NASTRI TRASPORTATORI
Nella movimentazione meccanica dei carichi, sono spesso impiegati i nastri trasportatori, che trovano prevalente utilizzo nei reparti di produzione e montaggio. Si presentano con una grande varietà di forme e dimensioni legati ai diversi impieghi: all’interno o all’esterno, in sotterraneo, per brevi percorsi, lunghi o molto lunghi, orizzontali o inclinati, da soli o collegati ad altri dispositivi di trasporto, carico o scarico di materiali, fissi o mobili. La loro caratteristica comune è quella di possedere l’avvolgimento del nastro su tamburi o rulli, e delle catene su ruote dentate generalmente montate sulle estremità (ruote motrici e di rinvio) e l’appoggio intermedio su rulli di sostentamento.
I rischi legati all’utilizzo dei nastri trasportatori sono fondamentalmente di tipo meccanico.
Occorre, infatti, considerare il possibile contatto della persona con i vari elementi che compongono il nastro trasportatore nel suo complesso, ma anche i rischi di contatti con il materiale trasportato che, a seconda della sua natura, può a sua volta dare origine a una serie di altri rischi ( taglio, schiacciamento, abrasione, ecc.).
IL RISCHIO
Rischio di contatto di parti del corpo con superfici di elementi in rotazione:
• Trascinamento.
• Schiacciamento.
• Investimento da caduta materiale trasportato.
I nastri trasportatori sono costituiti da una struttura metallica portante, su cui sono montati in serie dei rulli dotati di movimento rotatorio trasmesso da alcuni ingranaggi. Sopra a questa filiera, è montato un nastro i cui bordi a volte scorrono tra due ruote guida che si muovono simultaneamente con i rulli.
I rischi sono sostanzialmente legati al movimento rotatorio degli organi, che tendono a trascinare e ad avvolgere su se stesso qualsiasi oggetto entri in contatto con loro durante il movimento (parti di indumenti, capelli, parti anatomiche). Le conseguenze di un trascinamento accidentale sono variabili, in funzione della parte anatomica interessata, delle dimensioni e della velocità del nastro. Si possono subire solo piccoli schiacciamenti e/o tagli all’estremità delle dita, ma anche lesioni più gravi come l’amputazione delle stesse o anche trascinamenti delle intere braccia con conseguente amputazione per strappo e/o stritolamento; infine, lo scalpo del cuoio capelluto nel caso si venga trascinati per i capelli. Inoltre, il trascinamento può provocare urti violenti contro oggetti vicini o contro la struttura della macchina, con conseguenti traumi.
Il pericolo di morte è elevato, in quanto amputazioni importanti portano
a violente emorragie; nel caso di trascinamento del tronco o della
testa le conseguenze sono evidentemente letali (schiacciamento di organi
vitali).
Il materiale trasportato dal nastro, per suo malfunzionamento, inadeguatezza delle protezioni laterali o scorretto caricamento dello stesso, può creare inceppamenti, blocco del nastro e anche la caduta dello stesso materiale; la caduta del materiale può essere un semplice slittamento sul nastro stesso con parziale investimento dell’operatore, o una caduta dal nastro verso il pavimento nell’area di azione dell’operatore, con investimento
vero e proprio dell’operatore stesso. Questi eventi possono essere aggravati dalle dimensioni, dalla forma e dalla natura del materiale trasportato (peso, presenza di zone taglienti, pungenti, ecc.) e possono provocare i seguenti danni:
• Tagli.
• Amputazioni.
• Spappolamenti.
• Fratture.
• Scalpo.
• Morte.
Il verificarsi di incidenti di questo tipo è legato soprattutto all’inosservanza delle più elementari norme di sicurezza della macchina, ovvero a negligenze (mancata delimitazione degli spazi tra i lavoratori e il nastro trasportatore, mancata segregazione degli organi in movimento, soprattutto di quelli collegati agli ingranaggi), inadeguatezza o assenza delle protezioni laterali, carenza di informazione ai lavoratori circa il divieto di interventi sul nastro in movimento. Altre cause di infortuni possono essere:
• Scarsa organizzazione degli spazi in prossimità del nastro.
• Assenza di protezioni e sistemi di blocco.
• Effettuazione di manutenzione e/o regolazione con il nastro in movimento.
Nella movimentazione meccanica dei carichi, sono spesso impiegati i nastri trasportatori, che trovano prevalente utilizzo nei reparti di produzione e montaggio. Si presentano con una grande varietà di forme e dimensioni legati ai diversi impieghi: all’interno o all’esterno, in sotterraneo, per brevi percorsi, lunghi o molto lunghi, orizzontali o inclinati, da soli o collegati ad altri dispositivi di trasporto, carico o scarico di materiali, fissi o mobili. La loro caratteristica comune è quella di possedere l’avvolgimento del nastro su tamburi o rulli, e delle catene su ruote dentate generalmente montate sulle estremità (ruote motrici e di rinvio) e l’appoggio intermedio su rulli di sostentamento.
I rischi legati all’utilizzo dei nastri trasportatori sono fondamentalmente di tipo meccanico.
Occorre, infatti, considerare il possibile contatto della persona con i vari elementi che compongono il nastro trasportatore nel suo complesso, ma anche i rischi di contatti con il materiale trasportato che, a seconda della sua natura, può a sua volta dare origine a una serie di altri rischi ( taglio, schiacciamento, abrasione, ecc.).
IL RISCHIO
Rischio di contatto di parti del corpo con superfici di elementi in rotazione:
• Trascinamento.
• Schiacciamento.
• Investimento da caduta materiale trasportato.
I nastri trasportatori sono costituiti da una struttura metallica portante, su cui sono montati in serie dei rulli dotati di movimento rotatorio trasmesso da alcuni ingranaggi. Sopra a questa filiera, è montato un nastro i cui bordi a volte scorrono tra due ruote guida che si muovono simultaneamente con i rulli.
I rischi sono sostanzialmente legati al movimento rotatorio degli organi, che tendono a trascinare e ad avvolgere su se stesso qualsiasi oggetto entri in contatto con loro durante il movimento (parti di indumenti, capelli, parti anatomiche). Le conseguenze di un trascinamento accidentale sono variabili, in funzione della parte anatomica interessata, delle dimensioni e della velocità del nastro. Si possono subire solo piccoli schiacciamenti e/o tagli all’estremità delle dita, ma anche lesioni più gravi come l’amputazione delle stesse o anche trascinamenti delle intere braccia con conseguente amputazione per strappo e/o stritolamento; infine, lo scalpo del cuoio capelluto nel caso si venga trascinati per i capelli. Inoltre, il trascinamento può provocare urti violenti contro oggetti vicini o contro la struttura della macchina, con conseguenti traumi.
Il pericolo di morte è elevato, in quanto amputazioni importanti portano
a violente emorragie; nel caso di trascinamento del tronco o della
testa le conseguenze sono evidentemente letali (schiacciamento di organi
vitali).
Il materiale trasportato dal nastro, per suo malfunzionamento, inadeguatezza delle protezioni laterali o scorretto caricamento dello stesso, può creare inceppamenti, blocco del nastro e anche la caduta dello stesso materiale; la caduta del materiale può essere un semplice slittamento sul nastro stesso con parziale investimento dell’operatore, o una caduta dal nastro verso il pavimento nell’area di azione dell’operatore, con investimento
vero e proprio dell’operatore stesso. Questi eventi possono essere aggravati dalle dimensioni, dalla forma e dalla natura del materiale trasportato (peso, presenza di zone taglienti, pungenti, ecc.) e possono provocare i seguenti danni:
• Tagli.
• Amputazioni.
• Spappolamenti.
• Fratture.
• Scalpo.
• Morte.
Il verificarsi di incidenti di questo tipo è legato soprattutto all’inosservanza delle più elementari norme di sicurezza della macchina, ovvero a negligenze (mancata delimitazione degli spazi tra i lavoratori e il nastro trasportatore, mancata segregazione degli organi in movimento, soprattutto di quelli collegati agli ingranaggi), inadeguatezza o assenza delle protezioni laterali, carenza di informazione ai lavoratori circa il divieto di interventi sul nastro in movimento. Altre cause di infortuni possono essere:
• Scarsa organizzazione degli spazi in prossimità del nastro.
• Assenza di protezioni e sistemi di blocco.
• Effettuazione di manutenzione e/o regolazione con il nastro in movimento.

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