari documenti quali planimetrie, schemi, ecc.;
• il nome e la firma del redattore del documento.
Il piano di intervento deve consentire di individuare il lavoro da eseguire e descriverne
l’esecuzione ai fini della riduzione dei rischi. Deve contenere almeno:
• l’identificazione del documento;
• il nome e la firma del preposto
• l’individuazione della parte di impianto sulla quale si dovrà operare;
• l’obiettivo del lavoro;
• i dati tecnici della parte d’impianto oggetto dell’intervento;
• la definizione dell’area interessata dai lavori;
• la descrizione dell’intervento e dell’organizzazione del lavoro;
• le procedure operative o le istruzioni necessarie allo svolgimento in sicurezza del lavoro;
• l’individuazione delle terre di lavoro (lavori fuori tensione), dei collegamenti equipotenziali, delle distanze caratteristiche dai conduttori attivi previste per il tipo di lavoro
• le misure di prevenzione;
• il richiamo al piano di lavoro;
• gli eventuali rischi ambientali.
La redazione del piano di lavoro e del piano di intervento è necessaria in caso di lavori complessi. La valutazione di questa condizione può esser fatta sulla base delle indicazioni della norma CEI 11-27. Per lavori ripetitivi il piano di intervento può essere sostituito da schede di lavoro che ne definiscano le modalità di esecuzione.

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