RUMORE
Il suono è un fenomeno fisico che scaturisce dalla formazione di onde nell’aria. Tali onde possono essere originate con strumenti in modo armonioso, a formare una composizione musicale, o in modo disordinato, a formare un insieme di suoni scoordinati. L’udibilità di un suono varia in funzione dell’intensità di emissione e della distanza che ci separa dalla sua fonte. Inoltre, il suono può essere emesso a frequenze diverse, delle quali non tutte sono udibili dall’orecchio umano. L’unità di misura della pressione sonora è il Decibel (dB).
Abbiamo fin qui parlato di suono e abbiamo detto che esso può essere emesso come un insieme armonioso di suoni la cui percezione è normalmente gradita, quindi il suono di una orchestra o lo scrosciare di un torrente di montagna, anche se di intensità elevata, possono essere graditi dalla persona che li percepisce.
L’insieme casuale e confuso di suoni o un suono a determinate frequenze (quale il suono emesso da un gessetto fatto stridere su una lavagna), può essere invece non gradito ed essere fonte di molestia e disturbo, anche se l’intensità di emissione è bassa. In questo ultimo caso, la definizione comune di questo suono è “RUMORE”. Possiamo quindi dire che il rumore è un suono, o un insieme di suoni, che risulta non gradito. L’esposizione a una pressione sonora - gradita o meno - può comunque comportare rischio per la salute umana, inteso come potenziale insorgenza di patologie nell’organismo umano, ma anche come fonte di rischio per la sicurezza del lavoratore. Nel comparto metalmeccanico, il rumore è spesso presente in modo generalizzato; in alcune fasi, esso è presente con intensità molto elevata. Nelle lavorazioni di allestimento, assemblaggio e rifinitura, si hanno operazioni che prevedono momenti di attrito tra il pezzo in lavorazione e l’utensile, vedi ad esempio la molatura, la martellatura, la punzonatura, la piallatura, ecc. Inoltre, alcune attrezzature complementari, quali la pistola ad aria compressa o la sparachiodi per le casse di spedizione, possono essere molto rumorose.
È spesso presente anche un’esposizione impropria al rumore, che può essere dovuta a:
- Carente manutenzione degli organi meccanici in movimento delle macchine utensili.
- Disposizione e organizzazione di macchine e postazioni lavoro, che fanno sì che alcuni lavoratori siano esposti al rumore provocato da altri.
- Caratteristiche strutturali dell’edificio, che possono provocare riverberi e/o amplificazione del suono.
Si può quindi dire che il lavoratore dell’industria metalmeccanica è quasi costantemente esposto a pressione sonora più o meno intensa, a seconda della mansione svolta.
IL RISCHIO
All’esposizione al rumore, sono connesse patologie dell’apparato uditivo che vanno da manifestazioni di tipo acuto, quali l’abbassamento temporaneo di soglia (ATS)9, a patologie di tipo cronico, con tendenza al peggioramento in funzione del tempo di esposizione:
- Ipoacusia.
- Disturbi cardiocircolatori.
- Disturbi neurologici e del comportamento.
- Inoltre, si possono identificare i seguenti rischi collegati all’esposizione al rumore:
- Riduzione del potenziale produttivo dell’individuo e della qualità del lavoro.
- Aumento degli errori.
- Riduzione della concentrazione e del livello di attenzione.
- Difficoltà di comunicazione tra gli individui.
- Difficoltà a recepire gli errori.
- Aumento del rischio di infortunio.
Stimoli uditivi non connessi direttamente alla propria attività, riducono la capacità di concentrazione e il livello di attenzione; questo, unito alle difficoltà di comunicazione tra lavoratori, può risultare negativo anche dal punto di vista della sicurezza. Infatti, un soggetto sottoposto a molteplici stimoli uditivi possiede una minore capacità discriminatoria, cosicché anche una segnalazione di allarme o un rumore dovuto a un pericolo, non vengono percepiti in quanto tale; quindi, anche l’istinto di autoprotezione e quello di salvaguardia della propria incolumità possono risultare ridotti.
Il suono è un fenomeno fisico che scaturisce dalla formazione di onde nell’aria. Tali onde possono essere originate con strumenti in modo armonioso, a formare una composizione musicale, o in modo disordinato, a formare un insieme di suoni scoordinati. L’udibilità di un suono varia in funzione dell’intensità di emissione e della distanza che ci separa dalla sua fonte. Inoltre, il suono può essere emesso a frequenze diverse, delle quali non tutte sono udibili dall’orecchio umano. L’unità di misura della pressione sonora è il Decibel (dB).
Abbiamo fin qui parlato di suono e abbiamo detto che esso può essere emesso come un insieme armonioso di suoni la cui percezione è normalmente gradita, quindi il suono di una orchestra o lo scrosciare di un torrente di montagna, anche se di intensità elevata, possono essere graditi dalla persona che li percepisce.
L’insieme casuale e confuso di suoni o un suono a determinate frequenze (quale il suono emesso da un gessetto fatto stridere su una lavagna), può essere invece non gradito ed essere fonte di molestia e disturbo, anche se l’intensità di emissione è bassa. In questo ultimo caso, la definizione comune di questo suono è “RUMORE”. Possiamo quindi dire che il rumore è un suono, o un insieme di suoni, che risulta non gradito. L’esposizione a una pressione sonora - gradita o meno - può comunque comportare rischio per la salute umana, inteso come potenziale insorgenza di patologie nell’organismo umano, ma anche come fonte di rischio per la sicurezza del lavoratore. Nel comparto metalmeccanico, il rumore è spesso presente in modo generalizzato; in alcune fasi, esso è presente con intensità molto elevata. Nelle lavorazioni di allestimento, assemblaggio e rifinitura, si hanno operazioni che prevedono momenti di attrito tra il pezzo in lavorazione e l’utensile, vedi ad esempio la molatura, la martellatura, la punzonatura, la piallatura, ecc. Inoltre, alcune attrezzature complementari, quali la pistola ad aria compressa o la sparachiodi per le casse di spedizione, possono essere molto rumorose.
È spesso presente anche un’esposizione impropria al rumore, che può essere dovuta a:
- Carente manutenzione degli organi meccanici in movimento delle macchine utensili.
- Disposizione e organizzazione di macchine e postazioni lavoro, che fanno sì che alcuni lavoratori siano esposti al rumore provocato da altri.
- Caratteristiche strutturali dell’edificio, che possono provocare riverberi e/o amplificazione del suono.
Si può quindi dire che il lavoratore dell’industria metalmeccanica è quasi costantemente esposto a pressione sonora più o meno intensa, a seconda della mansione svolta.
IL RISCHIO
All’esposizione al rumore, sono connesse patologie dell’apparato uditivo che vanno da manifestazioni di tipo acuto, quali l’abbassamento temporaneo di soglia (ATS)9, a patologie di tipo cronico, con tendenza al peggioramento in funzione del tempo di esposizione:
- Ipoacusia.
- Disturbi cardiocircolatori.
- Disturbi neurologici e del comportamento.
- Inoltre, si possono identificare i seguenti rischi collegati all’esposizione al rumore:
- Riduzione del potenziale produttivo dell’individuo e della qualità del lavoro.
- Aumento degli errori.
- Riduzione della concentrazione e del livello di attenzione.
- Difficoltà di comunicazione tra gli individui.
- Difficoltà a recepire gli errori.
- Aumento del rischio di infortunio.
Stimoli uditivi non connessi direttamente alla propria attività, riducono la capacità di concentrazione e il livello di attenzione; questo, unito alle difficoltà di comunicazione tra lavoratori, può risultare negativo anche dal punto di vista della sicurezza. Infatti, un soggetto sottoposto a molteplici stimoli uditivi possiede una minore capacità discriminatoria, cosicché anche una segnalazione di allarme o un rumore dovuto a un pericolo, non vengono percepiti in quanto tale; quindi, anche l’istinto di autoprotezione e quello di salvaguardia della propria incolumità possono risultare ridotti.
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